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Giampà, gli occhi della sincerità… e dell’amarezza

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Giampà_2012_Dirty Soccer_lacrimeGli occhi non mentono mai. Per quanto una persona possa dire una falsità, la sincerità dei suoi occhi spiega molto di più; succede a maggior ragione se poi ci si batte per la verità. Domenico Giampà, capitano del Catanzaro, sta pagando oltremodo il coinvolgimento certificato da un tribunale per quel maledetto (perdonate l’uso improprio e consentitecelo) tentativo di alterare il risultato di Barletta – Catanzaro, quasi un anno. fa. La sentenza ha condannato in primo grado Giampà a sei mesi di squalifica e trentamila euro di ammenda per l’omessa denuncia; ricorrendo in Appello, la Corte Federale D’Appello a Sezioni Unite ha respinto il ricorso di un giocatore che vede inquinarsi ingiustamente una carriera costellata da palcoscenici in serie A.

“Sono amareggiato dal giudizio disciplinare. Insieme ai miei avvocati abbiamo provveduto ad andare davanti al Coni al Collegio di Garanzia per ottenere giustizia. Per principio e per onore devo uscirne pulito”: l’onore e la dignità, due principi con l’uomo Giampà è andato avanti nella vita e nel lavoro.

Fabrizio Maglia
Fabrizio Maglia

“Molti dicono che devo ritenermi soddisfatto perché il Tribunale ha riconosciuto la mia estraneità ai fatti. Non posso accettare la tesi della Giustizia Sportiva secondo cui io sarei potuto essere a conoscenza di un tentativo di aggiustare la partita”, rivendica chiaramente Mimmo il quale puntualizza la natura circa il suo rapporto con l’ex DS Fabrizio Maglia: “Le volte in cui ho incontrato Maglia, non mi ha mai parlato della partita con il Barletta ma delle sue prospettive di venire a Catanzaro”, specifica, rammaricato di quanto la sua assenza si ripercuota sulla squadra nel momento chiave della stagione, pur allenandosi instancabilmente e fungendo da colonna nello spogliatoio. Finisce così la carriera da calciatore? Sarebbe una macchia per una persona onesta che ha ancora tanto da dare: “Non so cosa farò. Ho un paio di settimane per decidere. Avevo la speranza di tornare in campo a febbraio, ora non so quant’altro tempo potrà passare. Devo ringraziare i tifosi che mi hanno dato grande forza”. Una persona perbene, umile, che non ha mai perso la testa per il denaro. Anzi, a proposito di soldi, Giampà fa un’altra ammissione commovente: “I soldi che percepirò da qui alla fine li destinerò in beneficenza. Voglio decidere io quando smettere, non mi devono far smettere gli altri”. Nient’altro da aggiungere.

La redazione de “Il Giallorosso” rinnova la sua vicinanza ed il suo affetto al valoroso capitano delle Aquile in questo momento difficile. Forza Mimmo, leale cuore giallorosso. 

Cosimo Simonetta

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