Mercoledì, 22 Settembre 2021

Amarcord

A partire da questo numero del Settimanale, prende vita una rubrica quanto mai interessante per i tifosi giallorossi, dedicata alle maglie storiche utilizzate dal Catanzaro dalla sua nascita fino ai giorni nostri.

La partita di sabato 14 agosto al Bentegodi contro l’Hellas Verona valida per il turno eliminatorio di Coppa Italia riporta inesorabilmente la mente dei tifosi giallorossi a un’altra data, quello dello storico confronto contro gli scaligeri. Stiamo parlando del 26 giugno 1975, spareggio per la promozione in Serie A sul campo neutro di Terni. Fu una data triste per vari motivi, non solo per la sconfitta dei giallorossi, ma anche per la scomparsa del tifoso Carlo Maria Tallarico, perito tragicamente proprio mentre si stava recando a vedere lo spareggio con una delle tante carovane giallorosse di quel tempo.

L’arbitro, è un tal Sergio Gonella di Asti, esperienza internazionale che nel 1978 arbitrerà la finale dei mondiali Argentina-Olanda 3-1). Questa volta sarà ancora un internazionale ad arbitrare, il piemontese Luca Pairetto, figlio del più famoso Pierluigi: chissà se anche a lui toccherà tra qualche anno arbitrare una finale di coppa del mondo…

Le due squadre si schierano con le seguenti formazioni:

Catanzaro: Pellizzaro, Silipo, Ranieri (16′ Papa), Banelli, Maldera, Vichi, Nemo, Vignando, Piccinetti, Braca, Palanca. All.: Di Marzio

Verona: Porrino, Nanni (68′ Cozzi), Sirena, Busatta, Gasparini, Madde’, Luppi, Mazzanti, Vriz, Franzot, Zigoni. All.: Mascalaito

Lo stadio di Terni si presentava con un colpo d’occhio giallorosso da far paura, qualche migliaio di tifosi gialloblù in mezzo a uno stadio letteralmente invaso da catanzaresi.

Segnerà per il Verona il grande e compianto Roberto “Pantofola” Mazzanti, fu lui a regalare la Serie A agli scaligeri segnando un gol da antologia al Catanzaro dopo 25 minuti. Lo chiamavano “Pantofola”, era stato Valentino Fioravanti a dargli quel soprannome, perché Mazzanti sembrava “giocare in pantofole”, lento che sembrava non arrivare mai e invece faceva arrivare il pallone. 

Quanto accaduto fuori dal campo sconvolgerà intimamente Gianni Di Marzio che deciderà di restare un altro anno per dare di nuovo e con successo la scalata alla promozione. E lo ribadirà più volte negli anni: “Il presidente forse mi prese per pazzo quando gli chiesi un premio promozione. Firmai un contratto come un qualsiasi dipendente. Guadagnavo pochissimo. Comprammo questi giovanissimi, tra cui Nemo, Vichi, Ranieri e Palanca dal Frosinone. Riuscimmo a creare una simbiosi tra pubblico, squadra e città.  Tutto questo fu determinante per farci arrivare allo spareggio in quella giornata disgraziatissima di Terni”.

Anche allora come oggi, un “Novara” di mezzo nel cammino delle due squadre, uno strano destino: un Verona che nel 1975 pareva già cotto prima di cominciare fu affidato a Gigi Mascalaito che di quel Verona aveva raccolto l’eredità di Cadè, esonerato da Garonzi proprio dopo lo 0-2 di Novara. Il Catanzaro che 46 anni dopo passa dal “Piola” di Novara per guadagnarsi i trentaduesimi di finale di Coppa Italia. La differenza è che però Novara è ora sul cammino del Catanzaro e non degli scaligeri, chissà che la storia tenga conto di questo e faccia girare la ruota!

Tarcisio Burgnich, ex allenatore di una delle più belle formazioni del Catanzaro, stagione 1980-81, è venuto a mancare all'età di 82 anni, proprio il giorno del 50° anno dalla scomparsa del suo compagno e amico Armando Picchi, a cui deve il soprannome "Roccia".

Le parole di Costanzo Celestini che proprio oggi 14 maggio compie 60 anni, sull'episodio che lo vide protagonista al "Comunale" nel rigore che valse il 20° scudetto alla Juve il 16 maggio del 1982.

04 maggio 1980, stadio "Friuli", il Catanzaro di Carletto Mazzone conquista la vittoria e i due punti fondamentali nella conquista di quello che lo stesso allenatore romano definì "lo Scudetto dell'Onestà".

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