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Derby il giorno dopo: Aquile da rivedere – Il Punto

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Fino a poco tempo fa, quando a Vibo Valentia arrivava il Catanzaro non era una partita come un’altra, era l’occasione per rifocillare antiche amicizie e ricordare verdi fasti passati insieme all’ombra del Ceravolo. Ora è quasi una sfida di routine, pensando ai recenti playout (da brividi…) e al “pareggino” dell’ultimo campionato, che di fatto l’hanno riclassificata a livello di “normalità”. Una normalità esplicitata dalla prova incolore degli uomini di Calabro che hanno disputato una gara con il braccino corto e se non fosse stato per “San” Branduani, forse, staremmo qui a commentare con uno spirito ben diverso.

Con sano realismo, le ambizioni della vigilia sbattono contro la concretezza della Vibonese e il mister giallorosso è obbligato a fine gara a parlare di punto conquistato, in una partita dove tracce di visione di gioco e soprattutto personalità non si sono viste. Ancora una volta (sperando non diventi un’abitudine) nella ripresa le Aquile si ritrovano in inferiorità numerica e, malgrado le sostituzioni, la sterilità offensiva comincia a diventare un aspetto da non sottovalutare. Tre partite giocate, due gol segnati (di cui uno su rigore a Potenza), due subiti, tutto contro avversari di certo non trascendentali. I nuovi arrivati hanno bisogno di tempo e lo stesso Calabro, che ha avuto a propria disposizione i rinforzi con ritardo, dovrà bruciare le tappe per amalgamare Evacuo & C..

La difesa regge l’urto grazie anche ad un eccellente Branduani, ma è il centrocampo a soffrire e soprattutto a sembrare a corto di idee. Il buon Corapi è lodevole nell’impegno e nella qualità dei suoi tocchi, ma ancora rimane isolato rispetto ai compagni di reparto. L’assenza dell’infortunato Casoli, pesa più del dovuto. Il tempo a disposizione del Mister giallorosso non è poi così tanto e dovrà fare di tutto per comprendere al più presto come sistemare il settore che risulta essere così strategico per la sua filosofia di gioco.

Positiva l’applicazione del fuorigioco da parte della difesa, trappola nella quale è caduto molte volte anche l’ex Statella, senza per questo voler sottovalutare la prestazione dei rossoblù locali che hanno offerto una buona prova. Siamo certi infatti che per nessuno sarà facile far visita al “Luigi Razza” e conquistare l’intera posta contro gli uomini del Presidente Caffo e di Mister Galfano.

Le attenuanti, come già detto, ci sono tutte, ma vista e considerata l’esperienza e la motivazione dei nuovi acquisti, ci si attende che al più presto gli appassionati possano ammirare il vero Catanzaro e soprattutto un atteggiamento “da grande” e una personalità che a Vibo Valentia non si sono viste. È giusto e onesto ammettere da parte dell’allenatore che “si sarebbe potuto ottenere qualcosa in meno”, ma a noi avrebbe fatto molto più piacere sentirgli dire che “si sarebbe potuto ottenere qualcosa in più”. Ed è proprio questo il grande lavoro che è chiamato a fare l’allenatore salentino: restituire a questa piazza la memoria oramai perduta anche e soprattutto da parte degli avversari.

Ahinoi, il Catanzaro in C sta diventando una “normalità” e questo è semplicemente insopportabile: lo è per il tifoso attempato, lo è anche per tutte le giovani generazioni che vivono solo dei racconti dei padri e dei filmati visti e rivisti su YouTube. Dopo la possente sveglia di Verona, occorre al più presto, come ribadito dallo stesso Calabro, “sfruttare la scintilla per provocare l’incendio”. Forza Mister! Siamo certi che nessuno vestirà gli sciagurati panni del pompiere.

Avanti tutta Catanzaro!!

 

Giuseppe Mangialavori

 

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