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Le “nobili fallite” della Lega Pro… ma chi può permettersi il ripescaggio?

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Lillo Foti_presidente RegginaIl Venezia e la Reggina, undicesimo e ventunesimo capoluogo più grande del Paese, due pezzi di Serie A e di calcio italiano. Il Varese che solo tre anni fa aveva sfiorato la promozione nella massima serie, persa in finale playoff contro la Sampdoria. O il piccolo Real Vicenza. E ancora: Grosseto, Monza, Castiglione, Barletta. Il pallone italiano perde pezzi in provincia. Ieri è scaduto il termine per presentare (in seconda richiesta) la fideiussione necessaria a partecipare al campionato di Lega Pro, che partirà il prossimo 6 settembre (in ritardo rispetto al previsto, causa inchiesta calcioscommesse). E altre quattro squadre non ce l’hanno fatta, gettando la spugna e rassegnandosi alla scomparsa. Si sommano alle quattro che già non avevano depositato in prima istanza la domanda di iscrizione al torneo. In totale sono otto i buchi che si aprono nell’organico della prossima stagione di terza divisione.

Tommaso Miele_lega pro_commissarioLa crisi, infatti, oggi riguarda almeno un club su quattro della Lega Pro. Si decideva il destino di ben 12 società chiamate a presentare ricorso alla Covisoc dopo aver mancato il primo appuntamento a inizio luglio. Benevento, Ischia, Lupa Castelli Romani, Martina Franca, Paganese, Pisa, Savona e Vigor Lamezia ce l’hanno fatta solo in extremis. In totale, 16 club a rischio su 60 partecipanti alla Lega Pro. Il 25% delle società: una percentuale enorme ma non sorprendente, se si considera che dal 2000 ad oggi sono oltre 100 le squadre che non sono riuscite ad iscriversi ai campionati professionistici. Per chi ha depositato la fideiussione di 400mila euro (garanzia richiesta dalla Lega per evitare che eventuali fallimenti nel corso della stagione scatenino casi come quello vissuto dal Parma nell’ultima Serie A), il peggio dovrebbe essere passato: al massimo ci sarà una penalizzazione per il ritardo nella documentazione. Spetterà al consiglio federale di venerdì ratificare ufficialmente gli organici.

ULTRAS RegginaA questo punto in terza serie ci saranno almeno otto caselle da riempire (al netto di bocciature da parte della Covisoc e di eventuali sviluppi delle inchieste sul calcioscommesse). La Lega Dilettanti ha già stilato una propria graduatoria per i ripescaggi: in prima fila ci sono Sestri Levante, Monopoli, Fano, Taranto e Viterbese, oltre alle retrocesse l’anno scorso dalla Lega Pro (Pro Patria, Pordenone, Albinoleffe, Forlì, Gubbio, San Marino, Messina, Aversa Normanna). Si pescherà da questo bacino con la regola dell’alternanza (una dalla Lnd, una retrocessa). Ma tutte le squadre interessate a fare domanda, oltre a soddisfare i requisiti strutturali e a presentare la fideiussione ordinaria, dovranno destinare alla Figc un contributo a fondo perduto di 500mila euro. Una “tassa” per il ripescaggio decisa da Tavecchio e compagni. In tempi di crisi, in quanti potranno permettersela?

 

(FONTE: IlFattoQuotidiano)

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