Il Punto Primo Piano

Ciao Fabrizio!

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Appena 47 anni e si spegne una vita fatta di passione, lavoro e dedizione allo sport. Scrivere e porsi innanzi a certi drammi è cosa ardua e il rischio dietro l’angolo è cadere nel retorico. Fabrizio Ferrigno, ribattezzato sui Tre Colli “il Sindaco” con la “S” maiuscola, quello che dopo appena pochi secondi e mentre il pubblico esulta ancora per il gol segnato dai giallorossi, ti concede il bis direttamente da centrocampo sfidando la distanza unitamente ai decibel dell’urlo del “Nicola Ceravolo”.

E’ difficile, lo ripetiamo, commentare un dramma del genere e soprattutto per un giocatore che anche in seguito, nelle vesti di DS, ha sempre ricordato i colori giallorossi con orgoglio, fino alla sua ultima intervista rilasciata a Tuttocalcio Catania. Ecco le sue parole: “<<la pacchia deve finire in piazze come Catania e Catanzaro, i calciatori devono assumersi le proprie responsabilità calandosi nella mentalità della Serie C. Bisogna avere gli attributi per giocare in queste piazze >>. Le sue parole da DS sembrano interpretare il sentimento di tutti i tifosi e proprio il lato empatico era il suo valore aggiunto nei rapporti interpersonali.

E proprio per ciò che concerne il rispetto, Ferrigno ha sempre rispettato il Catanzaro e Catanzaro, tessendone le lodi ovunque sia stato dopo la vittoriosa esperienza in giallorosso. In tutte le interviste, anche se effettuate in piazze diverse, prima o poi riusciva a trovare il modo per pronunciare il nome “Catanzaro” e parlare della piazza e della splendida tifoseria. E tutto ciò, non in una conferenza stampa di parata dove chiunque è aduso elogiare la tifoseria di appartenenza, ma in situazioni di quelle che non ti aspetti! Per chi scrive, avendo avuto la fortuna e l’onore di trascorrere insieme una bella pagina d calcio giallorosso, è un dolore atroce. Il suo sorriso è un marchio che, chi lo ha conosciuto bene conserva nel proprio cuore.

Determinazione sul campo e rispetto verso tutti, da Direttore Sportivo si è fatto apprezzare per competenza e signorilità, doti che oggi giorno, in un calcio “protocollato” oltre ogni immaginazione, sono rare da reperire tra gli addetti ai lavori. La sua determinazione, dicevamo, anche in campo. Basti ricordare la partita della promozione ad Ascoli quando permise a Toledo di indirizzare la palla in rete, a seguito di una sua azione laddove rischiò seriamente andando a sbattere la testa contro il palo sinistro della porta difesa da Marruocco. E dopo quella promozione, negli spogliatoi, il primo a stappare lo spumante e fare la doccia a chiunque si trovasse negli spogliatoi di Ascoli, folle di gioia per il traguardo raggiunto.

Quello di Fabrizio è un lutto difficile da vivere, proprio per le sue doti umane che lo eleggono a Sindaco non solo sul manto erboso o nel ruolo di DS, ma soprattutto nei nostri cuori in cui rimarrà impresso il suo ricordo per sempre.

Ciao Sindaco, ti accompagni in questo ultimo viaggio un grande e caloroso abbraccio da parte di tutta la Redazione de “Il Giallorosso” (in foto con il nostro Editore Luigi Conforto ai tempi dell’indimenticabile scalata in serie B).

 

Giuseppe Mangialavori

 

 

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