Catanzaro è un punto di arrivo, non un trampolino di lancio

Scritto da  Giuseppe Mangialavori Giu 16, 2024
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Il primo nome del "piano b" è arrivato , ora attendiamo quello del nuovo allenatore per ripartire più forti di prima

Dopo le esternazioni di affetto incondizionato dal popolo giallorosso ai protagonisti della splendida avventura pregna di record con vista sulla massima serie, il Catanzaro si trova inaspettatamente ai titoli di coda con chi si era tanto amato. Il Catanzaro ha ricevuto tanto, ma tantissimo ha dato a chi ha vissuto la piazza giallorossa come trampolino di lancio per il proprio futuro professionale. Purtroppo non può che lasciare l'amaro in bocca, il modo che ha caratterizzato l’epilogo con il tecnico giallorosso tanto amato, Vincenzo Vivarini. Al cospetto di una tifoseria che ha accolto e salutato tutti i protagonisti dopo la brutta disfatta di Cremona, un epilogo del genere si sarebbe dovuto evitare. Succede, certo, ma non dopo una storia tanto bella come quella degli ultimi tre anni, neanche giustificabile se le radici di questo brusco stop abbiano origini lontane nella trattativa fiume che caratterizzò il post Salerno. Difformità di vedute e di obiettivi a medio termine? Rapporti interpersonali che forse si sono dimostrati più fragili di quanto ipotizzabile? Un mix esplosivo che il tempo avrà inevitabilmente fatto emergere, facendo ora rileggere quei saluti ai piedi della curva ospiti dello "Zini" come un addio e non già un arrivederci.

Oltre a riportare serenità nell'ambiente, il vero obiettivo dovrà essere quello di ottimizzare il tempo a propria disposizione, nell’ottica dell’imminente inizio di stagione dove la priorità va al calciomercato e al ritiro pre-campionato. Il tempo a disposizione è veramente poco. La tifoseria si è sentita tradita e delusa, ma dovrà farne tesoro, soprattutto nell’acquisizione di una solo consapevolezza: c’è solo il Catanzaro, rappresentato dalla famiglia Noto, vero e unico punto fermo di una passione senza tempo, che ha riproiettato nel calcio che conta le Aquile.

Vincenzo Vivarini, Giuseppe Magalini e Diego Foresti hanno costituito la triade che ha riattivato il vulcano della passione e ora scendono dal "carrozzone": al direttore generale va riconosciuta l'uscita di scena con gli onori, regalando ai tifosi un messaggio che sa di stile e sincero affetto. Una bella storia che resterà per sempre nei cuori di tutti, con un epilogo che stride maledettamente con le immagini scolpite nei cuori giallorossi che la società avrà certamente il garbo di rianimare. E ora si riparte per una nuova avventura con una proprietà proiettata, ma siamo certi ancor più motivata nel dimostrare a chi ha scelto o vorrà scegliere di accasarsi altrove, con il chiaro messaggio che il Catanzaro non è un semplice trampolino di lancio ma un importante punto di arrivo.

Il primo tassello del "piano B" porta il nome di Paolo Morganti, in settimana sarà annunciato sicuramente il futuro tecnico che potrebbe essere proprio colui che anche grazie al suo cognome inizierebbe con un forte lato empatico con le Aquil…e giallorosse. Un piano B che potrebbe a questo punto essere migliore di quello attuale e consentirebbe di rianimare la tifoseria giallorossa di quell'entusiasmo visto da ultimo a Cremona.

E allora, avanti tutta Catanzaro!

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