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Noto a “C Siamo”: “Cento squadre tra i professionisti? Insostenibile. Sì a riforma”

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Interessi o buonsenso? Etica o industria? Salute o PIL? Questi i nodi da sciogliere in piena era di pandemia, nel mentre un avversario più forte di qualunque mostro “visibile” si è impossessato delle nostre vite, o meglio, della nostra normalità.

Lunedì 18 maggio sarà ricordata come la data di un (parziale) ritorno alla normalità, ad una nuova normalità. Toccherà ad ognuno di noi mantenere il giusto atteggiamento – quello della disciplina e della cautela – per adeguarsi a ciò che accadrà, con la speranza che la curva epidemiologica non vada rialzandosi nuovamente. Tuttavia, l’Italia è ancora in emergenza e di conseguenza sono diversi gli ambiti e i settori dell’economia nel limbo dell’incertezza, come lo sport, il calcio.

Appuntamento fisso del lunedì sera, la trasmissione RAI “C Siamo sul Web!” (il format consueto del palinsesto televisivo, arrangiato alla modalità video-conference), condotta da Giacomo Capuano e Simona Cantoni, ha visto la presenza del presidente dell’US Catanzaro Floriano Noto, oltre a Gianfranco Andreoletti, storico patron dell’Albinoleffe,

L’occasione per fare il punto a poche ore dall’assemblea di Lega, mentre diverse sono le zone d’ombra da chiarire, tra sospensione del campionato, ipotetica disputa di play off e play out e riforma della categoria che potrebbe profilarsi all’orizzonte. Aspetti che uniscono e dividono, tra opinione pubblica, addetti ai lavori e gli stessi presidenti: non manca la disparità di vedute tra Noto e Andreoletti in merito alle soluzioni da adottare, tenendo conto della difficoltà del momento, di limiti strutturali e della paura che alberga, ancora, in ognuno di noi. Ed è più che comprensibile.

“Ogni soluzione genererebbe una coda di ricorsi difficile da gestire e risente del contesto in cui si vive”, rivela il patron delle Aquile, circa le precedenti votazioni in sede di assemblea. A ciò si aggiunga che molti club di  Lega Pro non dispongono delle strutture adeguate per mettere in pratica il protocollo medico, o della possibilità di “stipendiare” medici o accedere ad una serie di tamponi privati.

Floriano Noto è tra coloro che hanno votato per lasciare una “finestra” (di speranza) sulla possibilità dei play off, procrastinando il campionato a luglio e agosto e a tal proposito dice: “Ho votato per la sospensione. Ma non chiudiamo completamente le porte, riserviamoci di valutare qualora scendesse la curva, magari entro luglio. Promuovere in B solo le attuali capoliste dei gironi non mi sembra neanche corretto nei confronti delle squadre che occupano la seconda posizione, con un distacco non incolmabile”, osserva.

Visioni diverse per la ripartizione di ulteriori risorse e soprattutto sul il capitolo riforma: “Tenere cento squadre tra i professionisti? Non credo ci siano i margini dal punto di vista economico, il sistema calcio non può reggere. Sarebbe insostenibile, per tutti i costi che ne derivano”, sostiene il presidente del Catanzaro, il quale opterebbe per una B che garantisca una maggiormente equa distribuzione delle realtà territoriali, da nord a sud. Per una eventuale “serie D élite”: “Non vedo perché non approfittare del momento storico per non fare una riforma! Anzi, sarebbe il caso di attuare un bilancio finanziario di club, che possa vedere delle percentuali di investimento che non siano superiori a una certa cifra rispetto alle entrate, per ogni società. Servirebbe rivedere anche aspetti gestionali ed economici, ragionando su un tetto salariale“.

 

 

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