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Aquile al lavoro: “Pedalare e parlare poco”, la cura secondo Sabato

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Chi paga un biglietto o sottoscrive un abbonamento, magari a discapito di un salario risicato, sacrificando impegni familiari per una partita di calcio, ha pieno diritto di indignarsi e dare sfogo alla propria disapprovazione, fischiando dagli spalti, dopo una sconfitta, ancor più se questa è netta – purché si resti nel perimetro della civiltà, è ovvio -. Il pallone è democratico, da che mondo è mondo: applausi e acclamazione, quando si vince; fischi e contestazione, non solo in caso di sconfitta, ma anche per un pareggio allorquando le aspettative sono ben altre.

Di questo, un professionista è consapevole. Sono i rischi del mestiere, da mettere in conto, specie se il professionista in questione, è Roberto Sabato, uomo esperto e navigato, dopo anni di Serie C ad alti livelli. Non un ragazzino “di primo pelo”, ma un trentenne dalle spalle solide che, proprio grazie all’esperienza maturata negli anni, ha avuto la forza di reagire all’amarezza di essere rimasto tagliato fuori per mezza stagione, al punto di tornare nell’undici “tipo”, riprendendosi ciò che era suo. In questo momento di enorme difficoltà, dopo uno 0-3 che ha lasciato tutti inebetiti, non poteva non esporsi uno dei veterani del gruppo, facendo seguito a capitan Nordi, espressosi nell’immediato post-gara: <<Sappiamo tutti d’aver sbagliato, anzi, ci abbiamo messo del nostro a rendere il passivo così pesante. In questi casi, per venire fuori c’è solo una soluzione: dare di più, pedalare e parlare poco – afferma con schiettezza il difensore mancino-. Sono da mettere in conto periodi positivi e negativi, ma bisogna essere bravi ad isolarsi e fare tesoro dei fischi. Le critiche e le contestazioni aiutano a far capire che si deve fare di più, ma lavorando con serenità>>.

Ripercorrendo i passaggi salienti della debacle contro la Sicula Leonzio, il numero 3 delle Aquile stenta a metabolizzare la propria amarezza, a distanza di tre giorni. <<Sono rammaricato perché abbiamo avuto occasioni per andare in vantaggio – come loro – e fino al 60′ è stata una gara combattuta. Dopo il primo gol non abbiamo reagito come avremmo dovuto. Si può perdere, ma almeno reagendo, provandoci fino alla fine>>.

Eppure Sabato, nonostante il tracollo generale, è stato uno dei pochi a fornire una prestazione quantomeno sufficiente (al pari di Nordi) contro la compagine di Diana, segno che il ragazzo sta trovando la buona condizione psicofisica, dopo il lungo stop: <<Pian piano sto crescendo, allenamento dopo allenamento. All’inizio ho faticato, ma ho cercato di stare “sul pezzo”, restando concentrato e fare cose semplici, per sbagliare il meno possibile, senza strafare>>, ammette il terzino giallorosso, sostenendo di trovarsi a suo agio in questa posizione da terzo di difesa (ruolo già ricoperto ad Alessandria, per due stagioni), essendo dotato di corsa e aggressività in fase di marcatura, non solo in proiezione offensiva. A suo parere, inoltre, la responsabilità di subire tanti gol è da imputare a tutti gli effettivi, non solo alla difesa; viceversa, <<restando uniti e dando quel qualcosa in più, si evitano problemi>>.

A questo punto, l’Akragas, prossimo avversario, rappresenta un appuntamento dai due volti: un’occasione di riscatto immediato e rilancio, da una parte; dall’altra, forse l’avversario peggiore, non avendo niente da perdere, fanalino di coda, con appena undici punti, dopo un fallimento che sembrava garantito, fino a pochi giorni fa: <<All’andata ho visto una squadra che mi è piaciuta – dice -. La classifica può ingannare e dovremo stare concentrati più che in altre partite. Loro non hanno niente da perdere, mentre noi non potremo sbagliare nulla e dovremo ottenere il massimo, senza girarci intorno. L’unico modo per rialzarsi è fare punti, senza sottovalutare l’Akragas, da affrontare come fosse il Lecce, per me non fa differenza>>, annuncia, cautamente.

<<Io non ho paura delle big che dovremo incontrare – aggiunge-. Affrontando le partite con l’atteggiamento giusto, si può vincere con chiunque, come accadde lo scorso anno contro Catania e Matera, pur perdendo gare abbordabili, sulla carta. Secondo me la nostra è una squadra da quinta posizione, ma se non otteniamo la matematica salvezza, è impossibile puntare ad altro – conclude saggiamente Sabato-. Ognuno di noi deve essere ambizioso! Io voglio giocare i playoff davanti a tanta gente, ma per far ciò bisogna prima passare attraverso l’obiettivo primario della salvezza, che è il minimo sindacale>>.

 

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