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Il Catanzaro c’è! Cuore e sangue, 2-1 sul Catania

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Diciannove anni dopo il Catanzaro batte il Catania in campionato e lo fa vincendo 2-1, in una gara molto sofferta. Partita in discesa per i giallorossi, avanti 2-0 dopo ventidue minuti; la rete di Mazzarani al 30’ rimette tutto in gioco. A differenza delle volte, le Aquile tengono duro, specialmente nel secondo tempo, combattendo fino al fischio finale. Tre punti importanti, considerando i risultati delle diretti concorrenti alla salvezza.

Mister Erra, nel consueto 4-4-2, conferma l’undici di Castellammare, con l’unica variante rappresentata da Icardi, gettato nuovamente nella mischia dopo il “castigo”, al posto di Cunzi. Mancosu ancora titolare, ma sull’out sinistro. In attacco, fiducia a Sarao, spalleggiato da Giovinco. Fiducia, ampiamente ripagata dai gol, che si riveleranno decisivi.

Dopo appena cinque minuti, angolo di Giovinco tagliato sul primo palo: Sarao anticipa tutti bucando Pisseri di testa. Catanzaro in vantaggio. Prima rete per l’attaccante in casa, dopo le tre realizzate in trasferta. Reazione veemente degli ospiti che colpiscono il palo esterno con Pozzebon. Russotto, tra gli ex oltre al portiere etneo ed al fischiatissimo Bucolo, crea lo scompiglio sulla sinistra, destando apprensione in Mancosu e Sabato, molto spesso in difficoltà; consequenziale il giallo guadagnato proprio da Sabato nel provare ad arginare il 10 ospite. Il Catania cerca il pari, ma sono i giallorossi a raddoppiare: al 22′ Sarao serve in profondità Giovinco che sfugge a Bergamelli e Parisi e infila il 2-0. Il Catanzaro si dimostra cinico e concreto nel materializzare questo uno-due micidiale in pochi minuti, ma il Catania non è squadra che piega la testa, tutt’altro. Il primo segnale di reazione arriva al 26′ con Mazzarani, che calcia alto su traversone di Djordjevic. Al 30′ proprio Mazzarani, approfitta di un’indecisione difensiva dei padroni di casa e, a tu per tu con De Lucia, accorcia le distanze. L’inizio della rimonta? I ragazzi di Erra non si abbattono e giocano ordinatamente. Al 37′ Mancosu per Sarao che colpisce di prima intenzione, mandando fuori di molto. Ci prova Fornito dalla distanza ma conclude alto.

Si apre la ripresa e ci si attende un Catania agguerrito. Al 51′ Biagianti su azione d’angolo spedisce sull’esterno della rete. Fuori la punizione di Djorjevic al 57′. Erra fiuta il pericolo e corre ai ripari, inserendo Patti per Mancosu, passando quindi al 5-3-2, come è accaduto contro la Juve Stabia. Al 68′ brivido lungo la schiena: sugli sviluppi di una punizione, azione convulsa nell’area piccola, culminata da una traversa, con la sfera che bacia la linea. Il Catanzaro si salva, ma gli uomini di Pulvirenti prendono campo e insistono. Ci prova anche Pasqualoni, ma il suo destro sorvola la traversa. Si rivede anche Carcione, in campo al posto di Van Ransbeeck, chiamato ad una partita di sacrificio (al pari di Maita, poco propositivo, per forza maggiore). Al 73′ tiro di Mazzarani deviato in corner e cinque minuti più tardi, Sirri, in spaccata, non riesce a deviare una punizione dal vertice sinistro di Giovinco (sostituito successivamente da Gomez). Qualche minuto più in là, si segnala la comparsa sul rettangolo verde dell’ex Tavares. Velleitaria, poi, la girata al volo di Patti, sugli sviluppi di un angolo, che spedisce la palla in orbita, negando, di fatto, la possibilità a Maita (meglio posizionato), di calciare. Gli animi si surriscaldano. Il direttore di gara ed il suo assistente non concordano sulla concessione di un corner per l’US e ciò genera qualche polemica: a farne le spese, proprio Giovinco, ammonito dalla panchina. Dopo quattro, estenuanti, minuti di recupero, Paterna di Teramo pone fine alle ostilità: è 2-1 per il Catanzaro, che prosegue nella sua crociata verso la salvezza, salendo a quota 32 punti, con la consapevolezza che giocando così, uniti, compatti e agguerriti, si può mettere in difficoltà anche la corazzata Foggia, attesa mercoledì al “Ceravolo”.

 

 

 

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