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Calcio Scommesse, Racca e Lombardo svelano i dettagli: “Indagine sviluppata in 7-8 mesi. Miravano a categorie superiori”

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questura-catanzaro“I numerosi provvedimenti di fermo eseguiti, oggi, in molte città italiane, dimostrano ancora una volta che le attività delinquenziali legate al mondo del calcio scommesse è ancora molto fiorente e attiva e, soprattutto, ramificata, non solo in Italia ma anche in Paesi stranieri”: è questa l’amara constatazione del Questore di Catanzaro, Giuseppe Racca, intervenendo durante la conferenza stampa convocata in mattinata, nel Capoluogo.

“Le indagini condotte dalla Squadra mobile hanno consentito di accertare infatti l’esistenza di una stabile e ramificata organizzazione criminale che, grazie ai suoi appartenenti (calciatori, ex calciatori, dirigenti e non), con questa attività criminosa, avevano messo in piedi condotte finalizzate ad alterare i risultati di varie partite di calcio, al fine di conseguire numerosi e ingenti illeciti guadagni”, rivela Racca, il quale, osserva mestamente: “Il fenomeno legato alle scommesse clandestine nel mondo dello Sport, nonostante varie iniziative intraprese fino adesso, è un problema tutt’altro che risolto”.

Eloquente  il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo: “Il lavoro degli inquirenti ha consentito di sviluppare nello spazio di 7-8 mesi un’indagine dai risultati clamorosi! Questo procedimento nasce nell’ambito dell’indagine sulla cosca Iannazzo, monitorata fin da quanto Pietro Iannazzo, è entrato a contatto con esponenti del Neapolis (compagine campana militante in serie D). Da qui abbiamo esteso le indagini ad una serie di soggetti, ricostruendo due associazioni per delinquere finalizzate alla commissione di frode sportiva”. Lombardo scende nei dettagli: “Su questa linea, scopriamo un’altra associazione anche più estesa e pericolosa, che ha la ‘punta dell’iceberg’ in dirigenti della Pro Patria. L’attenzione va’ ben oltre le partite indicate nei capi d’imputazione, perché questi soggetti tramano di estendere la combine di partite del campionato di B e non solo”. Insomma, come un puzzle che si compone tassello dopo tassello, è emerso un marciume inequivocabile: “Spesso i finanziatori erano soggetti anche stranieri, già pregiudicati Paesi d’appartenenza, e per questo con l’aggravante del reato transnazionale”.

“Non potevamo intervenire prima per non compromettere il regolare proseguimento del campionato – con playoff e playout che entrano nel vivo- e poi avremmo svelato le indagini su Pietro Iannazzo. Tra l’altro, diversi soggetti non siamo riusciti a fermarli questa notte, poiché in continuo spostamento tra i loro Paesi e l’Italia”.

E’ solo l’inizio.

Cosimo Simonetta

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