"La parola ai tifosi"

“La parola ai tifosi”: conosciamo Alfredo Angotti da Roma

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“Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno…”: la celeberrima opera manzoniana ha dato ispirazione alla redazione de “Il Giallorosso” di attivarsi per realizzare una rubrica veramente affascinante e che, siamo sicuri, susciterà il seguito di molti altri utenti. Inauguriamo oggi lo spazio dedicato ai tifosi delle Aquile sparsi in Italia e nel mondo! Una pagina rivolta a coloro che – ci venga consentito – non sono “tifosi comuni” e meriterebbero per questo l’opportunità di esporsi e dare testimonianza di una passione vissuta anche a migliaia di chilometri di distanza, con nostalgia e sofferenza. Attraverso racconti e aneddoti personali, Valentina Noto – gradita new entry della nostra famiglia – si occuperà di ricercare tutti quei tifosi che vivono al di fuori del perimetro calabrese, dando voce alle loro sensazioni… al loro cuore. Buona lettura!

 

Ai nostri lettori il nome di Alfredo Angotti magari potrà non dire nulla. Non ha militato in nessuna squadra, non è un allenatore, non ha mai fatto parte del mondo del calcio giocato. Eppure, vogliamo raccontarvi la sua storia perché fa parte di quei tantissimi tifosi nelle cui vene scorre sangue giallorosso, pur vivendo fuori dal territorio calabrese.

Classe 1964, è originario del quartiere San Leonardo, ma risiede a Roma da quando si è sposato ed è padre di tre figli. Per oltre venti anni ha lavorato come ingegnere in IBM e attualmente presso la società BNP Paribas Partners for Innovation, in cui si occupa dei servizi infrastrutturali per le banche italiane del gruppo e di tutti i servizi e progetti riguardanti la parte server e i sistemi base.

Se la fede per il Catanzaro gli fu trasmessa dal padre, purtroppo, con grande rammarico, non e’ riuscito a “contagiare” i suoi figli e tal proposito afferma: <<E’ naturale, è proprio un “patto di sangue”. Ho sempre avuto una grande passione per il calcio, al punto che a cinque anni ho imparato a leggere da solo tramite le figurine dei calciatori>>. Dall’infanzia sino all’età adulta, sono parecchi gli aneddoti che riaffiorano nella mente di Alfredo, quando si parla della sua squadra del cuore. Indimenticabile, è stata l’emozione della prima partita: <<E’ stata Catanzaro – Perugia, terminata 0-0, del 17 maggio 1970. La ricordo con grande nostalgia ed entusiasmo anche se Aristei sbagliò un rigore tirando proprio verso la porta sopra la quale ero posizionato>>. Sfogliando l’album dei ricordi, il tifoso Angotti non può fare a meno di raccontandoci della prima trasferta a cui prese parte, a Modena nel lontano 1977: <<La partita finì 2-2. Rossi e Palanca recuperarono l’iniziale doppio svantaggio. Anche in quel caso la mia insistenza fu premiata perchè eravamo in viaggio per Sanremo e chiesi a mio padre una piccola deviazione>>, ironizza.

Sebbene avesse lasciato Catanzaro per continuare il percorso universitario a Firenze, non ha mai smesso di seguire le Aquile, abbonandosi prima in Tribuna Numerata e, negli ultimi anni, in Tribuna Est, dal campionato 1971-1972 (il primo in serie A) a quello 1982-1983 (ossia l’ultimo in massima serie) e anche durante le due promozioni in serie B e quella sfiorata in seria A.

La partita più bella in assoluto? Sicuramente quel Catanzaro – Juventus in cui i giallorossi vinsero 1-0 e che sancì la prima, storica, vittoria in serie A grazie alla rete di Mammì: <<Ho ben impresso in mente la mia immagine di bambino di otto anni che, in braccio a gente che forse neanche conoscevo, insieme a tanti altri, prendevo a pugni la copertura della tribuna per manifestare gioia>>. Tra le memorie da tifoso, un ricordo in particolare lascia spazio all’amarezza: lo spareggio perso 3-1 col Sora ai supplementari del 2001.

Continuando nella nostra piacevolissima chiacchierata, per Alfredo Angotti sono di indescrivibile sensazione i match disputati dal Catanzaro contro le altre squadre calabresi, soprattutto con la Reggina : <<La prima volta in cui vidi il Catanzaro vincere contro gli amaranto, nel 1974 (2-1 con gol di Rizzo e Petrini) fu bellissimo. Ovviamente, nel mio cuore c’è anche la sfida con il Cosenza e il derby vinto 4-1 con tripletta di Surro nel 1984>>.

Ma qual è il ricordo al quale è legato con maggiore affetto? A questa domanda, Alfredo tentenna, indeciso tra due episodi che hanno segnato la sua vita da tifoso: il primo, riguarda una trasferta – partendo da solo – per omaggiare Palanca, ritornato da poco a giocare per il Catanzaro. Prese il treno da Firenze e viaggiò tutta la notte verso Teramo dove arrivò la mattina successiva, seguendo la partita nel mezzo di un diluvio pur di sostenere il suo idolo che purtroppo scivolò calciando una punizione. Dopo due settimane e precisamente il giorno del suo compleanno, a Cosenza ci fu il derby vinto dai giallorossi 3-1, grazie anche alla doppietta firmata dal grande giocatore. <<L’altro ricordo – spiega- è una partita giocata in campo neutro a Cosenza, Catanzaro – Bologna terminata 1-2 con gol di Banelli, Pozzato e Valmassoi. Prima di partire, correndo per casa presi una storta ma dissi a mia madre che non mi ero fatto niente. In realtà mi ero rotto il metatarso ma senza lamentarmi, camminai dal parcheggio allo stadio per quasi due chilometri pur di vedere la partita!>>. 

Assente dal territorio catanzarese da tempo a causa dei vari impegni personali e lavorativi, l’ultima partita seguita al “Ceravolo” è Catanzaro – Catania, di pochi giorni fa, in concomitanza del Sabato Santo e delle festività pasquali; a Catanzaro – Reggina dello scorso 30 dicembre, risaliva l’ultimo match visto, prima di questo. Nonostante viva nella Capitale, ciò non gli impedisce di seguire le vicissitudini delle Aquile, grazie alla piattaforma web nazionale a disposizione per la Serie C, presenziando all’ex “Militare” quando rientra in città, in occasione delle feste, per esempio.

Il racconto è scandito da ricordi commossi e ancora nitidi nella mente del nostro tifoso, accomunanti tutti i veri supporter dei giallorossi, anche se non manca qualche critica all’attuale team: <<Sono molto preoccupato perché la squadra mi sembra fragile e di scarsa personalità>>, ammette, essendosi atteso, inizialmente, un campionato tranquillo. Augurandosi che la presenza dell’allenatore Pancaro sia di buon auspicio per la chiusura del torneo aggiunge: <<In questa rosa non ci sono calciatori che mi appassionano troppo, ma se proprio dovessi esprimere un nome, direi che, dopo un inizio difficile, il portiere Nordi si sta rivelando l’elemento migliore>>.

Ad oggi, il Catanzaro si barcamena in bassa classifica, avendo condotto un cammino con scarsi risultati che lo hanno portato ad essere di poco sopra la quota playout, da evitare assolutamente. Affinché l’US possa tornare ai fasti di una volta, Angotti offre la sua chiave di lettura: <<Sarebbe opportuno scegliere persone competenti ed esperte della categoria, con calciatori abituati a vincere perché questi campionati sono dominati sempre dagli stessi>>.

Infine Alfredo vorrebbe mandare un messaggio di speranza rivolto sia ai tifosi, sia alla società: <<Io seguo e amo il Catanzaro senza condizioni. Anzi, è nei momenti più difficili che bisogna stare maggiormente vicini ai nostri colori. So bene che di anni neri ne abbiamo passati tantissimi, ma non dobbiamo arrenderci. I momenti belli torneranno! Al cuore non si comanda>>.

 

Valentina Noto

 

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