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“30 giugno 2017, data storica: il Catanzaro risorge”. L’opinione di Maurizio Martino

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Il 30 giugno 2017 lo ricorderemo come una data importante nella storia del calcio catanzarese, perché segna il cambiamento di un’era: da un’era, distinta da molte ombre e pochi barlumi di luce di Giuseppe Cosentino, a quella gloriosa – si spera- e quindi luminosa, del gruppo Noto e di altri imprenditori catanzaresi.
Da tempo atteso, ora finalmente il momento è arrivato: la nostra amata US 1929 è stata rilevata dagli imprenditori più noti ed economicamente più solidi della città.
I guai giudiziari di Mr. GiCos, giunti al termine di una sciagurata stagione, conclusa soltanto con una faticata vittoria ai playout, hanno comportato l’inevitabile cambio al vertice societario. Ciò però, ci sia consentito dirlo, non sarebbe probabilmente avvenuto se non ci fosse stato il costante interessamento e monitoraggio del neo/confermato sindaco, Sergio Abramo, che già dal giorno successivo alla sua vittoria elettorale, si è prodigato fattivamente, chiamando a raccolta TUTTA l’imprenditoria catanzarese: dopo quattro, convulsi, giorni di contatti e riunioni più o meno segrete, è stato operato il fatidico passo.
La chiave di volta, è stata la chiarezza della documentazione economica societaria. Un doveroso plauso, infatti, va riconosciuto al Presidente Cosentino che, al di là degli errori commessi e degli evidenti limiti caratteriali, a prescindere da qualsiasi polemica, ha lasciato in eredità una società economicamente sana, gestita in maniera impeccabile, con un bilancio senza debiti, se non le insolvenze relative alle ultime mensilità dei calciatori, e della pendenza relativa all’ingaggio pluriennale del DS Preiti, artefice principale delle scellerate scelte tecniche, effettuate nel corso della stagione, a parte qualche rara eccezione (Prestia e Zanini, ad esempio).
Inadempienze societarie, le prime, che contribuiranno a determinare una penalizzazione di tre punti nella prossima stagione agonistica; ma questo è irrilevante rispetto alla necessità, poi concretizzatasi, di iscrivere la squadra al campionato di Serie C.
Si dia inizio, quindi, alle danze, ma con la dovuta cautela. Gioiamo per il cambio al vertice, perché ora finalmente si farà sul serio; ne siamo certi, perché si conoscono la serietà e le enormi capacità economiche della Noto Holding. Le esperienze imprenditoriali dei neo proprietari della società, ci consentono di proiettarci nell’imminente futuro, con fiducia, per programmare al meglio. È importante, però, non mettere fretta a Noto & C., ma farli lavorare con la serenità che serve in questi casi, senza farsi trascinare dai facili entusiasmi, di una tifoserie rinvigorita. Puntando a ritrovare, da subito, la compattezza tra le varie componenti (società, stampa, tifosi), bisogna dimostrare che Catanzaro non può continuare a “vivacchiare” in serie C.
Catanzaro, si sa, è una piazza difficile e particolare, ma ha un comune denominatore per tutto l’ambiente, ossia l’amore smisurato e incondizionato per la propria squadra di calcio. Una fede che non si può scalfire, dimostrata dalle centinaia di persone accorse sotto gli uffici del gruppo Noto, in trepidante attesa del passaggio di proprietà, sotto un sole cocente, nella giornata più “calda” di questo inizio d’estate.
In altri contesti, dopo scelte societarie errate e i conseguenti fallimenti sul campo, dopo guai giudiziari, si sarebbe atteso, passivamente, l’inevitabile fallimento. A Catanzaro, no, l’orgoglio e la dignità dei tifosi non possono essere calpestati! La storia e il blasone della società giallorossa, non potranno mai essere cancellati. Evidentemente, ciò ha spinto l’élite della classe imprenditoriale, a prendere le redini della situazione, mettendo mani al portafoglio (e l’altra, sul cuore) realizzando un miracolo sportivo: un passaggio di proprietà, nell’arco di sole ventiquattro ore, pur di rispettare la scadenza per l’iscrizione campionato.
E allora signori, si apra il sipario, le Aquile ritornano in scena, più agguerrite che mai, pronte a spiccare il volo! Una città intera lo auspica, lo vuole fortemente! Soprattutto, l’indomito tifoso giallorosso, presente in ogni angolo dei cinque continenti, lo MERITA!
Una nuova era è iniziata, il calcio professionistico chiama e il Catanzaro “dei catanzaresi” risponde “presente”, perché è risorto, anzi… non è mai morto e mai lo sarà!
Il futuro è già NOTO a tutti!

Maurizio Martino

 

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