Il Protagonista Primo Piano

“Il Protagonista” – Zappacosta, la diga

banner

giacomo zappacosta_salernitanaGiampà, Bernardo, Razzitti. A riempire le pagine de “Il Giallorosso”, da gennaio, sono stati i calciatori del nuovo corso, verso i quali i tifosi si riconoscono, finalmente. Tra questi, Giacomo Zappacosta, centrocampista 27enne arrivato a Catanzaro con un contratto che lo lega fino a giugno, non avendo trovato spazio a L’Aquila. Zappacosta, “la pratica che rompe la grammatica”, la sostanza in mediana, un calciatore che riesce a coniugare la qualità alla quantità. Non un semplice “spaccalegna”, non un operaio che fa il lavoro sporco nel cerchio di centrocampo, dove i calci da incassare e restituire senza complimenti sono molti.

Dopo aver offerto un saggio del suo valore fin dalla prima uscita a Pagani, quando il gruppo di Sanderra era in via di assemblaggio, diventa uno dei riferimenti della squadra. Prestazioni sempre in crescendo, lo hanno reso la spalla perfetta di Giandonato, un po’ come il duo “Vacca – Maiorano”, ma con spunti qualitativi maggiori rispetto quest’ultimo. Gente che lotta: per questo motivo il tifoso del Catanzaro paga il biglietto e sottoscrive l’abbonamento. Noi vogliamo gente che lotta, vogliamo Zappacosta. Il cognome onestamente un po’ disarmonico è in perfetta antitesi con le potenzialità di un giocatore che ha mosso i primi passi tra Pescara e Fiorentina, assaporando il campo a Busto Arsizio nel 2008 con la Pro Patria, per poi fare ritorno al Pescara. Per il ragazzo di Chieti, contestualmente, arriva la chiamata dall’Under 20 di Lega Pro. A gennaio 2011 viene girato al Barletta dove resta quasi due stagioni senza trovare continuità. Lecce sembra l’occasione buona per svoltare: un’esperienza tutto sommato positiva (nonostante non fosse impiegato moltissimo), ma rovinata dall’infortunio al crociato rimediato durante i playoff del 2013 contro l’Entella; enorme il rammarico per una promessa disattesa dalla società salentina, che decise di non confermarlo, smentendo quanto gli era stato assicurato. Nel calcio, come nella vita di tutti i giorni, può capitare: bisogna essere abili a trasformare la delusione e l’amarezza in stimolo per ripartire.

Quindi L’Aquila ed ecco Catanzaro! Instancabile operaio del centrocampo di Sanderra, predilige il machete al fiorino, divenendo la diga dell’US; di partita in partita giganteggia senza risparmiarsi: un “recuperapalloni” che suda la maglia, con grinta e testardaggine, alleggerendo il lavoro dei difensori, arrestando le manovre degli avversari. Qualche settimana fa aveva dichiarato: “Chiunque verrà al ‘Ceravolo’ non troverà una squadra morta e noi daremo battaglia”. Volendo proprio trovare una pecca, vi è la scarsa confidenza con il gol: un’esultanza con i giallorossi a questo punto sarebbe più che mai legittima! Il nostro responso? Promosso a pieni voti! Da confermare per la prossima stagione.

 

Cosimo Simonetta

(dal n.17 ANNO III de “Il Giallorosso” – Catanzaro vs Messina)

Related posts

Finale Amatori, la Paolo Procopio si conferma regina della Calabria

admin

Playoff Prima Divisione: sarà Lecce-Frosinone la finale

admin

Patti si racconta: “Il destino mi ha sorriso regalandomi Catanzaro…”

admin