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Ingiustizia al “Ceravolo”: la Salernitana beffa le Aquile nel finale

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L'esultanza finale dei granata
L’esultanza finale dei granata

La Salernitana ritorna capolista sbancando per la prima volta nella sua storia il “Ceravolo” e proprio come all’andata risolve il match nei minuti di recupero. Dal canto suo il Catanzaro ha giocato con grinta e orgoglio necessari per onorare fino alla fine il campionato, scontrandosi più volte contro l’esperto portiere Gori ed una volta anche contro il palo. La beffa nel finale non deve cambiare le impressioni nei confronti delle Aquile che hanno concesso solo due tiri in porta. Ecco, l’unica cosa di cui rimproverarsi è il modo in cui si è subito il gol.

Mister Sanderra rispetto a Torre Annunziata cambia tre pedine. Giampà e Giandonato ritornano titolari e Calvarese prende il posto di Daffara. La Salernitana, considerando il pareggio del Benevento, imposta una gara guardinga, basata sul possesso palla, senza rischiare. L’US, invece, ha voglia di riscattare il pesante 4-1 per opera del Savoia. Da subito si capisce che Rigione e compagni hanno intenzioni belliche. Dopo una fase di studio, la prima occasione degna di nota arriva al ’23 quando Russotto si vede deviare in angolo da un grandissimo Gori un colpo di testa a botta sicura; precedentemente, un esterno destro di prima intenzione di Giampà aveva sorvolato il montante. Al ’27 Mancuso dribbla Lanzaro e da posizione decentrata colpisce il palo esterno. Il Catanzaro ci crede e al ’35 Russotto costringe Gori agli straordinari. Due minuti dopo è la volta di Zappacosta che spedisce alto un colpo di testa dal limite dell’area piccola. Granata non pervenuti nel primo tempo, pericolosi al ’39 con un cross di Tuia dalla trequarti che costringe Bindi in angolo. Poco prima gli ospiti si erano affacciati con una conclusione dalla distanza di Moro, agevolmente bloccata dal numero 1 giallorosso.

 

Nella ripresa è tutta un’altra gara. I granata costringono le Aquile ad abbassarsi, pur non producendo occasioni da gol. Rete che però arriva al ’65 quando Negro si ritrova da solo nell’area piccola e, servito da Gabionetta, non può far altro che insaccare. Difesa giallorossa sul banco degli imputati. Il Catanzaro non ci sta e lentamente costringe la Salernitana a difendersi. Al ’75 il già ammonito Lanzaro stende Russotto: per l’arbitro l’intervento è da ammonizione. Doppio giallo e granata in dieci. All’80 Gori si supera, prima su Razzitti e successivamente sulla ribattuta di Squillace. Ma all’83 è proprio il portiere ospite a regalare il meritato pareggio. Il tiro di Mounard (subentrato a Giampà) è centrale: Gori non blocca e Razzitti depone la sfera a porta sguarnita. Invece di premere sull’acceleratore le Aquile evidentemente si “accontentano” del pareggio (risultato che sarebbe stato comunque bugiardo) e al ’95 su una punizione dalla trequarti, Cristea è il primo ad arrivare sulla palla dopo la torre di un compagno e batte Bindi, scivolato nell’occasione. Anche stavolta difesa giallorossa colpevole, visto che oltre all’attaccante rumeno, c’erano altri due giocatori lasciati liberi indisturbati.


Se il Catanzaro manterrà questo atteggiamento, potrà ritagliarsi un finale di campionato con qualche bella soddisfazione, a partire dalla sfida col Lecce, sabato prossimo, senza Russotto. Ripartire con questo spirito, ma con più cattiveria e più lucidità in difensa: questo deve essere l’imperativo in casa giallorossa.

 

Ferdinando Capicotto

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