Il Parma è in serie B. Dopo il fallimento del 2015, con la tragicomica vicenda Ghirardi-Taci-Manenti che tutti ricorderemo, in soli due anni, i ducali ritornano nel calcio che conta, dopo essere ripartiti dai Dilettanti. Obiettivo conquistato dalla porta secondaria, passando dai playoff, visto che il primo posto nel girone era stato il Venezia di Inzaghi ad aggiudicarselo. Ma va’ bene lo stesso. Un Parma rivoluzionato dal mercato di gennaio, dopo aver fatto fuori l’intero staff tecnico, perlopiù composto da vecchie glorie, come Apolloni e Minotti su tutti, senza considerare le dimissioni del Presidente, Nevio Scala. Una rivoluzione che, però, ha portato i suoi frutti, grazie anche al lavoro, non semplice, del nuovo tecnico D’Aversa.

Venendo alla gara del “Franchi”, in campo si sono viste due squadre davvero provate dalla lunga rincorsa alla finale playoff, con l’Alessandria relativamente penalizzata dall’aver avuto un giorno in meno di riposo; tuttavia, i crociati erano reduci da una semifinale protratta fino ai calci di rigori. La giocata di un singolo, Calaiò, all’11’, colloca i bianco-scudati sul binario giusto: l’esperto attaccante, conquista palla e crossa per Scavone che, al centro dell’area, incorna superando Vannucchi. Al 18′ sempre Calaiò a tu per tu con il portiere dell’Alessandria, spreca il raddoppio. Per i piemontesi, Gonzalez, temutissimo alla vigilia, sembra sottotono. Finisce il primo tempo con l’arbitro che allontana dalla panchina il ds del Parma, Faggiano, per proteste contro i falli reiterati dei giocatori avversari. Il secondo tempo vede l’Alessandria subito avanti con molta determinazione, stabilmente nella metà campo crociata. Ma nel momento in cui la squadra di Pillon preme di più, i gialloblù trovano il gol del raddoppio, al 21’: Giorgino, appena entrato, serve dalla sinistra un bel pallone in area, un po’ fortunosamente Nocciolini, in mezzo a tre avversari, è bravo ad avere l’ultimo tocco ed è 2-0!! La curva gialloblù esplode di gioia. 

L’Alessandria prova a riorganizzarsi per tentare una complicata rimonta, ma la stanchezza si fa sentire sempre più e chiude la partita in dieci uomini, complice l’espulsione di Gozzi, per un fallo di frustrazione su Giorgino. Non succede altro, le due squadre sono stremate. Dunque, il fischio finale apre i festeggiamenti dei circa seimila tifosi giunti a Firenze per questa finale che, a questo punto, costituisce la nuova era per la squadra emiliana, di cui capitan Lucarelli è il simbolo. Raggiunto il primo traguardo della serie B, la società può decisamente guardare con ottimismo al ritorno nell’Olimpo del calcio.

 

Danilo Ciancio

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