Interviste

“L’entusiasmo non diventi euforia”: l’analisi di Erra

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Se il rischio di farsi trascinare dall’entusiasmo, dopo un inizio del genere, è tangibile, a mantenere un profilo basso, con lucidità e pacatezza, ci pensa Alessandro Erra, finalmente legittimato nel suo ruolo d’allenatore, dopo due “frammenti” di stagione, in cui si è dovuto limitare ad “abbozzare”, senza nulla da eccepire, su ciò che imponeva la vecchia proprietà. L’aria è cambiata e qualsiasi scelta tecnica passa al vaglio del tecnico giallorosso, unitamente al responsabile dell’area sportiva, Doronzo, presente a bordo campo, ieri, durante il match vinto con la Casertana.

Un buon esordio per il Catanzaro, davanti ad oltre seimila spettatori, sebbene nella ripresa, la squadra abbia palesato un fisiologico calo atletico, consentendo ai Falchetti di riversarsi in avanti: <<Casertana ottimo avversario. Era legittimo soffrire nella ripresa, visti i giocatori di cui dispone. Alla luce di quanto espresso nel primo tempo, il nostro successo ci sta tutto. Onore a loro, ma tutto è andato secondo determinati canoni, tenendo conto che siamo alla prima e i veri valori devono emergere>>, ammette il trainer delle Aquile a fine gara, soddisfatto dello <<spirito e della qualità del gioco>>. Su quanto messo in campo dalla squadra, il mister aggiunge: <<La squadra mi è piaciuta, anche quando ha combattuto su ogni pallone. Il fatto che ci si voglia battere col coltello tra i denti, durante le difficoltà, è un aspetto positivo. Dal punto di vista fisico, considerando che siamo a fine agosto, stiamo relativamente bene. Il gol subito a inizio ripresa ci ha tolto entusiasmo>>.

Erra quindi plaude ai suoi ragazzi, in particolare ai giovani, autentica risorsa dell’organico, sulla quale punta molto la società; nel complesso, “promossi” sia Imperiale che Puntoriere. Il giovane terzino, dopo aver collezionato diverse presenze lo scorso anno, ha ricevuto il “battesimo del fuoco” del debutto in casa, stando alle parole di Erra, <<ha fatto tutto ciò che poteva essere nelle corde di un ragazzo della sue età, costretto a fronteggiare avversari navigati per la categoria>>. Puntoriere, da par suo, <<ha delle “fiammate” e delle accelerazioni di categoria superiore, ma deve avere meno pause ed essere di più nel vivo del gioco, perché con le sue qualità può fare la differenza. La società mi ha chiesto di far crescere i giovani, per cui non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo: fare un buon campionato e portare su buoni livelli questi giovani, per avere la soddisfazione di vederli in alto>>.

L’uscita anticipata di Infantino per un guaio al polpaccio, ha fatto sì che il tecnico potesse tastare con mano da subito il “lusso” (?) di disporre di più sostituzioni nell’arco dei novanta minuti. Ciò però, potrà essere un’arma a doppio taglio, per tutti: <<Di volta in volta, si deve ragionare in base alle dinamiche del match, senza farsi condizionare dal potere di intervenire anche quando non serve. Occorrono lucidità e attenzione, perché i cinque cambi possono essere anche una trappola, snaturando un assetto tattico quando non c’è bisogno>>, osserva Erra, che, ha trovato la giusta lettura del match nello spostamento di Cunzi centravanti, sebbene avesse in mente di passare alla difesa a cinque, in corso d’opera, ma l’espulsione di Zanini ha fatto saltare tutti i piani. <<Con Cunzi “finto attaccante” (come veniva schierato a Pagani) abbiamo perso fisicamente sui calci piazzati, ma guadagnato in velocità. A dirla tutta, per le qualità che avevamo in campo, potevamo sfruttare meglio le ripartenze – rivela il mister-. Cunzi incarna lo spirito giusto. I tifosi vogliono vedere giocatori con questo atteggiamento, che si spendono in questo modo. Si è sacrificato nonostante la ferita. Volevo quasi cambiarlo ma ci teneva a giocare. Pur non al meglio della condizione, quando si ha la volontà si può sopperire con grande cuore>>. E’ proprio questa la chiave di volta.

Glissando su eventuali nuovi arrivi in chiusura di mercato e anticipando, intanto, che in Coppa Italia giocherà chi ha bisogno di inserire minuti nelle gambe, Alessandro Erra invita tutti a mantenere i piedi per terra: <<E’ giusto l’entusiasmo, ma non deve diventare delirio né euforia, altrimenti potrebbero innescarsi situazioni alla lunga spiacevoli. Il pubblico catanzarese è maturo e riesce a capire cosa fare quest’anno. Gli avversari determineranno il nostro valore, è inutile fare proclami, però sono convinto si possa fare un buon lavoro. Ho vissuto una giornata veramente emozionante, festeggio bene il mio onomastico>>.

 

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