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L’ultima di campionato, la “prima” di D’Urso

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Massimo D'Urso_lecce“Catanzaro, Anno 0”. L’ultima gara di campionato, per come sono andate le cose, in particolare nei giorni scorsi, rappresenterà il prologo di ciò che sarà. Il match contro la Lupa Roma, che non avrà nulla da dire in termini di classifica, segnerà una linea di mezzo tra il presente e il futuro, un “limbo”. Già da lunedì, presumibilmente, ci si siederà per abbozzare le linee guida del campionato 2015/2016 che avrà Massimo D’Urso al timone.

Deposti i panni da “vice” ed accolto non senza scetticismi, il neo-tecnico tecnico del Catanzaro si proietta da subito alla prossima stagione, senza lasciare nulla di intentato, a cominciare dall’impegno contro la compagine laziale, da onorare al meglio: l’US vuole (e deve) congedarsi dal “Ceravolo” con un risultato positivo. Nel presentare il match, D’Urso parla quindi di “cuore e determinazione” da mettere in campo tra poco, lieto e lusingato dell’incarico affidatogli in settimana da Cosentino. Consapevole di essere un “semi-esordiente”, l’allenatore giallorosso è noto per l’impegno quotidiano messo al servizio di una società che lo ha “adottato” quattro anni fa e se oggi ha deciso di puntare su di lui, lo ha fatto per le competenze emerse, oltre allo spessore umano di una persona educata e perbene, che ha fin qui operato in regia, lontano dai riflettori. Un trampolino di lancio per lui, poco più che quarantenne, cosciente delle responsabilità che derivano guidando la squadra di una città con un blasone alle spalle ed affamata di rivincita. Ecco, nella sua esperienza, proprio il pubblico catanzarese lo ha “svezzato” e formato, preparandolo ad un ruolo non più da “co-autore”, ma da “protagonista”

Inutile negarlo, la gente attende sempre il “grande nome”, il “big” anche per la panchina, senza aver evidentemente imparato dagli errori di valutazione e dai flop del recente passato. Per l’appunto, anche in questo dobbiamo crescere tutti quanti, tifosi e addetti ai lavori; sarà un’occasione di rinascita per tutti noi che ambiamo al massimo, a ragion veduta; per centrare un obiettivo occorre fare le cose per gradi, un passo alla volta. I risultati arriveranno. D’altra parte, la storia, anzi, l’attualità insegna, così come capitato al Carpi: i grandi nomi apportano entusiasmo nella massa, ma per vincere serve motivazione, equilibrio e giusta mentalità. Sono stati questi gli ingredienti del trionfo del 2011/2012, come lo stesso D’Urso sottolinea, soffermandosi anche sul rapporto di stima reciproca con Ortoli, del cui destino si discuterà a breve; il Presidente però, parre intenzionato a portare avanti il rapporto con il Direttore Sportivo, nonostante gli errori grossolani partoriti  in questo campionato.

Contro la Lupa Roma, dunque, l’assetto non dovrebbe discostarsi dal 3-5-2, (in settimana sono state valutate alternative tattiche), e non è da escludere l’inserimento di qualche Aquilotto a gara in corso. Insomma, stando a quanto annunciato dal mister, dovrà essere una partita che possa “depurarci” dalle cose negative che hanno contraddistinto quest’annata, auspicando un grande seguito di pubblico. Un pubblico che merita di non essere più disatteso e che vuole voltare pagina.

 

 

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