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Aquile, 3 a 0 senza storia sul Foggia di Iemmello

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L'esultanza di Rigione per l'1-0
L’esultanza di Rigione per l’1-0

Così come l’Aversa aveva asfaltato il Catanzaro 3-0, le Aquile travolgono il Foggia con lo stesso risultato, anche se, alla luce delle occasioni nitide (su tutte, i due pali), il risultato poteva essere più rotondo. Che i rossoneri fossero in calo lo si sapeva, ma quella di oggi è forse una delle più brutte squadre viste al “Ceravolo” in questa stagione, con una manovra prevedibile, lenta ed esasperante che portava sempre ad errori; a dirla tutta, una squadra con cinque lunghezze in più, ma i padroni di casa sembrava avessero il doppio dei punti degli avversari. Con oggi, emergono ancor più rimpianti su come sia andato questo campionato. Peccato.

Con Giandonato ai box (solo leggero allenamento per lui ed Ilari prima del match), Mister Sanderra conferma Sarr, ritrova Zappacosta e lancia Mounard per far rifiatare Giampà. Russotto affianca Razzitti in avanti con Bernardo in panchina, mentre Mancuso torna titolare dopo la panchina di Ischia. 4-3-3 per i Satanelli, con il catanzarese Iemmello al centro dell’attacco ed il fischiato Barraco a destra.

Pronti via, il Foggia fa capire di essere giunto al “Ceravolo” per cercare la vittoria. Al minuto 4 Sicurella da fuori sfiora la traversa con un gran tiro. Ma le Aquile non stanno a guardare, mantenendo il baricentro basso e restando compatte; due minuti dopo il sinistro a rientrare di Mancuso, ben servito dall’ottimo Mounard, è bloccato da Narciso. Al ‘9 giallorossi vicinissimi al vantaggio: è l’incrocio dei pali a salvare il portiere foggiano sulla perfetta punizione di Mounard. La gara è gradevole e dà la sensazione di potersi sbloccare da un minuto all’altro. Gol che arriva al ’27 quando sulla punizione dalla trequarti di Russotto, Rigione (oggi capitano) anticipa tutti ed insacca di testa alle spalle di Narciso in uscita. Gli uomini di Mister De Zerbi non reagiscono, anzi la loro manovra macchinosa non produce pericoli ed al ’35 è il Catanzaro a sfiorare il raddoppio, con un cross di Russotto, ma né Razzitti (che partita la sua, un leone!), né Mancuso, riescono ad impattare la sfera quel tanto per buttarla dentro. I rossoneri si fanno vedere con un calcio d’angolo di Gigliotti che si stampa direttamente sul palo a Bindi battuto. Al ’38 su un altro angolo ospite, ribatte la difesa giallorossa, la palla arriva a Russotto che anticipa Barraco ed Agostinone e parte in un contropiede solitario, freddando Narciso dopo aver tagliato tutta la metà campo avversaria, con Barraco a rincorrerlo inutilmente.

Il secondo tempo riparte con Sarno al posto di Sicurella: Foggia a trazione anteriore. Al ’47 angolo pericoloso proprio di Sarno, ma nessuno devia la palla in porta. La partita si incattivisce: numerose le ammonizioni in pochi minuti. La sensazione è che sia più vicino il Catanzaro a triplicare che il Foggia a riaprire il match, visti i numerosi spazi che i pugliesi concedono e l’improduttività della loro manovra. Al ’57 solita punizione di Russotto e Rigione a porta vuota (ma da posizione non semplice) colpisce il palo. Tre minuti dopo nuovo schema su punizione che porta il fantasista romano a calciare alto da buona posizione. Al ’62 ennesimo errore della difesa foggiana, però Mancuso sbaglia il passaggio decisivo per Razzitti, completamente solo. Un paio di minuti dopo Bindi si fa trovare pronto su una punizione di Sarno deviando in angolo. Al’76 Rigione per poco non bissa l’errore dell’andata, ma un Iemmello visibilmente sottotono, si fa anticipare da Bindi. All’85 Mancuso viene servito in posizione regolare ma il tiro è debole: Agostinone, tuttavia, “suggella” una partita da dimenticare servendo Bernando (entrato poco prima per Russotto), che a porta vuota insacca. Attimi di apprensione per Gigliotti, a causa di un colpo fortuito che gli fa perdere i sensi per qualche secondo, fortunatamente senza altre conseguenze. Al ’90 Giampà (subentrato a Mounard) avrebbe l’opportunità per il 4-0 ma prova il pallonetto; poco prima, ancora Bernardo ha una buona palla davanti il numero 1 ospite, ma non riesce a sfruttarla.

Il Catanzaro si porta a 44 punti (a due lunghezze dal Foggia), in una posizione di assoluta tranquillità. Sabato a Torre Annunziata ci aspetterà un Savoia che ha assolutamente bisogno di punti per salvarsi: vedremo il Catanzaro versione Dottor Jekil o Mr Hyde? Intanto sono arrivate risposte importanti dal gruppo e Sanderra pare sia riuscito ad intervenire sull’aspetto psicologico dei ragazzi, scesi in campo motivati a vendere cara la pelle contro un avversario che ha deluso le aspettative. Cercasi continuità. Bene per i giallorossi.

 

Ferdinando Capicotto

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