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Da Cozza a Spader: otto allenatori in cinque anni

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Erra_2016Cozza, D’Adderio, Brevi, Moriero, Sanderra, D’Urso, Erra, Spader. Cos’hanno in comune questi nomi? Sono i ben otto allenatori che si sono seduti sulla panchina del Catanzaro dal 2011-2012, ovvero dall’avvento del Presidente Cosentino.  Il primo può vantare la più lunga permanenza di quasi due stagioni; D’Adderio a malapena tre partite, riuscendo a consolidare la salvezza già quasi ottenuta dal suo predecessore nel 2012-2013; Brevi ha avuto il merito di raggiungere i play-off l’anno dopo, ma invece di proseguire con una continuità tecnica si è deciso di interrompere i rapporti. Dentro il pluri-esonerato Moriero che non si “mangia nemmeno il panettone”. Al suo posto Sanderra che non conclude la stagione, ma riesce comunque ad ottenere la permanenza della categoria dopo la rivoluzione del gennaio 2015. D’Urso vince all’esordio con la Lupa Roma nell’ultima giornata di quel campionato e permane fino all’ottava del torneo successivo fra mille polemiche vista la decisione di puntare su un vice allenatore. Solamente una vittoria ottenuta e quindi altro esonero. Arriva Erra, che riesce miracolosamente a salvare il Catanzaro con un materiale tecnico scadente senza passare dai play-out. Nel frattempo si interrompe il rapporto lavorativo con il secondo direttore sportivo in quattro anni. Dopo i tre campionati Ortoli, Donnarumma non regge nemmeno una stagione. Giunge Preiti ed è storia recente. Arrivati a metà agosto al tecnico non gli sta bene la rosa costruita. Ricordiamo che Erra aveva già dovuto sopportare il mercato invernale con un indebolimento della rosa dopo la serie di risultati consecutivi che avevano portato il Catanzaro a metà classifica. Nonostante tutto le aquile si erano salvate. È probabile che le richieste del mister fossero esose, ma l’obiettivo era quello di non ripetere il passato campionato ed Erra, evidentemente aveva visto i primi campanelli d’allarme. Ed ecco che dopo una serie di nomi usciti da una lista della spesa, si punta su un altro allenatore inesperto, proveniente dal settore giovanile: Giulio Spader. La sua permanenza sulla panchina delle aquile è da record: una sola partita di campionato. E non un semplice match, ma “il match”, per la piazza giallorossa; il derby con il Cosenza. Se Moriero era riuscito a perdere quello in Coppa Italia con l’assurda decisione di schierare le riserve e successivamente in campionato a Lamezia (anche lì con scelte cervellotiche), Spader ha perso prima in amichevole con il Roccella al “Ceravolo” e sette giorni dopo con il Cosenza per 0-3. Si poteva evitare tutto ciò? Assolutamente sì. Lentamente con gli anni il Presidente Cosentino sta diventando un vero “mangia allenatori”, alla Zamparini per intenderci. Il calcio ci sono delle regole non scritte molto semplici ed una di queste afferma che una continuità tecnica di allenatori e calciatori facilita le stagioni (vedi lo stesso Cosenza con mister e gran parte dei giocatori che sono giunti al terzo campionato insieme).

In ogni caso la situazione a Catanzaro è imbarazzante. Mandare via Erra a quindici giorni dall’inizio della Lega Pro, puntare su Spader per poi mandarlo via dopo una giornata, rischia di complicare ancora di più le cose. Il prossimo tecnico delle aquile si ritroverà a dover allenare una squadra composta da calciatori che non ha scelto lui e che non ha preparato lui. Il problema è questo non avviene ad ottobre, novembre, ma ad agosto. Lo stesso Erra si presentò a fine ottobre affermando di dover resistere fino a Natale, consapevole che ci sarebbe stata la campagna acquisti invernale a breve. La rosa, dalla sua, si ritroverà agli ordini del terzo mister in meno di un mese e dovrà assimilare nuovi schemi e forse nuovi moduli. Vive la confusione totale in una sorta di gioco al rischio che si avvicina tanto al masochismo.

A questo punto c’è da chiedersi chi sarà la prossima vittima. Una cosa è certa: la piazza ha perso la pazienza.

Ferdinando Capicotto

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