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Aquile, un’altra amarezza: la Reggina strappa il pari nel finale

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Grandi_Patti_reggina_sconfittaNon c’è pace per il Catanzaro. I presupposti per centrare una vittoria e tirare un po’ il fiato vi erano tutti. Una volta realizzato il gol occorreva mettere in ghiaccio la partita e gestire, ma la Reggina l’ha buttata dentro al fotofinish, sfruttando un grave infortunio tecnico di Grandi, che vede la sfera sfuggirgli di mano e rotolare lenta in porta, beffardamente. Nel primo tempo giallorossi lenti e prevedibili, con un giro palla farraginoso; nella ripresa gli uomini di Zavettieri sono rientrati in campo con un piglio diverso, ma a poco è servito: i limiti tecnici (e anche mentali) finiscono sempre col gravare sull’esito di un incontro. E’ 1-1 e ultimo posto in classifica, con 10 punti.

Mister Zavettieri recupera gli squalificati di Foggia, spedendo Di Bari in panchina e confermando la formazione preannunciata alla vigilia, con Giovinco e Tavares tandem d’attacco nel 4-4-2. In segno di gratitudine per l’ospitalità, il presidente amaranto Praticò consegna una targa a Cosentino, prima del calcio d’inizio.

E’ la noia a farla da padrona nei primi dieci minuti. Le aquile operano un possesso sterile, così sono gli ospiti a provarci con Tripicchio che conclude alto al 13′, dopo uno stop errato di Van Ransbeeck. Cinque minuti dopo, cross di Maita per Sabato che colpisce debolmente di testa fra le braccia di Sala. Poco dopo bel contropiede dei giallorossi, ma Tavares è anticipato da Gianola davanti la porta. Al 23′ Maesano tira male e Grandi blocca. Il Catanzaro è macchinoso e non riesce a trovare la giocata giusta, mentre la Reggina agisce di rimessa, talvolta rendendosi pericolosa. Coralli, lanciato in profondità, supera Grandi con un pallonetto che si spegne alto. Difesa delle aquile non pervenuta. Al 32′ c’è un bel destro di Icardi non lontano dal sette. Più in là Grandi blocca su De Francesco. Al 40′ insidiosa incornata di Pasqualoni da corner, che va’ di poco alta. Prima dell’intervallo, da segnalare una conclusione centrale e debole di Esposito (passato sulla sinistra) ed un tiro di Van Ransbeeck, di poco a lato.

Il secondo tempo si apre con una parata di Sala su Esposito e soprattutto con incrocio dei pali colpito da Pasqualoni, autore di una buona prova, oggi. Al 50′ i giallorossi lamentano un fallo per una trattenuta su Icardi, ma Volpi non concede penalty, dopo un conciliabolo con l’assistente. Nel frattempo Campagna rileva il claudicante Esposito. Al 66′ Pasqualoni non arriva su una palla velenosa che attraversa l’area da angolo. Clamoroso l’errore di Campagna qualche istante dopo, che manda fuori lo specchio da posizione favorevole. Il gol è nell’aria però. Follia di Kosnic, che si fa soffiare la sfera da Giovinco, atterrandolo in maniera maldestra: stavolta è rigore e lo stesso numero 10 trasforma al 71′. Si copre Zavettieri, inserendo Di Bari (“accolto” da una bordata di fischi, a testimonianza della rottura con parte del pubblico) e Bensaja al posto di Pasqualoni e Giovinco, passando sostanzialmente al 5-3-2. La Reggina risponde con Possenti, ma Grandi interviene. L’US prova a chiuderla, ma il destro di Icardi dalla distanza fa la barba al palo, all’84’. Occasione per gli amaranto, ma Sabato salva due minuti dopo. Drammatico, invece, il gol subito al 93′ a firma di Bianchimano, che conclude alla “meno peggio”: la palla giunge sporca tra i guantoni di Grandi, per poi scivolare letalmente in porta. E’ l’1-1. Finisce pari, nell’incredulità e nello sconforto generale, che suona come una “condanna”: a fine gara giocatori in ginocchio, avviliti.

Ferdinando Capicotto

Cosimo Simonetta

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