Il Punto Primo Piano

25 aprile 2004: Corona stende l’Acireale

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Corona_MessinaÈ il 25 aprile 2004, dodici anni fa esatti. Alle ore 16 al “Ceravolo” c’è una partita troppo importante: Catanzaro-Acireale. I giallorossi, a quattro giornate dalla fine, sono primi con il Crotone a quota 58, ma davanti per gli scontri diretti: 3-2 sui Tre Colli, 1-1 allo “Scida”.  I siciliani sono terzi a tre lunghezze di ritardo. All’andata è finita 0-0. Non è una sfida solamente di vertice, ma è la gara della vendetta, del riscatto. Il 15 giugno 2003 l’Acireale si è imposta al “Ceravolo” 0-2 nella finale di ritorno play-off in C2 ed ha conquistato la promozione. Le aquile da quel momento si sono leccate le ferite, sono state ripescate ed hanno disputato un campionato al di là di ogni rosea aspettativa. C’è il pubblico delle grandi occasioni, quasi ventimila spettatori. Piove, per la prima volta in quella stagione, quando l’US gioca in casa. Mister Braglia manda in campo i suoi con l’ormai consueto 4-2-3-1. Davanti a Lafuenti ci sono Dei e Ascoli terzini con “the wall” Zappella e Pastore coppia centrale; “il conte di Carmagnola” Briano e De Simone in mediana; Toledo, Morello e Ferrigno in appoggio al centravanti, il “Re” Giorgio Corona, autore già di 17 gol. La sfida è nervosa sin dalle prime battute di gioco e anche sugli spalti i tifosi siciliani creano disordini. Verso metà del primo tempo c’è un lancio in area, Corona si scontra con un difensore, supera il portiere e segna. Il direttore di gara Marelli di Como non si capisce se dia il gol o la annulli per un fallo di mano del centravanti. Alla fine si riprende con una punizione per gli ospiti. Secondo l’arbitro Corona avrebbe toccato con il braccio nella mischia. Che peccato. La gioia è però solamente rinviata. Minuto numero 34: Ascoli passa a Ferrigno che con il tacco libera il terzino sulla trequarti che scodella in mezzo, Paschetta alza un campanile e lui, Corona si coordina e a volo con il destro calcia in porta; Polito la tocca, ma non basta: il pallone è in rete. L’apoteosi: non si capisce più nulla. Ventimila voci che liberano il proprio entusiasmo: il “Ceravolo” trema e diventa una bolgia. La partita scorre ed accade di tutto. Il guardalinee sotto la “Capraro” nella ripresa si infortuna. La gara è sospesa per dieci minuti. I giallorossi si difendono con le unghia e con i denti: non riescono più a ripartire. I siciliani si gettano con la forza della disperazione in avanti. In pieno recupero c’è una punizione dal limite per un fallo sciocco del neo entrato Milone. Tiro, Lafuenti respinge ed un calciatore ospite mette dentro. Lo stadio ammutolisce: l’ennesima delusione? Poi Marelli di Como, alza il braccia ed annulla: proprio quel guardalinee, rimasto in campo ha alzato la bandierina: è fuorigioco. Un altro boato di gioia: lo stadio ruggisce e trema nuovamente. Al ‘100 l’arbitro manda le squadre negli spogliatoi fra le mille proteste dei siciliani. A Viterbo, intanto il Crotone ha perso 2-1. Le aquile sono da sole in testa al campionato e la Serie B è sempre più vicina. Quella B che poi gli uomini di Mister Braglia conquisteranno sul neutro di Ascoli il 16 maggio.

Ed oggi? Quella partita è un lontano ricordo. Catanzaro ed il Catanzaro si sono risvegliati con l’amaro in bocca per aver sciupato una grossa occasione. Al “Ceravolo”. Ieri il Monopoli ha vinto in rimonta 1-2, condannando i giallorossi a non essere più artefici del proprio destino per ottenere la salvezza senza passare dai play-out. Razzitti non è Corona e Patti e Ricci non sono Zappella e Pastore. Il suicidio sportivo compiuto dai giallorossi è ancor di più messo in evidenza dal fatto che sono stati rimontati con il vento a favore ed in vantaggio di una rete, in una sfida dove bastava anche il pareggio. Ora, però, il catastrofismo, tipico dei Tre Colli non deve far perdere di vista l’oggettività. Le aquile possono ancora salvarsi senza passare dai play-out. Come? Vincendo innanzitutto ad Ischia e con il Melfi in casa in due partite tutt’altro che irresistibili. L’importante sarà metterla dentro. La griglia per salvarsi senza spareggi non coinvolge solo Monopoli e Catania, ma anche Akragas e Paganese. Gli azzurrostellati a 41 non possono ritenersi salvi. All’ultima andranno a Caserta contro una compagine che vuole punti play-off e sabato spicca Paganese-Catania. Il Monopoli stesso dovrà andare all’ultima a Matera. I lucani saranno senza obiettivi, ma di fronte al proprio pubblico vorranno chiudere in bellezza, anche perché in condizioni normali, sono molto più forti. Nemmeno l’Akragas è tranquilla, anche se la sensazione è che verranno restituiti 2 punti di penalizzazione. Le gare con Melfi e Lecce non vanno sottovalutate. Insomma il discorso per la salvezza è tutt’altro che concluso. Il Catanzaro deve pensare a conquistare 6 punti…poi i conti verranno fatti alla fine.

Ferdinando Capicotto

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