"Match analysis": il Brescia di Rolando Maran, prossimo avversario delle Aquile

Scritto da  Mar 15, 2024
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Trentesima giornata di campionato per i giallorossi di mister Vincenzo Vivarini, impegnati in trasferta contro il Brescia di Rolando Maran.

Con l’inaspettata battuta di arresto contro la Reggiana di Alessandro Nesta, avvenuta nel weekend tra le mura del “Nicola Ceravolo”, il Catanzaro interrompe la striscia di sette risultati utili consecutivi iniziata in casa con il Palermo, gara terminata 1-1. Riavvolgendo il nastro, all’andata Catanzaro-Brescia terminò 2-3. Per i supporter giallorossi la prestazione della formazione di mister Vivarini è da dimenticare, nonostante un ottimo primo tempo disputato. La brutta rimonta avvenuta nella seconda frazione di gioco, da 2-0 a 2-3, ha condizionato le prestazioni dei giallorossi, avviandoli in un pericoloso tunnel di sfiducia e mini filotto di risultati negativi. Oggi il Catanzaro è certo della permanenza in categoria visti i 48 punti in classifica e un distacco di +10 sulla settima della classe che è proprio il Brescia, prossimo avversario. Il club giallorosso del patron Noto, oggi è ritornato a disputare le gare con quelle prestazioni di gioco fluido e spensierato che ci aveva ben abituato ad inizio stagione, facendoci sognare in grande. Il prossimo match contro i “fratelli” Bresciani nello stadio “Mario Rigamonti”, lo possiamo definire un antipasto dei prossimi play off di Serie B che inizieranno il prossimo16 maggio.

Come analista della redazione, grazie alle immagini della Lega di Serie B, cercherò di illustrare tecnicamente e tatticamente il pensiero di Maran calato nel club lombardo.

I precedenti di Brescia - Catanzaro sono 19: 7 vittorie delle Rondinelle, 9 pareggi e 3 successi dei calabresi. L’ultimo blitz del Catanzaro al “Rigamonti” risale al 9 febbraio 1986: decisivo un autogol di Giuliano Giorgi. A fine stagione biancoazzurri promossi in serie A, giallorossi retrocessi in C.

Tornando al presente, la cura Maran è iniziata lo scorso 14 Novembre. L’esonero di Gastaldello ha portato i suoi frutti al padron Cellino “che ha portato il tecnico trentino dopo 17 anni sulla panchina del Brescia” e alla piazza bianco-azzurra. I principi di gioco di mister Maran sono quelli di un calcio ordinato e non troppo propositivo, essendo un allenatore abituato a allenare squadre con l’obbiettivo di salvarsi o per competere a campionati mediocri.

In fase di possesso il Genoa si schiera con un 4-3-2-1, stile albero di natale, con Bianche e Galazzi che vanno a fare i trequartisti dietro la punta Gennaro Borrelli.

La fase di costruzione del Brescia avviene sia dal basso che in maniera diretta con un lancio lungo. Quando parte dal basso i due terzini si alzano e si crea un rombo con i 3 difensori e il mediano Bisoli, ogni tanto Bertagnoli si scambia proprio con Bisoli come perno basso del centrocampo. Quando invece si opta per una costruzione diretta Avella fa alzare tutta la squadra per creare densità a centrocampo e provare a servire Borrelli con un lancio lungo. Lo sviluppo passa prevalentemente per i piedi di Bisoli e Van de Looi, il secondo essendo più forte tecnicamente ha il compito di portare palla per favorire lo sviluppo dell’azione offensiva.

Il punto forte con una maggiore frequenza di palloni giocati è l’asse di destra strutturato da Dickmann, Bisoli e Galazzi. Mister Maran sfrutta la fascia per controllare il possesso palla e determinare l’evoluzione della manovra: 

In fase di non possesso il Brescia si copre molto, infatti passa ad un classico 5-3-2 o con i due esterni che si abbassano sulla linea dei difensori, il centrocampo è quasi sempre scaglionato con i 3 centrocampisti che alternano la pressione sul portatore di palla, stessa cosa tra i 3 difensori centrali , infatti uno di essi si sgancia dalla linea difensiva per andare in pressing sul portatore di palla nella sua zona o per coprire una linea di passaggio, la prima linea di pressing è composta da Borrelli, il quale va sempre ad aggredire il primo costruttore di gioco avversario: 

In attacco Maran ha piazzato un centravanti a fare il centravanti: Borrelli fa salire la squadra e fa gioiosamente a sportellate coi difensori:

Giocatore classe 2000 col fiuto del gol, molto bravo tecnicamente e che sa usare al meglio la sua importante struttura fisica per intimidire le difese avversarie “tanto lavoro per Scognamillo, Antonini – sicuramente suo cliente per struttura fisica – e Brighenti”. Il suo punto di riferimento, come dichiarato in un’intervista rilasciata ai tempi del Monopoli in Lega Pro, è EdinDzeko, attaccante ex City e Inter: 

L'approfondimento integrale insieme a pillole tattiche di match analysis, aneddoti e dati statistici, nel Settimanale in edicola o in formato digitale:

Niccolò Brancati

IlGiallorosso.info
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