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I limiti del Catanzaro al “Luigi Razza” di Vibo: la strada è lunga e tortuosa – IL PUNTO

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La squadra a colloquio da Mister D'Urso
La squadra a colloquio da Mister D’Urso

Non ci siamo. Dalla sconfitta ai rigori contro il Lecce in Coppa Italia, al medesimo risultato maturato al “Luigi Razza” per il primo “Trofeo Ready – Memorial Enzo Pacilè”, il Catanzaro ha fatto molti passi indietro. In mezzo la vittoria di misura contro il Sersale, dove già i giallorossi non avevano convinto.

Mister D’Urso dovrà sicuramente lavorare sul fronte offensivo in quanto il gioco espresso appare sterile. E’ altrettanto vero, che il tecnico può fare quel che può con le munizioni di cui dispone. Se poi capita di ritrovarsi davanti al portiere avversario è necessaria una maggiore cattiveria. Inoltre sarebbe utile allenare i calciatori in rosa a tirare i calci di rigore, perché otto errori su tredici tra Lecce e Vibonese, sono un piccolo campanellino d’allarme, ma non soffermiamoci tanto su questo.

Ad un primo tempo tutto sommato ben giocato dalle Aquile (vicine al gol, seppur con qualche svarione difensivo di troppo) è seguita una ripresa opaca. Trionfa la Vibonese dopo i calci di rigore. D’Urso schiera la squadra con il solito 3-5-2 con Scuffia in porta; Priola, Orchi e Ricci in difesa; Giampà, Agnello, Selvatico, Foresta e Squillace in mezzo al campo; Razzitti e Mancuso in avanti. Al ’12 Scapellato impegna con Scuffia con un tiro dal limite su ribattuta della difesa. Al ’22 Mancuso si ritrova davanti a Parisi, ma spara sul portiere di casa. Al ’28 Orchi serve troppo debolmente Scuffia, ma Allegretti non ne approfitta con l’estremo difensore giallorosso che esce sui piedi del numero dieci vibonese. Al ’37 Foresta prima fa una gran cosa recuperando palla a centrocampo all’ultimo difensore rossoblu. Il centrocampista si invola verso la porta con Razzitti, ma cincischia e calcia su Parisi. Razzitti tutto solo con la porta spalancata non le manda a dire al giovane ex Crotone.

CannizzaroNel secondo tempo il tecnico mischia le carte e lancia, poco a poco, tutti gli altri elementi disponibili. Un’occasione per parte con Sirigu al ’57, ma il suo colpo di testa è fuori; risponde la Vibonese sul finale con Bertini che a porta vuota calcia alto sugli sviluppi di una punizione. Finisce 0 a 0 e si va direttamente ai calci di rigore dopo quattro minuti di recupero. Garat realizza l’1-0 con Maita che calcia sulla traversa; segnano Cuomo e Martignago; Cannizzaro ipnotizza Bertini e Caputa pareggia; il portiere del Catanzaro è super anche sull’altro tiro dal dischetto con Barraco che spiazza De Mitri; Paviglianiti alimenta le speranze rossoblu ed  Ingretolli non realizza il gol del ko, con il suo destro che si infrange sulla traversa. Comincia la sagra dell’errore con La Villa, Sirigu, Gaetano (altissimo) e D’Orsi (palo). L’US ha addirittura due volte la possibilità di vincere, graziando la Vibonese. Così Vallone segna e Caruso sbaglia. Vince la Vibonese per 4-3 dopo otto calci di rigore a testa.

A poco più di due settimane dall’inizio del torneo di Lega Pro, l’amara sentenza del campo è che il Catanzaro ancora non c’è. Probabilmente tale conclusione l’avranno tratta anche il Presidente Cosentino – presente con moglie e figlie – oltre al DG Donnarumma, apparsi scuri in volto durante la partita.

 

Ferdinando Capicotto

 

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