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A Carlo Ancelotti il VII “Premio Sportivo Nicola Ceravolo”

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Premio Nicola Ceravolo_Carlo Ancelotti_Mariella Ceravolo_Giovambattista SpadaforaDue premesse. La prima: non è stata una canea a gremire la sala come per Conte o Zanetti. Seconda doverosa premessa, non per questo meno importante: pubblico pacato e non delirante, che ha avuto il buonsenso di accogliere un idolo del calcio italiano e dello sport in toto, manifestando rispetto ed intelligenza per l’attuale situazione della Catanzaro calcistica, chiamata a mantenere la categoria dopo aver danzato tutto l’anno sul baratro dei dilettanti. Nessun coro o vessillo di stampo rossonero, ma tanto fair play ed ammirazione verso un uomo, Carlo Ancelotti, che con il suo aspetto mite, tutto d’un pezzo, galante, riesce ad unire la gente; non si tratta della presunzione di Antonio Conte o della timidezza di Cesare Prandelli, tra i premiati illustri del Premio Sportivo Nicola Ceravolo negli ultimi anni.

A fare da prologo, l’incontro a Palazzo De Nobili con il sindaco Sergio Abramo e l’Assessore allo Sport Giampaolo Mungo, dove è stato omaggiato simbolicamente con dei vancali, stoffe pregiate tradizionalmente prodotte a Tiriolo da secoli. La manifestazione organizzata e curata da Maurizio Insardà, giunta alla sua settima edizione, non ha forse generato il clamore trasbordante delle edizioni precedenti, ma in compenso ha offerto un pomeriggio di sport e di storia adeguato alla voglia di “sapere” e di rivivere “quel” passato dei presenti, coinvolti nel viaggio tra periferia emiliana e metropoli europee dell’Ancelotti “re di coppe”, tra Milano, Parigi, Madrid e prossimamente Monaco.

Gli appassionati catanzaresi hanno rivolto un’accoglienza comunque calorosa al personaggio premiato al Teatro Politeama, ripercorrendo insieme a lui le epoche che hanno portato il capoluogo di regione nell’Olimpo del calcio per mano dell’amato Presidentissimo Ceravolo, quello stesso paradiso che si appresta ad ospitare anche il Crotone neopromosso, ma questa è altra storia: ecco rendiamoci conto che, se vogliamo ritornare a ruggire, se vogliamo rivivere i fasti di un tempo, non possiamo campare eternamente di ricordi di cui, per carità, il nostro cuore si nutre. È ora di voltare pagina e programmare un futuro solido e ambizioso.

Solito parterre d’ospiti composto dai volti RAI: Sabrina Gandolfi a condurre, con Italo Cucci che ha interagito con Ancelotti e con il pubblico e a fare gli onori di casa, l’organizzatore Maurizio Insardà, stuzzicando e coccolando l’eccellente ospite tra racconti inediti, aneddoti e curiosità, da calciatore e tecnico in giro per l’Europa, partendo dalla C, allorquando guadagnava 10milioni di lire all’anno, con il retaggio spagnoleggiante nel suo accento, per rivolgere immancabilmente un pensiero al collega Claudio Ranieri, che si appresta a vincere la Premier League, per la gioia dei tifosi di ogni Paese, in primis i catanzaresi, legati a colui che per anni ha indossato con orgoglio la fascia da capitano. A ricevere un simbolico premio, per mano del Presidente della Camera di Commercio Paolo Abramo e del Maestro Giovanbattista Spadafora, creatore del premio, anche il Presidente della LND Nazionale Antonio Cosentino, il giovane Fabrizio Mirante di Taverna, che ha patito un terribile incidente per il quale non ha perso il sorriso né la voglia di vivere. Infine, brividi e commozione per Mariella Ceravolo, figlia di Don Nicola, nel passare di mano il premio ad Ancelotti, con l’aurea del Presidentissimo a rendere magico il pomeriggio.

In arrivo l’ampia photogallery.

Cosimo Simonetta

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