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Aquile contro Gabbiani, tra dubbi e certezze

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Davide Moi_MessinaGente che va’ e gente che viene… tra infermeria e Giudice Sportivo: per tre rientranti (Agodirin, Bernardi, Moi) un Maita appiedato per squalifica, oltre a Taddei e Calvarese, infortunati.

Alessandro Erra avrà sicuramente imparato a convivere in questo stallo d’emergenza: ciò nonostante, il suo Catanzaro, ha prodotto punti determinanti in questo periodo, vero spartiacque della stagione dell’US. Una squadra che, è evidente, ha equiparato la bilancia, tra difesa e attacco: proprio il reparto difensivo ha offerto le indicazioni migliori nelle ultime uscite. Il merito è da attribuire (chi più, chi meno) a tutti i componenti del reparto, in particolare al portiere Grandi, che ha soffiato la titolarità tra i pali a Scuffia (in predicato di trasferirsi altrove) ed innegabilmente a Davide Moi, baluardo di questa difesa, trascinatore in campo e fuori.

Parole da leader, sono quelle pronunciate da Moi nel settimanale incontro con la stampa, prima della trasferta di Monopoli, dove il giocatore sardo tornerà al centro della difesa, scontato un turno di squalifica. Un’assenza mal digerita: “E’ un periodo positivo per tutti, perciò sabato scorso avrei voluto giocare”, rivela, individuando nella trasferta di Rieti, un mese fa, la vera chiave di volta, il momento in cui il Catanzaro ha voltato pagina: “Contro la Lupa Castelli, la gara più difficile dal punto di vista mentale, perché, dopo aver battuto il Lecce eravamo chiamati a confermarci contro una concorrente distante pochi punti”. Da allora il gruppo ha inanellato vittorie, aumentando la consapevolezza nei propri mezzi, ma non solo, perché il fattore preponderante, in queste settimane, è stato l’affiatamento tra compagni: “Erra ci ha dato sicurezza e siamo cresciuti, ma dobbiamo migliorare”, ammette l’ex Cremonese, secondo il quale la soddisfazione massima per un difensore, è terminare la partita senza aver subito gol. Fra due giorni i giallorossi saranno di scena a Monopoli, affrontando un team conforme al prototipo della squadra tosta e arcigna di Serie C, che dalla sua avrà anche il fattore campo: “Cercheremo di essere la squadra ‘ignorante’ di Lega Pro (termine oggi più che mai in voga sui social e nel gergo calcistico), che gioca con determinazione, pensando ‘a darle e a prenderle’, sfruttando le poche occasioni che ci capiteranno”, avverte Moi, dopo aver ripercorso il buon pareggio con l’Andria, una squadra organizzata, pur essendosi limitato ad incitare dagli spalti. Sul Mercato incombente, il difensore parla chiaro: “Chi arriverà, dovrà calarsi da subito nel contesto. Il nostro è un gruppo che ha sofferto e crede nella salvezza. Tuttavia, la società interverrà in relazione ai punti che raccoglieremo prima della sosta”.

Ricci_Cosenza_2015Insomma, nel trovare un elemento così valido come Moi (inspiegabilmente svincolato a settembre), l’US ha fatto bingo. A tessere le lodi del giocatore (e di Orchi e Priola), anche il partner di reparto, Luca Ricci: “Io e Moi siamo in sintonia. Lui ha apportato la sua personalità al gruppo; Orchi lo ha sostituito degnamente contro un’Andria ben messa in campo, con ottime individualità. Squadre che dispongono di simili valori non hanno raccolto nulla in casa nostra, quindi il pareggio è stato un risultato positivo”, osserva Ricci, il quale riconosce l’importanza dell’aiuto di tutta la squadra nei momenti cruciali delle gare, in fase di non possesso. E così dovrà essere al “Veneziani” fra poche ore: “Troveremo un ambiente caldo, tipico del Sud. Il Monopoli ha un punto in meno, ma ci metterà in difficoltà. Ce la giocheremo a viso aperto, come sempre”. Inevitabilmente, escludendo la parentesi a Pistoia, Ricci si sbilancia in merito alla sfortunata stagione passata: “Lo scorso anno è stato difficile anche per me. Anche quest’anno sono partito con delle difficoltà, ma gradualmente sto crescendo. Mi auguro che il 2016 inizi così come queste ultime settimane”, confida il difensore classe ’89, rivolgendo la massima riconoscenza al presidente Cosentino e D’Urso, che lo hanno confermato e reputandosi fortunato di questo. “Restare concentrati è un dovere, anche perché in Lega Pro solo ottenendo risultati si ha l’opportunità di lavorare: le motivazioni personali derivano anche da questo. Abbiamo sofferto tanto all’inizio e sono convinto che nessuno di noi sia mentalmente proiettato al Natale”.

 

Cosimo Simonetta

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