"Match analysis": il Modena di Paolo Bianco, prossimo avversario delle Aquile

Scritto da  Apr 12, 2024
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Trentatreesima giornata di campionato per i giallorossi di mister Vincenzo Vivarini, impegnati in trasferta contro il Modena di Paolo Bianco.

La gara Modena Catanzaro aprirà la trentatreesima giornata del campionato: l’anticipo di venerdì sera in programma alle 20:30 di serie B con un settore ospite colorato da oltre 1500 tifosi giallorossi.

Archiviata con tanta amarezza la gara casalinga contro il Como, in particolare per l’episodio finale marchiato dalla rete annullata ad Antonini da parte del signor Di Bello con l’avallo della Var, il Catanzaro e il suo mister Vivarini si sono ritrovati a lavorare in vista del match contro il Modena già da domenica pomeriggio effettuando una seduta di scarico. Arrivano anche notizie positive dall’infermeria, in settimana disponibili tutti i calciatori, al rientro prezioso anche il difensore Nicolò Brighenti.

Novità , sul manto erboso dello stadio “Ceravolo”, in settimana, si è lavorato sulla coppia di centrocampo Ghion - Petriccione, nuova possibile soluzione tecnico-tattica per il Catanzaro in questo finale di campionato.

Spostandoci in casa Modena, i canarini arrivano al match dopo il pari conquistato a Terni con tante occasioni sprecate. Da due mesi a questa parte hanno ottenuto un margine di quattro punti sulla zona play-out e non vincono una partita da fine gennaio. Dopo il 3-0 nel derby con il Parma, la squadra ha collezionato in dieci gare, otto pareggi e due sconfitte, che hanno messo pure in discussione la guida tecnica di mister Bianco.

Nelle prossime righe, come match analyst della Redazione mi soffermerò su mister Bianco e il suo gioco, incentrato sulla posizione del portiere moderno.

La gara dell’andata disputata al “Ceravolo” contro il Modena è rimasta in testa al tecnico abruzzese, la sconfitta di 1-2 al minuto 94’è stata pesante, preceduta dalla traversa di Ambrosino qualche secondo prima.

Da quella gara sono passati tanti giorni e mesi, scopriamo come Paolo Bianco mette in campo la sua squadra con il 3-5-2, sistema di gioco differente dal suo credo calcistico, evoluto al primo sistema di gioco utilizzato nella prima parte di stagione quando il Modena ha giocato con il 4-3-1-2.

Tra i pali troviamo l’esperto e insostituibile Seculin. Davanti a lui una linea difensiva a tre i cui centrali sono Pergreffi  -Zaro - Riccio, tre difensori esperti che confermano di rappresentare un punto di partenza e forza importante. Soffermandoci su un singolo, importante anche il difensore marocchino Oukhadda: parliamo infatti di un giocatore duttile dal punto di vista tattico che può essere impiegato anche come esterno alto “impiegato nella foto come braccetto a dx”.

Al centro del campo troviamo Palumbo, calciatore tecnico, abile nella costruzione della manovra con una buonissima visione di gioco e la possibilità di andare a dettare tempi e ritmi di gioco. Ad aiutare nella fase del non possesso abbiamo Magnino, giocatore forte fisicamente e dotato di una buonissima corsa “avversario ostico per il belga Jari Vandeputte”

Parlando di tattica collettiva, nella prima fase di gioco, la costruzione per la maggiore della volte ha inizio con uno schieramento 1+3+2 come rappresentato in immagine, ma ricordiamo che spesso può variare per scelte tattiche condizionate dall’avversario di turno.

Il calcio non è una scienza esatta!

 

Mister Paolo Bianco è uno dei tanti discendenti dalla scuola di mister De Zerbi “è stato suo vice al Sassuolo”. Abbiamo potuto notare come molte delle volte viene attribuita la costruzione dal basso associato al possesso di palla. Nell’immagine sottostante segnaliamo una costante della fase del possesso che è quella del portiere uomo di movimento aggiunto al reparto di difesa. Andrea Seculin è un portiere esperto per la categoria visto il suo passato nella serie maggiore con le maglie di Chievo Verona, Fiorentina e Sampdoria. I suoi punti di forza sono: passaggi lunghi che permettono di alzare il baricentro nei confronti della squadra avversaria e parate e tiri dalla lunga distanza. Debole nelle uscite sui cross e nella concentrazione.

Il ruolo del portiere nel calcio moderno ha bisogno di conoscere e possedere capacità di lettura tattica, riconoscere le posture di gioco dei propri compagni durante un match, deve saper conoscere lo smarcamento, deve saper parare e saper giocare sotto pressione avversaria oltre che sotto pressione psicologica. Il portiere giocata palla (come notiamo con Seculin nell’immagine, ma anche con il nostro Fulignati), al giorno d’oggi, non può più stare fermo e disinteressarsi dell’azione. I suoi riferimenti variabili sono e devono essere: palla, compagni ed avversari.

In serie B stiamo notando come sia importante e fondamentale l’interpretazione della fase di Non Possesso.

Non esiste un sistema di gioco perfetto che permette di vincere le partite per il solo posizionamento dei giocatori in campo. Ogni modulo ha le sue peculiarità, i suoi punti di forza e di debolezza. La contrapposizione del modulo 3-5-2 o 3-4-2-1 al 4-4-2 in fase difensiva, prevede i 3 difensori centrali ed i due laterali ha svolgere con molta attenzione gli spazi laterali attaccati dalle punte larghe del 4-4-2. Il 3-5-2 infatti non prevede un difensore in partenza sulla fascia laterale, questo spazio deve quindi essere occupato o da un laterale oppure dal centrale difensivo più vicino alla zona laterale. Ci deve quindi essere una maggiore comunicazione tra centrali difensivi e laterali, le situazioni vanno quindi lette ed interpretate a seconda dei casi. I laterali spesso hanno il compito di avanzare per dare superiorità al centrocampo e addirittura all'attacco, rientrando subito in posizione difensiva. Questo tipo di difesa deve quindi essere molto affiatato e comunicativo e dipende molto dallo schieramento avversario, ad es. contro il 4-4-2 è inutile mantenere 3 difensori fissi al centro, ma i difensori centrali avranno il compito di doversi allargare spesso per andare a prendere gli attaccanti esterni quando non c'è la copertura del laterale. E' quindi un modulo molto dinamico che prevede l'interpretazione difensiva dei laterali e dei 3 centrali per la ricerca dell'equilibrio necessario per coprire tutta la zona difensiva e il necessario aiuto al centrocampo per la fase di possesso palla ed impostazione.

Da trequartista, alle spalle delle due punte, Paolo Bianco punta su Tremolada; visione di gioco ma soprattutto una buona tecnica con cui andare a mettere in difficoltà la difesa giallorossa guidata da Brighenti/Antonini e Scognamiglio. In avanti iniziamo da Manconi che può essere impiegato anche come ala offensiva e, infatti, e una delle sue caratteristiche principali è proprio la capacità di andare a saltare l’uomo nell’uno contro uno. Continuando sulla presentazione di Manconi, centravanti più d’area di rigore, è abile nel gioco aereo e permette di far salire la squadra nei momenti di difficoltà proteggendo palla con il suo fisico.

Questo, dunque, è il sistema di gioco del Modena. Un 3-5-2 o 3-4-2-1 dove il trequartista e le due punte hanno le possibilità di trascinare la squadra ha raggiungere l’obiettivo finale, la permanenza della categoria.

L'approfondimento integrale insieme a pillole tattiche di match analysis, aneddoti e dati statistici, nel Settimanale in edicola o in formato digitale:

 

Niccolò Brancati

IlGiallorosso.info
Redazione
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