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Aquile, punto d’oro a Foggia: Scuffia sugli scudi

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Scuffia_casertanaSenza uomini, senza idee, senza identità; traballanti in difesa e nulli in attacco. Ma con questi problemi gravi, è arrivato un pareggio e può andar bene così per ora. Deve andar bene così, perché contano i punti, non i buoni propositi, o perlomeno, bisogna essere bravi a tradurli in fatti.

Il Catanzaro, che ha patito gli attacchi del Foggia dal primo minuto, esce dallo “Zaccheria” con un 1-1 che sa di vittoria. De Zerbi conferma il 4-3-3 e D’Urso, da par suo, ripropone il 3-5-2 lasciando Giampà e Calvarese in panca per Foresta ed il debuttante Bernardi. I padroni di casa non impiegano molto per far capire le proprie intenzioni: al 3′ Iemmello sfiora il vantaggio con un tocco d’esterno sotto misura, ma Scuffia è reattivo e si oppone. L’estremo difensore giallorosso si rivelerà l’uomo partita. I rossoneri pressano, ci provano con Gerbo, Maza e Riverola da fuori, ma senza risultati. Il Catanzaro soccombe e subisce le iniziative dei pugliesi (Selvatico e Bernardi rimediano il giallo), affidandosi a lanci lunghi privi di senso; il povero Razzitti è da solo in avanti, a prendere calci (sono due gli interventi che meriterebbero sanzione, ma l’arbitro non ravvisa alcuna irregolarità) e nessuno lo assiste. Palla-gol per il Foggia in chiusura di primo tempo con Gigliotti che incorna su angolo, ma è fuori. Nel frattempo, l’ex Agnelli aveva rivelato il capitano foggiano, Quinto.

Nella ripresa non cambia il copione, anzi, il Foggia insiste: al 50′ Scuffia si distende per deviare un potente diagonale di Riverola; sul seguente corner, l’immobile difesa ospite lascia Iemmello libero di tirare di prima intenzione, ma la sua conclusione impatta sugli uomini che affollano l’area. Il Catanzaro è alle corde, sbanda, ed a centrocampo si aprono praterie per gli uomini di De Zerbi. Il vantaggio è nell’aria, così al 52′ Sarno illumina ed apre un corridoio al bacio per il catanzarese Iemmello che sbuca alle spalle di Priola, sorprendendo tutti, ed infila Scuffia per l’1-0 meritato. D’Urso inserisce così Taddei e Agodirin (applaudito dagli 8000 presenti allo “Zaccheria”, avendo lasciato un buon ricordo di sè) per Selvatico e Bernardi; poco dopo entra anche Maita per l’inesistente Mancuso. I padroni di casa cercano quindi il raddoppio, ma giocano sul velluto e non sfruttano gli spazi lasciati dagli ospiti (l’occasione sciupata dal tandem Sarno-Iammello al 70′ ne è una prova). Al 79′ occasionissima per il Catanzaro: Squillace serve un cross (il primo in due partite) che attraversa tutta l’area e arriva ad Agnello (ammonito poco prima), il quale non riesce ad agire e si vede sopraffare dal fulmineo Narciso. All’83′ arriva l’insperato pareggio con un preciso colpo di testa Ricci da calcio d’angolo. Inizia qui la partita dell’US, il Foggia subisce il contraccolpo e per poco non capitola! Pochi secondi dopo, Agodirin avrebbe addirittura l’occasione per l’1-2, ma Narciso gli chiude lo specchio in uscita. I minuti finali sono da cardiopalma: all’89’ il neo-entrato Viola colpisce il palo con un piattone sinistro e successivamente la sua incornata si spegne fuori. Non finisce qui. Al 91′ Iemmello riceve palla dal vertice e calcia ma Scuffia para, opponendosi poderosamente pure sulla ribattuta di Viola. E’ il 92′, Massimi di Termoli sta per fischiare, ma c’è il tempo per un’ultima chance del Foggia: ancora Viola viene servito in area ma la sua girata aerea trova un miracoloso Scuffia.

Il Foggia si mangia le mani, le Aquile abbracciano il proprio portiere, protagonista del giorno. E’ 1-1, va’ più che bene, per com’è andata.

 

Cosimo Simonetta

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