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Aquile, sconfitta “attesa” (ma non giustificata) nel derby con la Reggina: al “Granillo” è 3-1

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reggina_tifosi_granillo_cozzaFinisce 3-1 un derby dal quale evidentemente non avevamo granché da chiedere, se non di salvare dignità e orgoglio: nulla di fatto. Un risultato sostanzialmente “atteso”, ma l’atteggiamento di una squadra mentalmente in vacanza, continua ad amareggiare la tifoseria, in particolare chi ha sottoscritto un abbonamento o paga il biglietto. Il Catanzaro ha mollato la presa da diverse settimane ormai, non c’è da stupirsi e anche al “Granillo”, davanti a circa 2500 spettatori (una dozzina ospiti) lo ha ampiamente confermato.

Sanderra propone la formazione ipotizzata alla vigilia, confermando la difesa con D’Orsi, Orchi e Ghosheh davanti al portiere Migani nel 3-5-2. In mediana si rivede Zappacosta, al fianco di Giandonato, con Daffara e Squillace schierati sulle fasce e Russotto interno, a supporto di Mancuso e Razzitti.

Reggina pericolosa al 2′: provvidenziale la chiusura di Giandonato sulla conclusione a botta sicura di Insigne. I giallorossi si vedono al 19′ con Russotto che prova dalla lunga distanza, ma Belardi blocca senza apprensione; ancora da lontano, tenta successivamente Giandonato ma il suo tiro sorvola la traversa. Poco dopo Armellino sfiora il montante con una conclusione potente da fuori. Il Catanzaro porta palla ma combina poco, perché mancano idee e guizzi in avanti, così Sanderra sposta Mancuso sulla destra. Al 38′ un guaio muscolare ferma Zappacosta, che viene sostituito da Giampà. Al 41′ la Reggina passa con Viola che approfitta di un’uscita difettosa di Migani su corner, insaccando di testa alle sue spalle.

Nella ripresa il tecnico catanzarese arretra Daffara in difesa, inserendo quindi Mounard al posto di D’Orsi, mentre dall’altro lato Tedesco toglie Velardi e lancia il veterano Di Michele. Scelta che si rivelerà determinante per il risultato. Il Catanzaro troverebbe il gol del pari con Mancuso che al 60′ infila Belardi, ma l’arbitro Valiante ravvisa un fallo del centrocampista dell’US sull’estremo difensore di casa. Al 64′ il Catanzaro pareggia con Razzitti, agile a depositare in porta dopo un miracoloso intervento di Belardi su un colpo di testa ravvicinato di Russotto. Poco dopo Armellini prova a rimettere la gara su binari favorevoli, ma finisce fuori. Nel frattempo Squillace rimedia un giallo. La Reggina si riporta in vantaggio al 70′ con Di Michele che, lasciato indisturbato nell’area giallorossa, è libero di saltare di testa e realizzare il 2-1. Una manciata di minuti ed il Catanzaro sfiora il 2-2 con Russotto, il cui tiro ad effetto dal limite sfiora il palo. Il fantasista romano ci prova direttamente su punizione al 79′, ma la barriera devia; sul seguente corner, Belardi si oppone come può e l’azione sfuma. Le Aquile non ci sono proprio ed i padroni di casa trovano addirittura la rete del 3-1 con Maimone (entrato poco prima), che trova il varco giusto per risolvere un “batti e ribatti” in area e siglare il 3-1 all’84′. Nel Catanzaro entra anche Caputa, ma ovviamente non sortisce nessun effetto. I padroni di casa avrebbero anche l’occasione per calare il poker, ma Migani salva su Insigne, lanciato in contropiede; ancora il “fratello d’arte” spreca al 94′, mandando fuori. Dopo 4′ di recupero il match termina 3-1.

La Reggina continua disperatamente ad inseguire il sogno salvezza e fra sei giorni si giocherà una stagione intera, ma il suo destino dipenderà comunque dallo scontro tra Savoia e Messina, a Torre Annunziata. Per il Catanzaro, invece, si è trattato di una rilassante passeggiata pre-estiva nella vicina città dello Stretto. Tuttavia, era Preventivabile. Sabato prossimo tutto questo finirà, per fortuna.

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