Il Punto Interviste

L’ex Russotto ai microfoni: “Mi sento in colpa…”

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Nel 2007 il mensile inglese “World Soccer” lo aveva inserito tra i cinquanta giovani più promettenti al mondo, ma Andrea Russotto, uno dei simboli giallorossi del passato recente, anche a Catania palesa limiti caratteriali che ne pregiudicano le prestazioni.

Alla soglia dei trent’anni, il calciatore romano, deve forse arrendersi all’etichetta di “eterna promessa mai sbocciata”, sebbene resti uno dei migliori giocatori in circolazione, e non solo in Lega Pro. Contro la sua ex squadra (accolto da applausi e da qualche fischio, dal pubblico di casa), il centrocampista etneo ha messo più volte in difficoltà, con le sue serpentine zigzaganti sulla fascia, Sabato e Mancosu, creando insidie alla difesa del Catanzaro. Intervenuto in sala stampa, non sono mancate le stoccate da parte dei giornalisti catanesi, che gli rimproverano mancanza di carattere, pur riconoscendogli tutte le qualità tecniche: <<Credo ancora ai playoff. Sono consapevole di non offrire prestazioni all’altezza, come già capitato nei mesi scorsi>>, ammette l’ex beniamino dell’US. <<Siamo amareggiati. Mi sento colpevole per primo, non so che dire. E’ giusto ricevere insulti in questo momento, ma noi stiamo soffrendo per questa situazione>>, conclude, rasentando il pianto.

 

Cosimo Simonetta

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