Il Protagonista Primo Piano

“Il Protagonista” – Mancuso, talento creativo

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Leonardo Mancuso_il protagonista_cosenzaIl cognome, tra i più diffusi nel nostro territorio, non tragga in inganno: Leonardo Mancuso è meneghino doc, non catanzarese. Eppure, di “catanzarese” in lui, c’è tanto: l’attaccamento a questa causa, il fervore negli occhi durante le partite, con la voglia di far bene, di dare il massimo, fino all’ultimo.

Ventitré anni fra un mese, Mancuso non ha impiegato molto per acclimatarsi all’aria di Catanzaro: “Nonostante fossi arrivato da poco, ho capito subito il significato del derby”, aveva detto all’indomani della vittoria sui Lupi. Poco spazio al Cittadella in B nella prima parte di campionato, il talentuoso calciatore Scuola Milan, non ha esitato ad accettare la proposta dell’US, determinato a dimostrare il proprio valore in una piazza esigente del Sud, importante banco di prova per la sua crescita, come da lui stesso dichiarato qualche settimana fa. Non siamo in grado di conoscere le sensazioni del ragazzo, ma noi ci sentiamo di “promuoverlo a pieni voti”, proprio come per Bernardo, Razzitti, Zappacosta, Giandonato e altri elementi giunti a gennaio, giocatori con cui la tifoseria si assimila, evidentemente motivati da obiettivi personali (per carità, lecito, finché genera buone prestazioni e risultati incoraggianti, nel collettivo), che danno l’idea di avere a cuore il Catanzaro, magari più di alcuni dei loro predecessori. Inutile dire che Leonardo si è dimostrato finora all’altezza di questa maglia. Catanzaro rappresenta un’occasione di svolta e non c’è stato modo migliore di attestarlo, fin dal debutto: ottime prestazioni condite da tre gol e belle giocate, creando un feeling con i tifosi che sperano di vederlo al “Ceravolo” nella prossima stagione (stadio dal quale è passato con la Carrarese, il giorno dell’esonero di Cozza).

Mancuso con la maglia della Carrarese al "Ceravolo"
Mancuso con la maglia della Carrarese al “Ceravolo”

Forgiato tra Vismara e Milanello e lanciato nel calcio a Pizzighettone nel 2011 prima di andare a Carrara (dove resta due anni), Mancuso interpreta alla perfezione la fase offensiva, avendo fin qui agito in diverse porzioni del campo, libero di svariare e di interagire con gli attaccanti di ruolo, tal volta abbassandosi a prender palla, tal volta aggredendo lo spazio, con guizzi e movimenti sguscianti, anche quando resta un po’ in ombra: la “lampadina”, può accendersi da un momento all’altro, proprio come accaduto contro il Lecce, per esempio, per non parlare della splendida doppietta di Matera, la migliore gara delle Aquile in trasferta, per grinta e personalità. Ecco, di personalità Leonardo Mancuso ne ha tanta, oltre alla tecnica; per questo il nostro responso, anzi, la nostra richiesta, è una sola: ripartire anche da lui.

 

Cosimo Simonetta

(dal n.18 ANNO III de “Il Giallorosso” – Catanzaro vs Paganese)

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