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A Martina con fiducia. Grandi e Mancuso: “Ok le prestazioni, ma adesso conta vincere”

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matteo grandiLa miglior difesa è l’attacco… se vuoi vincere. Ma se devi pensare a salvarti, è normale badare prima a non prenderle, finché non ci si avvicina alla fine del campionato. Il reparto offensivo del Catanzaro è asfittico da settimane e tutto sommato non sono molte le partite che ci separano alla fine del torneo. Niente gol, niente vittorie, niente punti: l’equazione è semplice. Allora a quale rimedio “miracoloso” ricorrere per risolvere questa sorta di “stitichezza” realizzativa?! Chiedendo venia per il gioco di parole buffo, c’è poco da scherzare se si pensa che l’US non trova la via della rete su azione dalla trasferta di Caserta, più di un mese fa. Da lì in poi, le pochissime volte in cui si è gonfiata la rete è stato su palla inattiva.

Ad analizzare il momento dei giallorossi, non potevano non essere che l’estremo “garante” della difesa ed un giocatore offensivo, tra coloro che dovrebbero veder scritto il proprio nome nel tabellino alla voce “marcatori”, ma così non è.

Per Matteo Grandi, che difende i pali delle Aquile proprio dal match casalingo col Martina Franca, prossimo avversario, non è il caso di fare allarmismi: “Non preoccupiamoci troppo. Le ultime prestazioni, contro squadre attrezzate, sono state ottime. D’accordo, non si è vinto, ma abbiamo raccolto punti. Speriamo Martina sia la svolta”, rassicura il portiere giallorosso, più volte uscito dal campo da “uomo partita”, avendo salvato capre e cavoli in più occasioni. Se tra ottobre e dicembre il reparto arretrato era in gran forma, ultimamente si è vacillato e non poco, nonostante sia stato subito un solo gol nelle ultime due partite. Merito del 4-4-2 guardingo varato di Erra che ha addensato la mediana? Probabile, probabilissimo, perché se in mezzo si erge un muro, il lavoro di Moi e Ricci si alleggerisce di conseguenza: “I gol subiti nel 2016 sono derivati da ripartenze e disattenzioni nelle marcature. Con due uomini davanti alla difesa possiamo tamponare meglio”.

Sabato sera il Catanzaro sarà di scena al “Tursi” contro un avversario che sta vivendo una situazione drammatica, in penultima posizione e senza un allenatore, dal momento che Incocciati non sembra intenzionato a riprendere l’incarico dopo il passo indietro del presidente Tillia. Senza una guida in panca e all’indomani dei sei gol incassati a Castellammare, il Martina deve rimettere insieme i cocci di questo campionato e provare ad ottenere una salvezza che quasi sicuramente transiterà dai playout. Ipotesi che il Catanzaro deve assolutamente scartare: vincere è l’unico obiettivo per emergere dai bassifondi e se non avessimo lasciato punti con l’Akragas e a Cosenza, saremmo proiettati ad una salvezza imminente. Invece ci sarà da sudare e sputare sangue.

Grandi predica calma alla luce delle prestazioni positive, ma non si deve sottovalutare la reazione che i pugliesi potranno avere, in questo momento: “Loro lotteranno fino alla morte proprio per questo motivo. Dovremmo cercare il gol subito”. Sul suo sorprendente rendimento, l’ex Bassano rivela: “Nemmeno io mi aspettavo una simile crescita, ma d’altronde non può essere altrimenti se giochi in una città del genere. Le cose sono andate bene da subito e l’autostima è quindi aumentata; tuttavia mi sono sempre reputato costante nel rendimento”. E se la società lo mettesse davanti ad un rinnovo contrattuale? Dipende dalla programmazione del Cesena, che ne detiene il cartellino ed ha il diritto di controriscatto. Certo, se il presidente Cosentino ha intenzione di far calcio e tornare ad essere ambizioso, la riconferma di alcuni cardini della rosa come Grandi è lo “step one”.

MancusoA supportare quanto detto dal numero 1 giallorosso ci ha pensato Mancuso, sottolineando quanto il gruppo stia lavorando serenamente: “Dobbiamo sfruttare meglio le occasioni che ci capitano; creiamo, ma non riusciamo a finalizzare. Ci siamo sul piano delle prestazioni, servono lucidità e freddezza sotto porta, non si tratta di non avere qualità o tranquillità”, garantisce Mancuso, l’ultimo ad aver segnato su azione, in una stagione per lui controversa: ci saremmo aspettati di più, sia dal punto di vista realizzativo che per quanto riguarda il guizzo, quella giocata che può farti vincere la partita, siamo onesti. L’impegno e la “sostanza” non sono mai mancati dal giocatore meneghino, che ha accolto con entusiasmo l’ipotesi di tornare sui Tre Colli l’estate scorsa: “Sentivo di voler tornare e l’ho fatto; nonostante le motivazioni è legittimo avere difficoltà, perché i momenti negativi possono arrivare sempre”. Siamo a febbraio, dunque, i punti pesano come macigni e la lotta al vertice, sempre più avvincente tra sorpassi e stoccate, ne è la prova: “A Martina non sarà facile, ma non possiamo più permetterci di guardare l’avversario. Dobbiamo stare in guardia dallo stato d’animo dei padroni di casa, che saranno agguerriti”, avverte Mancuso, arretrato ad esterno destro nel 4-4-2 proposto da Erra di recente, porzione di campo coperta lo scorso anno, al suo arrivo.

Domani rifinitura e partenza per la Puglia. E’ il momento di dar seguito alle parole con i fatti.

 

Cosimo Simonetta

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