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Auteri dalla Sicilia: riprendere per garantire regolarità

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Era stato il capitano Ciccio Corapi, per primo, a rompere il silenzio in piena pandemia, quando la fine della quarantena era ancora utopia. Dopodiché, uno dopo l’altro, alcuni dei giocatori più rappresentativi si sono esposti via web, interloquendo con la stampa. Come a dire “noi ci siamo ancora, noi speriamo ancora”.

Oggi è toccato a colui che, forse, è più di ogni altro il simbolo del Catanzaro: il suo timoniere, Gaetano Auteri, intervenuto dalla Sicilia. Di persona o mediante un collegamento telematico che fa le bizze per via della connessione – con sincronia non impeccabile tra labiale e audio – l’uomo è sempre lo stesso: aspetto serioso, risposte secche e perentorie, determinazione. Sempre lui. Sempre “don Tano”.

La voglia di ritornare a calcare un campo di gioco, a guidare la sua truppa e ricominciare a torchiarla con i suoi “occhi a fessura” è veramente tanta. Anche perché – a suo dire – concludere il torneo bruscamente interrotto causa covid, è l’unica strada per garantire regolarità alla stagione. Una volta archiviato questo campionato 2019/20, si potrà pianificare il futuro del Sistema Calcio, stando a quanto ha sostenuto il mister. Prima però bisognerà passare dalle stanze di Governo, già giovedì prossimo, quando si saprà con certezza come e quando ripartire, in relazione a quello che sarà il protocollo medico al quale fare testo. Dovesse arrivare l’ok “dall’Alto”, allora ci si beccherà tutti al Poligiovino, a fine mese.

Ma in che condizioni? Auteri non dispera, anzi, pone in evidenza il lavoro effettuato in queste settimane dalla squadra, impegnata quotidianamente negli allenamenti individuali. Tuttavia, sebbene i calciatori siano stati costanti nel potenziamento fisico e quindi nel lavoro aerobico, su certe cose è impossibile lavorare: la percezione del movimento del compagno, la marcatura dell’avversario, gli scambi negli spazi stretti con palla a terra, un qualunque gesto tecnico. E sono solo esempi! Come fare a recuperare la dimestichezza col pallone, con lo spazio di un campo? “Poche settimane di lavoro e siamo prontissimi”, annuncia il trainer delle Aquile, il quale beneficerebbe di una rosa ampia: uno degli elementi che più hanno suscitato perplessità fin dall’alba della stagione, ossia l’organico folto (nonostante alcuni giocatori non proprio adeguati al contesto) adesso fungerebbe da asso nella manica, per affrontare una eventuale ripresa che genererebbe un ritmo forsennato di partite nei mesi estivi.

Riprendere, ok, ma con quale formula? Uno “spareggio” (o “play off”, che dir si voglia) che includa anche coloro che sono in vetta, a prescindere dal cospicuo distacco: questa, in parole povere, l’idea del tecnico di Floridia, che gradirebbe rimettere tutto in discussione, indipendentemente da valori tecnici o altro. E magari, nel futuro prossimo, “restaurare” la cadetteria tornando all’antico, con due gironi e con una spolverata di sale e pepe, al punto da rendere la B più stuzzicante, più avvincente, grazie alla presenza di club con casse solide e città dal grande bacino d’utenza. Ma sono ipotesi del tutto personali, più o meno condivisibili.

Quel che è certo è che… non c’è nulla di certo, almeno oggi, ad una settimana dalla fine di maggio. L’altra certezza è che Gaetano Auteri vuole tornare. A modo suo.

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