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Lo speciale ricordo di Giuseppe Cosentino

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Il culto della sostanza e dell’entusiasmo, il ripudio delle apparenze. E’ stato e rimane Giuseppe Cosentino, imprenditore di successo di Cinquefrondi che ha salvato il Catanzaro dall’onta del secondo fallimento e subito capace, al primo tentativo, di centrare la promozione diretta in C1 con il Catanzaro di Ciccio Cozza, per poi conquistare i playoff con mister Brevi persi contro il “solito” Benevento. Mister Moriero, il ritorno di Kamara, l’esperienza con mister Erra in panca. Che dire, tante emozioni!

Imprenditore calabrese doc, un passionale che ripudiava le etichette ma anteponeva i valori e la lealtà a tutto e a tutti. Il compromesso non gli apparteneva, lo sanno bene tutti coloro che hanno avuto l’onore di lavorare al suo fianco e se aveva un obiettivo da raggiungere, non si arrendeva mai. Chi scrive ha avuto la fortuna di conoscerlo molto bene ed è difficile scrivere di una così bella persona perché il dolore annebbia la mente. Impressi nella memoria, tutti i suoi sorrisi e la sua esultanza da vero tifoso dopo la promozione conquistata al primo tentativo. Il suo correre sotto la curva “Massimo Capraro” come fosse un ragazzino vestendo la maglia giallorossa, senza fronzoli, un ultras, non un presidente che ricorreva ai freni inibitori all’essenza dei propri sentimenti.

In un mondo pallonaro intriso di fumo, ipocrisie, gossip e palloni gonfiati dal nulla, ha rappresentato la società giallorossa per sei stagioni. Ha scelto Catanzaro ed è rimasto malgrado il tessuto imprenditoriale locale dal 2011 al 2017 non gli abbia dato una grande mano, anzi. Le sponsorizzazioni e quelli che comunemente si chiamano “aiuti” locali, non sono arrivati come nelle aspettative iniziali. Ma lui si è rimboccato le maniche, ha lottato ed ha lasciato a Floriano Noto una società senza debiti e con i conti in ordine (l’attuale presidente ne è testimone).

L’abbraccio di tutto il Popolo giallorosso va alla famiglia Cosentino interamente coinvolta nella gestione del Catanzaro: alla signora Franca ed alle figlie Ambra e Gessica che a loro volta hanno ricoperto la carica di vicepresidente. Pur non essendo Catanzaro la città che gli ha dato i natali, ha profuso ogni sforzo per questi colori, senza calcoli, con tutto il trasporto necessario di chi vive prima di tutto di emozioni per raggiungere gli obiettivi.

Generalmente in questa Italia così malandata, si fa l’errore di riconoscere meriti e lodare qualcuno solo quando questo qualcuno non c’è più. È un pessimo vezzo italico che riconosce il giusto solo quando non ci sono più coloro che incarnano l’eccellenza. Per fortuna è un errore che, chi scrive, può raccontare di non aver fatto e il commosso racconto di un aneddoto ne è testimone: piena estate e sole che arroventa l’asfalto; spiaggia di Nicotera Marina affollata e strada deserta. Un uomo cammina mano nella mano con il proprio figlio che non veste magliette rossoneroazzurrenerobianche, ma quella del Catanzaro! Il silenzio della strada è interrotto da una Porche Cayenne con vetri fumé che dopo un po’ stranamente inchioda! Si apre lo sportello e scende Giuseppe Cosentino che accenna una corsa verso il bambino, lo prende in braccio e lo bacia fino a consumare le sue guance. Io ero quell’uomo, incredulo per l’episodio che stavo vivendo, quel bimbo, mio figlio.

Questo era ed è Giuseppe Cosentino, perché la morte ha solo traslato altrove il suo corpo. Imprenditore di successo che con la sua creatura GICOS ha proiettato anzitempo una realtà ad affacciarsi e competere con successo sui mercati internazionali. Ha investito nel calcio sempre con successo prima in qualità di top sponsor della Reggina, poi quale attore principale e patron del Catanzaro. Nella vita contano i fatti e Lui da gran lavoratore è stato un grande manager che ha saputo esorcizzare gli svariati stereotipi ridicoli che caratterizzano l’imprenditoria della nostra Italia a volte troppo intenta a guardarsi allo specchio a favore di narcisismi infruttuosi che nutrono solo il proprio ego. Giuseppe Cosentino, serio e determinato, ma allo stesso tempo elastico e passionale. Trasparente nel suo volto che mai ha taciuto emozioni regalandole ad un Popolo, quello giallorosso, che ancora oggi lo applaude e lo ricorda con tanto affetto e stima.

Grazie Presidente Cosentino! Sei e resterai sempre con tutti noi.

 

Giuseppe Mangialavori

 

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