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16 maggio 2004: il Catanzaro sale in B

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Chieti_CatanzaroUna data indimenticabile per tutto il popolo giallorosso. Il 16 maggio rimarrà per sempre nel cuore della tifoseria catanzarese il giorno che ha regalato la più grande gioia negli ultimi venticinque anni, ma d’altra parte è stato anche il giorno della più grande illusione per la stesso pubblico.

L’ultima giornata della stagione 2003-2004 si disputa proprio il 16 maggio. In Serie C1 Girone B, la classifica nelle posizioni di vertice vede il Catanzaro in testa con 64 punti, seguito dal Crotone a quota 62. Aquile e squali erano appaiati in vetta, ma con l’US davanti per gli scontri diretti favorevoli. Alla giornata precedente però gli uomini di Gasperini non erano andati oltre il 2-2 a Foggia, mentre il Catanzaro aveva liquidato il Teramo in casa per 2-0 con gol di Ferrigno ed Ascoli.

Alla 34 sono previsti Crotone-Sambenedettese e Chieti-Catanzaro. Agli uomini di Braglia basta un pareggio per la storia promozione in B dopo quattordici anni di sofferenze in C2. L’intera piazza è in fermento e lo stadio di Chieti non appare idoneo a sopportare l’esodo giallorosso. Si decide di giocare sul neutro del “Del Duca” di Ascoli.

I tifosi giunti nelle Marche sono oltre tredicimila per sostenere e condurre le aquile in Serie B nell’ultimo sforzo dopo una cavalcata vincente. L’Uesse era partito per una salvezza tranquilla, visto anche il ripescaggio dalla C2. Ma con il passare del tempo ed i risultati favorevoli la società guidata dal duo Parente-Poggi e con Braglia in panchina ha chiaramente deciso di puntare al salto di categoria. Con il Chieti senza ambizioni, l’obiettivo sembra veramente alla portata.

Mister Braglia deve rinunciare a Morello squalificato, ma recupera Corona, uscito malconcio per un dolore alla spalla nel match con il Teramo. Si torna all’antico a quel 3-4-3 della prima parte di stagione, accantonato per far spazio ad un più offensivo 4-2-3-1. Davanti a Lafuenti ci sono Zattarin, Zappella e Pastore; Dei ed Ascoli esterni con De Simone e Briano in mezzo; Toledo e Ferrigno a supporto del centravanti Giorgio Corona, autore di diciotto gol sino a quel momento.

Il “Ceravolo” si è trasferito praticamente al “Del Duca” a tinte giallorosse. Le aquile giocano con la maglia gialla da trasferta con bordi rossi. Partenza a razzo delle aquile con De Simone che impegna severamente Marruocco.  Ancora il portiere teatino esce alla disperata e coraggiosamente su Toledo. Il Catanzaro vuole vincere, non si accontenta del pareggio. Poi però al ’27 succede l’imprevedibile: La Canna porta inaspettatamente in vantaggio i padroni di casa. In concomitanza Porchia segna per il Crotone la rete dell’1-0. No, non può finire così. Anche stavolta il popolo dell’Uesse non può subire un colpo del genere. Troppi gli anni di sofferenza, troppe le occasioni sprecate come con Sora ed Acireale. Uno dei protagonisti sfortunati di quel play-off sfumato con i siciliani era Ferrigno, il capitano del Catanzaro in C1. Ed ecco che proprio l’esterno prende palla, supera due avversari ed entra in area; tira e Marruocco compie l’ennesimo intervento; ribattuta di testa sul palo. La palla non vuole entrare e barcolla sulla linea fin quando c’è la zampata di Toledo che sigla il pareggio. Aquile nuovamente in B. La paura è durata solamente un minuto, il tempo però per rivivere tutti i fantasmi del passato. Passato lo spavento, Corona e compagni continuano ad attaccare. Miracolo di Marruocco su Briano. Il portiere è super anche su Ascoli liberato da uno scambio con Corona. De Simone lo chiama all’intervento nuovamente con un bel destro. È un assedio.  Si va al riposo sull’1-1.

Corona (foto: P. Furrer)
Corona
(foto: P. Furrer)

La ripresa è più calma. il Catanzaro controlla il risultato. Il pareggio gli consentirebbe di andare nella serie cadetta. Non c’è bisogno di spingere troppo sull’acceleratore e rischiare di prendere un gol in contropiede. Questo lo sa anche Mister Braglia che sui Tre Colli ha giocato ben 142 partite da calciatore, tra cui anche in massima serie.  Tutto sereno sino al minuto 75. Lancio lungo per Corona. Lui, alla prima stagione in C1, sempre a navigare in C2, da bomber “sfortunato” viste le sue mancate promozioni. Marruocco esce e scivola, anticipato dal tocco del centravanti che si alluna un po’ la sfera. La posizione è defilata, l’estremo difensore recupera la posizione. Ed ecco che l’attaccante converge, si porta la palla sul sinistro e calcia, Marruocco tocca il pallone che però lo supera…gol. Il Catanzaro ha segnato l’1-2. Esplode di gioia il “Del Duca”. Sui Tre Colli è festa con le persone che esultano per strada. È la rete della promozione. I giallorossi salgono così in serie B, ed un giorno così rimarrà per sempre nei cuori dei sostenitori di fede catanzarese.

È però anche il giorno della grande illusione, visti i due campionati in serie cadetta a collezionare record negativi in continuazione e culminati con il fallimento dell’US.

Il 16 maggio è però una delle tante dimostrazioni di come questa squadra di calcio, questi colori, siano importanti per la città. Il Catanzaro è un bene di tutti. La speranza è di poter rivivere presto emozioni simili.

Ferdinando Capicotto

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