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Catanzaro-Messina, un noioso 0 a 0. Applausi solo per Corona

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Giorgio Corona_MessinaSe non ci fosse stato il ritorno al “Ceravolo” di Giorgio Corona, saremmo qui a descrivere solo l’anonimo 0-0 fra Catanzaro e Messina. 

Atteggiamento troppo remissivo dei padroni di casa, che avevano abituato il pubblico a giocare per vincere quantomeno in casa, anche al cospetto di squadre più forti, come la Salernitana capolista. I limiti del non avere avuto un centravanti di ruolo sono emersi inevitabilmente, ma non basta come alibi per raccontare l’atteggiamento passivo, quasi rinunciatario, nel difendere sul finire il pareggio con una difesa a cinque. C’ha pensato Re Giorgio a ravvivare questa domenica. Quasi 41 anni e non sentirli. Osannato dal pubblico giallorosso che gli ha riservato una vera e propria standing ovation prima dell’inizio. In tribuna la consueta presenza dell’ex DS Angelo Sorace e del tecnico (attualmente senza squadra) Nevio Orlandi: che possa essere un piccolo segnale per il futuro?

Mister D’Urso, (chiamato a sostituire lo squalificato Sanderra per la terza volta), schiera i suoi con un 4-3-3 “ibrido”: rispetto a Barletta, Orchi prende il posto di Ghosheh che si accomoda in panchina, non essendo al meglio della condizione, con il reintegro di Squillace a sinistra. A centrocampo non ci sono né Zappacosta, né Giandonato: il trio mediano è composto da Giampà, Sarr e Mounard. In avanti al posto di Caputa c’è Ilari, con Russotto e Mancuso. Nel Messina Corona parte dalla panchina.

Partenza a razzo del Messina con Izzillo, che dopo aver vinto un rimpallo, mette in mezzo per Cane che svirgola completamente a due metri dalla porta. La noia distingue il match. Al ’36 una conclusione di Orlando viene blocca in due tempi da Bindi. Un minuto dopo l’unica vera palla gol del Catanzaro è sui piedi di Russotto (forse l’unico a non mollare, oggi), ma il suo destro è di poco a lato. Poco dopo, altro sussulto con un tiro di un soffio alto di Ilari. Al ’41 Orlando sguscia fra Orchi e Rigione, ma conclude di poco fuori, sbilanciato.

Nella ripresa i ritmi non cambiano, anzi è il Messina a dimostrarsi volentereso. Al ’54 Benvenga dal limite trova pronto Bindi che devia in angolo. Dieci minuti dopo ci prova Cane al volo, ma è alto. Al ’71 è il momento di Re Giorgio Corona ed è lui a ravvivare la gara, con uno dei suoi micidiali tiri al volo: nella circostanza, Damonte devia in rete con puntualità, ma è in fuorigioco e l’arbitro Strippoli annulla. Al ’78 ancora Damonte prima manda alto di testa, sugli sviluppi di una punizione, poi trova la decisiva opposizione del portiere di casa. Al minuto 83′, il numero 6 peloritano si vede negare la gioia del gol, vedendo la sua incornata a botta sicura allontanata dalla porta. A cinque minuti dal termine Corona da fuori area lascia partire un bolide terra-aria che sfiora il palo. Nei minuti di recupero con il Catanzaro in difesa, Re Giorgio controlla e conclude da posizione ravvicinata, ma è Bravo a fare muro Bindi.


Ferdinando Capicotto

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