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Sala Stampa

Parla Martinelli

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In questo momento molto particolare, per non dire unico, in videoconferenza è il turno di Martinelli, uno dei calciatori giallorossi più esperti e carismatici, che analizza con franchezza  la situazione e le varie ipotesi di ripresa dei campionati attualmente al vaglio, seppur si stia andando verso la direzione dello stop definitivo, con promozioni e sorteggi.

“Non è un bel periodo per nessuno. Io ho famiglia a Milano ma per fortuna sta bene e non voglio raggiungerli per precauzione”: dice l’ex Foggia.

Quanto alla paventata ripresa ed al taglio degli stipendi in ragione della vicenda covid-19 che ha comportato il fermo dei campionati: “Bisogna cercare una soluzione giusta che accontenti tutti”. Prosegue poi: “La realtà dice che ci sono molte società in difficoltà e questi sono sicuramente costi onerosi da sostenere. Anche la ripresa è complicata. Noi saremmo disposti a ricominciare ma andrebbe fatto in tutta sicurezza. Questo è il compito di chi deve decidere”.

Sull’eventuale ripresa e sulla dubbia regolarità del torneo: “Immaginare di stare fermi anche due o tre mesi è difficile. Siamo a professionisti ma per quanto si può fare a casa diventa un problema. A questo punto è urgente trovare soluzioni per una rapida ripresa sebbene sarebbe un campionato falsato perché si giocherebbe ogni tre giorni dopo una lunga pausa”.

Indi un breve cenno sul cammino del Catanzaro. “Bisogna prendere atto degli errori e cercare di migliorarsi per il futuro e -prosegue – se si dovesse riprendere a giocare, bisogna migliorare le lacune evidenziate prima della sosta”. Quanto alle differenti gestioni tecniche: “Sono gestioni differenti dal punto di vista caratteriale e del gioco con alti e bassi”.

Infine Martinelli non manca di rivolgere un pensiero al prossimo anno, esprimendosi con sincerità: ”Non serve solo la squadra più forte a livello di singoli giocatori – chiosa il forte difensore –   si devono incastrare tante componenti. Ad esempio, la Reggina ha lavorato bene e in condizioni ottimali, almeno così pare. Tutto deve essere perfetto, dal campo d’allenamento allo stadio. Specialmente se si vuole giocare un certo calcio ci vuole un tipo di terreno. Se invece si vuole giocare ad esempio come il Carpi di qualche anno fa che sale buttando la palla avanti si struttura una squadra con quel tipo di gioco. Se si vuole dare qualità agli allenamenti bisogna curare dettagli perché risultano fondamentali. Certamente in trasferta possono capitare brutti campi, ma in casa il terreno deve essere ottimale”.

Ed in conclusione: ”La società farà ciò che riterrà giusto, ma ci sono carenze oggettive che vanno affrontate”. Analizzate perché del Ceravolo ha evidenti problemi di drenaggio e anche il campo di Giovino non è al meglio per il tipo di gioco che vogliamo esprimere”. 

Gregorio Buccolieri

 

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