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Aquile, cuore e fattore “C”. Battuto il Lecce 2-1

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esultanza_lecce_agodirin_giampà_razzittiVittoria sofferta per il Catanzaro contro il Lecce di Mister Braglia. Le Aquile sono state anche aiutate dal cosiddetto “fattore C” sull’1-1 con il gol di Razzitti (o deviazione di un difensore ospite?) arrivato grazie ad un rimpallo fortunoso. L’US si conferma bestia nera per i salentini, che se ne vanno dal “Ceravolo” con lo stesso risultato dello scorso campionato. Decisivi anche i cambi con l’ingresso in campo di Caruso all’esordio. L’ex Rende – tre minuti dopo essere subentrato a Taddei – ha propiziato la rete del 2-1.

Mister Erra ha schierato i suoi con un 4-3-3. Davanti a Grandi ci sono Bernardi, Moi, Ricci e Squillace; Giampà, Maita e Foresta in mezzo al campo; Taddei, Razzitti e Mancuso davanti. La prima palla gol è per gli ospiti al ‘6 con Vecsei che dopo un’incursione in area di rigore calcia sull’esterno della rete da terra. La partita non decolla, ma al ’16 il Lecce passa in vantaggio. Cross su punizione dalla sinistra ribattuto da Grandi ed al limite dell’area Doumbia si coordina e calcia al volo, dritto all’angolo, dove l’estremo difensore non può proprio arrivare. La risposta del Catanzaro è un tiro-cross di Razzitti al ’23 che termina alto. La prima frazione di gara prosegue senza occasioni fino al ’38 quando Grandi devia in angolo una punizione di Moscardelli.

Nel secondo tempo il Catanzaro cambia modulo. Erra opta per il 4-3-1-2 con Taddei dietro Razzitti e Mancuso. Palla al centro ed è subito pareggio di Giampà: dopo 50 secondi dal calcio d’inizio, il capitano scaraventa in rete la sfera indisturbato su un cross di Squillace. Spingono i giallorossi ed al ’52 Mancuso anticipa Gigli e tutto solo manda la palla fuori da posizione favorevole. Al ’61 Taddei di testa sfiora l’incrocio dei pali. Lentamente, però gli uomini di Braglia prendono campo. Al ’66 Lepore mette in mezzo dal fondo e Suciu a colpo sicuro si vede parare il suo destro da Grandi con un prodigioso intervento. Al ’73 Cosenza sugli sviluppi di un corner spedisce alto. Al ’75, nel momento migliore del Lecce, arriva inaspettato il 2-1. Caruso si accentra dalla destra e calcio col mancino; Perucchini respinge sul volto del compagno, Cosenza (infortunato nell’occasione) e Razzitti, a ridosso dell’avversario: la sfera carambola in rete fatalmente. I salentini non ci stanno e si riversano in avanti. Al ’78 Surraco manda fuori. All’’85 diagonale insidioso di Doumbia che finisce a lato. Al ’91 Moi si scontra con Grandi e Carrozza – subentrato nella ripresa – conclude incredibilmente alto a porta vuota. È l’ultima emozione dell’incontro.

Il Catanzaro conquista 3 punti importantissimi per il cammino per la salvezza. È la prima vittoria di Erra alla guida dell’US, che sabato giocherà in trasferta una scontro diretto da non fallire sul campo della Lupa Castelli Romani. I giallorossi hanno dato dimostrazione di tirare fuori un gran carattere con un secondo tempo di buon livello. È stato nostalgico rivedere Mister Braglia – anche se da avversario – ma non bisogna pensare al passato, c’è una categoria da mantenere a denti stretti.

Ferdinando Capicotto

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