Partite Primo Piano

Troppo brutto per essere vero: naufragio giallorosso a Martina, è 3-0

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razzitti_matera_sconfittaMortificazione. Tutto ciò è mortificante per i cinquanta temerari che hanno scelto di seguire le Aquile in Puglia; è mortificante per chi ha deciso di rinnovare l’abbonamento nonostante un presidente svogliato e disamorato già dallo scorso campionato; è mortificante anche per chi, alla luce dei fatti, ha preferito disertare gli spalti, a malincuore, quest’anno.

Credevamo d’aver visto di tutto fino ad ora? Nossignore, il Catanzaro riesce “nell’impresa” di rivitalizzare addirittura un derelitto Martina Franca che non vinceva dal 6 dicembre, penultimo con la peggior difesa del torneo, con un allenatore esordiente giunto da meno di 24 ore e che non sa cosa gli riserverà il domani. I tifosi dell’US vivono lo stesso patema: cosa ci riserverà il domani? Visti i presupposti e soprattutto quanto accaduto questa sera al “Tursi”, nulla di buono.

Un onesto Martina Franca, rassegnato ai playout nella migliore delle ipotesi, stende il Catanzaro più brutto dell’anno (ma forse ci sbagliamo, perché sono stati diversi gli “spettacoli impietosi” inscenati in questo torneo), rispedendolo a casa con un 3-0 grazie al quale sale a 16 punti ed intravede uno spiraglio. Tra le fila ospiti, la novità è l’impiego di Orchi al centro della difesa con Moi, mentre Ricci è schierato a destra con Squillace sul lato opposto. In mediana si rivede Olivera, con Agodirin preferito al convalescente Mancuso, insieme a Firenze. Per mister Daniele Franceschini (ottima carriera in massima serie da calciatori), debutto da allenatore tra i “Pro” da incorniciare.

Il Catanzaro prova a cercare il fondo dall’inizio ma a passare è il Martina Franca con capitan Schetter al 12′, il cui sinistro dai venticinque metri supera Grandi, probabilmente partito in ritardo. Tuttavia, nessuno chiude sul numero 10 biancoazzurro, impedendogli il tiro. Poco dopo Moi ha la peggio in uno scontro con Diakite ed è costretto a lasciare il campo al giovane Caselli (subito protagonista di alcuni pericolosi svarioni, sarà tra i peggiori della serata), il quale si posiziona a destra con conseguente dislocamento di Ricci al centro. La gara si dimostra avara di emozioni, i giallorossi sono farraginosi e privi di idee, tant’è che il portiere Viotti fa poco per sporcarsi i guantoni. L’occasione del pareggio capita a Razzitti al 34′ che, da buona posizione, stampa incredibilmente sulla traversa una palla scodellata da Agodirin. Qualche minuto più tardi Grandi blocca in due tempi una punizione senza pretese di Baclet, mentre Firenze non riesce ad indirizzare in porta un colpo di testa su cross di Agnello, successivamente. Il primo tempo si chiude con un tiro-cross di Dianda che per un centimetro non si insacca, mettendo i brividi agli ospiti.

Nell’intervallo Erra lascia Firenze negli spogliatoi facendo entrare Mancuso. Al 49′ però il match praticamente si chiude perché Olivera è goffo nell’agganciare Dianda in area e per Guarino non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Dal dischetto Baclet sigla il raddoppio. Le volte in cui il Catanzaro si avvicina alla porta avversaria accade solo “per sbaglio” con dei tiri-cross di Agnello e Mancuso, perché non riesce a produrre nulla che sia degno di nota, a parte una pregevole azione personale di Maita che dribbla tre uomini, arriva al limite e scarica un fendente che bacia la traversa. Anzi, al 70′ si materializza la disfatta con Baclet che, di testa, scavalca con un pallonetto docile docile Grandi, uscito in modo scriteriato e vincendo il contrasto di Ricci, pessimo anche stasera. Da segnalare il debutto di Garufi che rileva Olivera. Al minuto 89′, sugli sviluppi di un contropiede, Berardino risparmia l’umiliazione del poker agli ospiti, calciando al lato.

Niente da dire, tutti zitti e sotto la doccia. Ci si salva col cuore e sudando sangue. Se queste sono le intenzioni del Catanzaro, fermo a 26 punti, non abbiamo via di scampo se non i playout. Fuori orgoglio e attributi e tirateci fuori da questa situazione. La fiducia è finita. 

 

Cosimo Simonetta

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