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Aquile piegate dal “vento” amico. Lucarelli: “Grande rispetto per il Catanzaro”

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Tanto di cappello al Catania stratega. Ci si attendeva una squadra indubbiamente più forte e organizzato e la palese differenza tra le due squadre, non è emersa solo dal punto di vista delle individualità e dell’esperienza, ma soprattutto nell’intelligenza nel saper attendere e, al momento opportuno, cercare l’affondo e colpire. Gli uomini di Cristiano Lucarelli hanno impiegato pochi istanti per capire come interpretare la partita, anche meglio dei padroni di casa, puniti dal fuoco amico, anzi, dal “vento amico”, incapaci di aprire la mente e sfruttare la forza di Eolo a proprio vantaggio, nel primo tempo. Già, perché nella prima frazione, si è visto tutto sommato un buon Catanzaro, coriaceo e aggressivo dalla prime battute, ma pur sempre confuso e inconcludente nei sedici metri. Gli etnei, invece, accordata la chitarra, hanno capito come suonarla, badando solo ad attutire i colpi e restare in piedi nei primi quarantacinque minuti, preparandosi per l’assalto nella ripresa. E così è stato. Doverosa una puntualizzazione: non occorre più di tanto celebrare l’astuzia dei siciliani, perché chiunque avrebbe avuto quantomeno la furbizia minima nell’usufruire del vento a favore, per di più in casa propria! Chiunque, già… tranne il Catanzaro.

<<Appena arrivati, ci siamo resi conto quanto il vento fosse un elemento determinante. I ragazzi hanno capito da soli, non riuscendo a manovrare, che l’imperativo dovesse essere non beccare gol nel primo tempo, consapevoli che nella ripresa sarebbe cambiata partita, sfruttando la situazione – rivela l’ex bandiera del Livorno in sala stampa-. In effetti siamo stati bravi, perché a parte qualche punizione laterale – resa pericolosa dal vento – ci siamo difesi con ordine, contro una squadra in salute, reduce da due risultati positivi, sempre ardua da incontrare in casa propria. Bravi noi a segnare subito e sfruttare gli spazi aperti successivamente. Avevamo preparato la gara in maniera impeccabile, perché ritenevamo Catanzaro la tappa più difficile delle ultime sei partite>>. 

Due rigori non visti (uno dei quali, piuttosto evidenti) ed altre castronerie (come una clamorosa deviazione in angolo, non ravvisata né dall’arbitro, né dall’assistente), in ogni caso macchiano la conduzione di gara di Camplone di Pescara, il quale, stando all’opinione del tecnico rossoazzurro, non ha influito in modo decisivo sulla vittoria della sua squadra, che ha dominato: <<Non ho visto episodi che avrebbero potuto determinare un risultato diverso. Dispiace per l’ammonizione di un calciatore nostro, tra l’altro diffidato, dalla panchina, ma tutto sommato l’arbitro ha tenuto in pugno la gara, sapendo quanto fosse delicata, anche per i trascorsi e la rivalità. Al di là del risultato, non credo abbia influito. Credo che il Catania sia arrivato al successo per meriti suoi>>.

Gli etnei al “Ceravolo” quindi suggellato un percorso di ripresa, dopo la batosta di Monopoli, una doccia gelata che li ha scossi dalla superbia del club convinto di essere superiore agli altri. A tal proposito, Lucarelli, che confessa d’aver requisito i cellulari dei calciatori prima della partita per non essere distratti dai risultati delle concorrenti, confessa: <<La scoppola di Monopoli ci ha fatto capire il valore del girone C, diverso dagli altri. Quella partita ci ha tolto un po di “spocchia”, dandoci una severa lezione per capire come affrontare impegni del genere, attaccando e difendendo in undici. Avevo tantissimo rispetto per il Catanzaro – sottolinea- e non capisco perché si trovi in posizione inferiore alle qualità e ai nomi di cui dispone. Se non erro, questa è già la seconda stagione disgraziata, purtroppo, in cui non riesce a raccogliere ciò che potrebbe. Quindi, questa vittoria per noi rappresenta la “perla” della rinascita post-Monopoli, visto che ci scontravamo contro un avversario forte>>. 

<<Solo verso la fine della gara ho saputo del pareggio del Lecce e ciò dimostra che nelle ultime partite di questo campionato non si può sottovalutare niente e dare nulla per scontato, perché le trappole sono ovunque – conclude Lucarelli-. Non mi sorprenderebbe che questa promozione si decidesse all’ultimo secondo, dell’ultima giornata>>.

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