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“Nelle nostre mani la possibilità di riscattarci”: Auteri suona la carica

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Vigilia di match per il Catanzaro. Poco più di 24 ore e i giallorossi torneranno in campo. Un “evento” vero e proprio, se si considera la gravità di ciò che stava accadendo tre mesi fa, che non lasciava presagire un ritorno alla normalità. Eppure, siamo ben lontani dalla normalità. Campionato “mozzato”, playoff “ad handicap” con la rinuncia di alcuni club che ne avrebbero avuto diritto in virtù della classifica, ma soprattutto spalti vuoti e tutto ciò che attiene al distanziamento fisico. Chiamatela “normalità” questa! Tuttavia, basta un pallone che rotola ed undici calciatori vestiti di giallo e rosso per ridare il sorriso, la spensieratezza, la fiducia e… la trepidazione. Sì, la trepidazione del playoff, che a Catanzaro ha un significato tutto suo, diverso da altre latitudini.

A parte gli scongiuri del caso, ci si concentra sull’impegno col Teramo, avversario designato dall’esito della finale di Coppa Italia di C, che ha visto la Juve Under 23 trionfare e la Ternana chinare il capo e preparare il match con l’Avellino. Ad ognuno il suo, verrebbe da dire. Così gli uomini di Auteri troveranno la squadra che ha avviato il campionato 2019/20 e, ironia del destino, gli spareggi mettono di fronte nel Primo Turno, al “Ceravolo”. Intanto il tecnico di Floridia ha “incontrato” la stampa: torna la consuetudine della conferenza stampa della vigilia ma – a proposito di normalità – permane la modalità video-conference.

Ma come sempre sono le parole che contano. Le parole del mister che echeggiano in una sala stampa deserta e che arrivano via pc: “Abbiamo la possibilità di riscattare gli errori commessi”. Questa l’affermazione più forte di Auteri il quale, nel riepilogare un mese di lavoro che ha consentito al gruppo di allenarsi intensamente (e in anticipo rispetto ad altre compagini), ha dato conferma dello stato di salute dei ragazzi, ad eccezione di Bianchimano, indisponibile a causa del suo percorso intermittente, mentre Tulli è del tutto recuperato. E occorre fare quel che si può con ciò che si ha a disposizione, perché le lancette corrono.

“Non voglio parlare del campionato! La nostra classifica è figlia di un torneo segnato da alti e bassi e problematiche che devono appartenere al passato – dice Auteri -. Inizia un altro tipo di torneo, si resetta tutto e dobbiamo basarci su delle certezze. Dal punto di vista dello spessore, della qualità, dell’esperienza, del modello organizzativo di gioco, noi vogliamo continuare, consapevoli delle difficoltà. Sarà un percorso complicato, ma deve essere uno stimolo, perché abbiamo condizioni e spessore per sfidare chiunque. Le volte in cui siamo stati sul pezzo, umili e determinati, lo abbiamo anche dimostrato. Altre volte superficiali, disattenti, ai limiti dell’indolenza e ciò ci ha fatto fare il campionato deludente rispetto alle aspettative. Ma ora, nelle nostre mani, la possibilità di cambiare registro”.

E di “campionato deludente” parla l’allenatore dell’US anche nel far riferimento al Teramo: “Come noi ha delle qualità ma è reduce da una stagione sull’altalena tra poche positività e tante negatività, nonostante un organico di spessore con investimenti importanti”. E sul match dello scorso agosto: “Fu una bella partita, giocata a viso aperto, con una buonissima prestazione da parte nostra. Ma domani sarà un’altra storia e loro conteranno su giocatori di esperienza che hanno vinto campionati”.

Vuoi per scaramanzia, vuoi per mantenere alta l’asticella della concentrazione, affidarsi alla possibilità di beneficiare di due risultati su tre, è l’elemento da non tenere nemmeno in considerazione, specie per un Gaetano Auteri, noto per non aver mai fatto “barricate” nella sua carriera da trainer: “Pensare a gestire il pareggio e speculare dal 1′ sarebbe da stupidi! Dovremo avere voglia di imporci dal punto di vista tattico e tecnico, essere previdenti, molto attenti ed evitare errori che tante volte ci hanno condannato. È un’opportunità importante, seppur il nostro eventuale cammino si prospetta complicato e servirebbe un’impresa – aggiunge -. Saranno tutte gare secche senza pubblico, quindi il fattore campo non conterà. Si giocherà sull’aspetto emotivo e tante volte chi ha a disposizione un solo risultato può alterare equilibri”. E poi: “Playoff è un termine che mi dà fastidio! Ne ho fatti tanti e quasi sempre le mie squadre non sono uscite meritatamente, come l’anno scorso”.

Ribadendo ancora le sue perplessità su questa tipologia di spareggi e reputando il Bari comunque la squadra più forte del girone, Auteri impugna uno dei fattori che potrebbero rivelarsi determinanti (oltre alla “buona sorte”), alla lunga: l’organico folto, ragion per cui ci saranno alternative e tutti dovranno farsi trovare pronti.

“L’odore dell’impresa può darti la forza per andare oltre – conclude il mister -. Abbiamo tante cose da farci perdonare, questa è una maglia che va onorata, va tenuta stretta e bisogna meritare di indossarla”.

 

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