Sabato, 31 Luglio 2021

US, il direttore Pelliccioni si presenta In evidenza

Scritto da  Giu 22, 2021
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 Sorriso rassicurante, accento sammarinese, ma poche, concrete parole.

Preferisce appellarsi al giudizio dei fatti, Alfio Pelliccioni, direttore sportivo designato dal Catanzaro Calcio, presentato questo pomeriggio negli uffici della sede dell’US, alla presenza della famiglia Noto e del direttore generale Diego Foresti.


Indubbiamente volti distesi quelli incrociati presso la sede del sodalizio giallorosso, perché l’alba di un nuovo giorno è qui e l’obiettivo resta invariato: migliorare, migliorarsi. Tuttavia, migliorare un secondo posto, può voler dire una cosa non semplicissima: vincere da protagonisti. E per vincere le componenti da far coincidere sono molte e complesse. A far gli onori di casa in primis, il presidente Floriano Noto il quale, nel prendere parola, coglie l’occasione per addentrasi nell’analisi della stagione appena archiviata (con un brillante secondo posto, nonostante la deludente eliminazione playoff contro l’Albinoleffe) e per tracciare proprio una cronistoria dell’operato da parte della proprietà. Tocca quindi a Diego Foresti introdurre il neo-ds svelando un retroscena: Pelliccioni aveva provato a portare Calabro al Cesena, due anni fa, da Viterbo. Oggi, i tre, si ritrovano a lavorare insieme, anzi, parafrasando Foresti, "a fare la guerra". Direttore che, nel presentarsi ai giornalisti, puntualizza da subito un aspetto: “Cosa dire? Conosco tutte le categorie di C, posso dare lavoro, competenza e serietà. Difficilmente mi vedrete parlare ai microfoni, preferisco i risultati sul campo alle chiacchiere”. Poi una battuta (che battuta, non è): “Io ho centrato nove promozioni, adesso vorrei ottenere la decima”. Un auspicio forte, soprattutto se si fa la tara del peso specifico che ha una città vogliosa di ribalta ed esigente come quella catanzarese che, negli anni, ha sempre dimostrato di nutrire un preventivo scetticismo negli avvicendamenti dirigenziali (legittimo o ingiustificato?).


Un lavoro all’insegna della continuità, sia per quanto riguarda lo scheletro dell’organico, che si costituirà su diversi calciatori che hanno composto la rosa del torneo passato, sempre sulla linea disegnata da mister Antonio Calabro: “Prima di venire qui ero a conoscenza del tipo di impegno che mi sarei assunto – dice Pelliccioni -. Vorrei provare ad alzare l’asticella, come è stato fatto l’anno scorso, qui. Arrivo per questo con entusiasmo e stiamo già lavorando col mister e con la proprietà. Posso garantire lavoro, quello non verrà mai meno. E riuscire ad allestire una squadra più competitiva di prima”, annuncia.
Sul contratto stipulato (legame annuale per il ds), Foresti sgombera il campo immediatamente da illazioni come se ciò costituisse una ‘mancanza di fiducia’: “A dire il vero è stato Pelliccioni stesso a volere un anno di contratto, perché, nel contattarlo, ci ha detto ‘voglio giocarmela’, circa la possibilità di restare in futuro”. A fargli eco, lo stesso Pelliccioni: “A Mantova avevo un contratto di un anno, poi sono rimasto per quattro anni e sei mesi”.


Citazione doverosa, sul lavoro di Massimo Cerri, direttore sportivo uscente, al quale occorre dar merito per il lavoro svolto che ha prodotto un piazzamento dietro una Ternana che ha stravinto il campionato: “Il ds non è stato certo cambiato come se ciò significasse un ‘fallimento’, tutt’altro! Per arrivare secondi tutti hanno dato il 110 percento! Cerri è andato via per delle valutazioni fatte dalla proprietà – dice Foresti – ma lo ringrazio, abbiamo un rapporto straordinario, resta un uomo d’altri tempi. Anzi, la cosa non giusta nei suoi confronti, è che qualcuno lo avesse giudicato nel mercato di gennaio ancor prima che arrivassero i giocatori”.


Applausi per Carmelo Moro, presente nella sala conferenze, come ringraziamento per l’ottimo lavoro (che perdura da ben nove anni, fin dalla prima Era Cosentino) con il settore giovanile, in particolare con la formazione guidata da Giulio Spader, che ha vinto con merito il campionato. Primavera dalla quale, dunque, si andrà senz’altro a pescare, per il futuro immediato.
Impegnandosi a far sì che il Catanzaro si presenti in ritiro già con trequarti dell’organico allestito (includendo almeno quattro dei brillanti aquilotti reduci dalla Primavera 3), Pelliccioni dimostra di sapere “il fatto suo” sul girone meridionale: “Io uso sempre informarmi sulle realtà dei miei avversari. Anni fa son venuto nel girone C dal nord per conoscerlo e sono stato premiato, tra l’altro, come miglior direttore sportivo della Serie C. Diego Foresti, però, ha puntato su di me per la mia conoscenza globale della categoria”. E poi aggiunge: “Faccio un appello, dettato dall’esperienza. Non serve solo avere grandi giocatori per vincere un campionato! Non basta. Occorre remare tutti nella stessa direzione, per vincere e vale per giornali, tifosi, società, giocatori. Senza queste componenti, si fa fatica, dappertutto”.


"Il mio compito e di mister Calabro è più semplice e più difficile al tempo stesso – rivela Foresti -. Arrivando undici mesi fa, ci siamo chiesti ‘come facciamo?’ nel vedere quell’aspetto depresso in tutti. Mi rende quindi orgoglioso l’aver fatto ritrovare l’entusiasmo ai tifosi ed alla proprietà, grazie al lavoro sinergico di tutto, dai ragazzi allo staff. Oggi è molto più semplice per noi, perché abbiamo una base di lavoro, con le stesse persone, sappiamo come affrontare certe situazioni. Ma è comunque molto difficile, perché siamo arrivati secondi”.

Infine, una battuta di Floriano Noto, il quale parlò di “transizione” nel rilevare il Catanzaro Calcio nel luglio 2017 e di “ottimizzazione” lo scorso anno: “Oggi? Migliorare”, dice il presidente.
L’entusiasmo, come sempre, non manca.

Cosimo Simonetta

IlGiallorosso.info
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