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“La regola” della Campania: il Catanzaro perde anche a Caserta

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Il portiere della Casertana, Fumagalli
Il portiere della Casertana, Fumagalli

Sesta sconfitta in otto incontri in Campania. Il Catanzaro non riesce a raccogliere punti nemmeno a Caserta. Al “Pinto” la gara termina solo 2-1 e ci permettiamo di dire “solo“, specie per quanto visto nel primo tempo, quando il risultato poteva essere ben più rotondo a favore dei padroni di casa. Aquile non pervenute nei primi quarantacinque minuti di gioco, ma questa non è una sorpresa. Nel secondo tempo Russotto e compagni hanno provato a riportarsi in gara e, complice l’atteggiamento rinunciatario dei Falchetti, hanno avuto un possesso palla più ampio. Probabilmente ha influito l’incontro che i rossoblu dovranno recuperare mercoledì, questo spiega il non voler premere l’acceleratore sul 2-0, preferendo risparmiare le energie. Nemmeno quando Razzitti ha riaperto il match con il rigore c’è stato quell’arrembaggio finale auspicabile, ma solo un possesso palla sterile. Di fatto Fumagalli non ha compiuto un intervento degno di nota nell’arco dei novanta minuti.

 

Mister Sanderra, al ritorno in panchina dopo le tre giornate di squalifica, schiera i suoi con l’annunciato 4-3-3. Davanti a Bindi agiscono Calvarese, Rigione, Ghosheh e Squillace; Giandonato play basso con Giampà e Zappacosta ai suoi fianchi; Russotto e Mancuso supportano il rientrante Razzitti.

 

Parte subito forte la Casertana con Cissé che al ‘3, da solo in area di rigore, cicca la conclusione, tirando abbondantemente al lato. Non passano nemmeno dieci minuti che per Sanderra fallisce l’esperimento 4-3-3, tornando al più classico 4-4-2 con Russotto dietro Razzitti. Al ’12 ancora Cissé in area tenta il colpo di tacco, ma Bindi blocca senza problemi. Poco dopo ancora Cissé (alla terza chance) non sbaglia e di destro fulmina Bindi. Catanzaro nel primo quarto d’ora non si è visto, se non per la difesa imbarazzante. Passano pochi secondi e di nuovo il centravanti guineano spaventa gli ospiti, ma il suo sinistro prende l’esterno della rete. Al ’28 raddoppio di Agodiryn, su cross di Mancino dalla sinistra, con la retroguardia giallorossa in bambola.

 

Nella ripresa il Catanzaro alza il baricentro e tenta di imbastire qualche azione, senza però creare grossi pericoli alla squadra di Campilongo. Al ’70 Mattera cintura in stile rugbystico Razzitti in area e l’arbitro Balice decreta la massima punizione per le Aquile. Lo stesso Razzitti calcia dal dischetto e realizza il 2-1, seppur l’estremo difensore Fumagalli avesse intuito. Ciò comunque non serve agli uomini di Sanderra ad alzare la testa e tirare fuori l’orgoglio; si registra sono una conclusione da fuori di Giandonato all’84, di molto fuori lo specchio. Termina 2-1.

Poco da aggiungere: per fortuna il Catanzaro non giocherà nessun’altra gara ai piedi del Vesuvio per questo campionato… e, per fortuna (scusateci), questo torneo sta volgendo al termine. Programmiamo l’avvenire.

 

Ferdinando Capicotto

 

 

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