"Match analysis": la Reggiana di Alessandro Nesta, prossimo avversario delle Aquile

Scritto da  Mar 06, 2024
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Ventinovesima giornata di campionato per i giallorossi di mister Vincenzo Vivarini, impegnati in casa contro la Reggiana di Alessandro Nesta.

La Reggiana di Alessandro Nesta arriva al “Ceravolo” di Catanzaro sabato 09 marzo.

Entusiasmo alle stelle per mister Vivarini e i suoi, dopo l’importantissima vittoria arrivata la scorsa settimana al “San Vito-Marulla” contro i cugini rivali di Cosenza. Un derby che ha scatenato troppi malumori nella tifoseria cosentina nel post gara creando disordini nell’uscita dei tifosi ospiti dallo stadio. Tra fermi, sospensioni e multe, la squadra è rimasta comunque concentrata svolgendo la settimana di lavoro tra il campo di allenamento di Giovino e lo Stadio per preparare al meglio la sfida contro gli emiliani. L’obiettivo come in ogni gara, sarà quello di provare ad allungare la striscia positiva tracciata nelle ultime settimane e permettere alla proprietà Noto di consolidare un quinto posto in classifica molto importante in ottica play off in questo primo anno di Serie B.

Come match analyst della Redazione, andrò a scoprire tatticamente la Reggiana di mister Nesta.

La passata stagione è stata decisamente importante per la Reggiana che con un solo turno di anticipo ha ottenuto la promozione in Serie B a due anni di distanza (l’ultima volta ci arrivo battendo il Bari di Vivarini in finale play off a Reggio Emilia, squadra allenata da Alvini e il Catanzarese Renato Montagnolo). Un successo meritato per una squadra che ora ha bisogno di lottare fino alla fine per giocarsi le proprie chance di salvezza. Alla guida del club troviamo oggi mister Alessandro Nesta: andiamo a vedere il suo sistema di gioco.

Gli amaranto scendono in campo con il 4-3-1-2: un sistema di gioco che ha dei meccanismi ben precisi e, per questo, serve tempo affinché i calciatori riescano ad esprimersi al meglio. Davanti al portiere collocati quattro difensori e, con un tecnico come Alessandro Nesta, difensore di ruolo da calciatore, la fase difensiva diventa molto importante e semplice da assimilare.

In una recente intervista spiega che <<l’attacco agli avversari al momento giusto, crea il necessario per far alzare la squadra a livello di baricentro e quando è meglio stare bassi, conviene chiudere tutte le linee di passaggio>>. Ritornando all’analisi, il compito dei centrali difensivi è quello di essere bravi e capaci nella lettura dell’anticipo in modo da far ripartire l’azione il più velocemente possibile. I terzini, invece devono accompagnare la manovra offensiva, senza tutta via lasciare scoperta la squadra in caso di riconquista della palla dall’avversario di turno. Un sottilissimo equilibro si raggiunge soltanto con il tempo e, soprattutto, con il lavoro: un esempio è proprio in casa nostra con il lavoro svolto da mister Vivarini in questi anni.

Fondamentale anche il ruolo del centrocampista centrale che deve fungere da perno del reparto. Dettare i tempi e ritmi di gioco, e garantire il giusto equilibrio tra le due fasi (quella di possesso e quella del non possesso) in modo da far muovere la propria squadra come se fosse un vero e proprio elastico.

Compito per nulla semplice ma fondamentale per le mezzali. Avere la giusta alternanza tra la fase offensiva e quella difensiva è il loro compito in campo. Andando a spiegare meglio questo concetto, i due giocatori dovranno essere bravi sia ad aiutare la squadra in fase di non possesso sia ad inserirsi alle spalle della difesa avversaria in modo da avere una soluzione in più all’interno dell’area di rigore e quindi offrire superiorità numerica nei confronti della difesa avversario. Anche in questo caso servono movimenti perfetti per evitare qualsiasi tipo di squilibrio di squadra:

Ruolo molto importante anche per il trequartista che deve mettere le due punte nelle giuste condizioni di far male alla difesa avversaria agendo tra le linee e non dando punti di riferimento in modo da farsi trovare (quasi) sempre libero dal proprio compagno:

Le due punte, nel 4-3-1-2, devono muoversi alla perfezione; una viene incontro e una attacca la profondità in modo da dare due opzioni di sviluppo di manovra alla squadra. Altra cosa fondamentale è la copertura dell’area di rigore con uno ad attaccare il primo (o il secondo palo) e un altro a restare in mezzo. Ultimo, ma non per questo meno importante, è la protezione della palla e il favorire l’inserimento dei propri compagni.  

In conclusione, questo è il modo di giocare della Reggiana di Alessandro Nesta tratto dall’analisi, un sistema di gioco con dei meccanismi ben precisi.

L'approfondimento integrale insieme a pillole tattiche di match analysis, aneddoti e dati statistici, nel Settimanale in edicola o in formato digitale:

Niccolò Brancati

IlGiallorosso.info
Redazione
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