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Piero Braglia, il ritorno dell’ultimo allenatore vincente

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Foto leccenews24.it
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Il Catanzaro domenica giocherà una partita troppo importante ed i giallorossi non si possono permettere di sbagliarla. L’imperativo sono solamente i 3 punti. Il “Ceravolo” è sino ad ora una terra facile di conquista con ben tre compagini che sono uscite dai Tre Colli con l’intera posta in palio; il Cosenza ha portato a casa un pari nel derby; l’unico a perdere è stato il Martina. Un bilancio negativo, da retrocessione quello delle aquile fra le mura amiche. L’occasione del riscatto capita nel prossimo incontro previsto. Un normale match –  molto complicato – del torneo di Lega Pro fra l’US ed il più quotato Lecce se non fosse per l’allenatore che siederà sulla panchina dei salentini: Piero Braglia. Ex giocatore e tecnico delle aquile, è stato l’ultimo a vincere un campionato alla guida dei giallorossi. Mister Cozza, infatti, nel 2011-2012, pur ottenendo la promozione diretta, arrivò secondo dietro al Perugia. Da calciatore “Pierino la peste” giocò con la maglia del Catanzaro sei stagioni, di cui cinque nella massima serie ed una in Serie B.

La formazione giallorossa con Mariani
La formazione giallorossa con Braglia capitano

Nell’estate del 1978 lo volle portare a tutti i costi in Calabria dalla Fiorentina, il tecnico dell’epoca delle aquile, un certo Carlo Mazzone. In tutto con l’US Braglia ha totalizzato 142 presenze condite da quattro reti. Non era un centrocampista che segnava molto, ma in campo si faceva sentire, specialmente in fase di non possesso. Lasciò il Catanzaro dopo la retrocessione in C1 del 1983-1984, successiva a quella dalla A alla B dell’anno prima. Decise di appendere le scarpette al chiodo nel 1989, per dedicarsi alla carriera di allenatore. Numerose le compagini guidate dal tecnico classe ’55 di Grosseto fino al 2003. Tra queste le più importanti il Foggia ed il Chieti. Proprio con i satanelli tornò a Catanzaro da avversario all’ultima giornata del campionato di C2 1999-2000. Nel famoso giorno in cui la Juve perse nel pantano di Perugia lo scudetto, Braglia cercava punti play-off al “Ceravolo” al cospetto di un Catanzaro che aveva ottenuto la salvezza. I giallorossi però impattarono i rossoneri sull’1-1 con gol di Lo Polito al ‘3 e pareggio ospite con Pietranera al ’43. Il Foggia venne eliminato in semifinale dall’Acireale proprio per effetto della miglior posizione. Nell’estate del 2003 Braglia è un tecnico esperto, che ha guidato in maniera dignitosa il Chieti per due stagioni. A Catanzaro si vive il dramma della finale promozione persa proprio contro l’Acireale. La società con a capo il duo Parente-Poggi vuole allestire una squadra ammazzacampionato in grado di riscattarsi vincendo il torneo ed ottenendo la promozione in C1. Si decide di puntare  su Mister Braglia con una rosa molto forte. Rimangono sui Tre Colli gli stessi che hanno sfiorato il salto di categoria l’anno precedente con l’aggiunta di un certo Giorgio Corona al posto di Moscelli. Mente le aquile si stanno preparando alla prima di campionato, giunge la notizia del ripescaggio in C1.

Foto proloco-catanzaro.org
Foto proloco-catanzaro.org

A Catanzaro è festa grande e l’esordio dopo una manciata di giorni contro la Vis Pesaro è contraddistinto da una cornice di pubblico da serie A. Le aquile soffrono tantissimo ma riescono con il cuore a portare a casa la vittoria per 2-1 con una doppietta di Re Giorgio Corona. La squadra è allestita per vincere la C2, non per disputare un torneo di C1, così nei giorni in più di mercato concessi alle compagini ripescate arrivano il portiere Lafuenti, gli esterni Dei e Caterino, il centrocampista Briano e l’attaccante Biancone. Il modulo adottato dal mister è il 3-4-3 con formazione tipo Lafuenti; Milone, Zappella e Pastore in difesa; Dei, Briano, Alfieri, Ascoli a centrocampo; Toledo, Corona e capitan Ferrigno in avanti. Nonostante un avvio con 5 punti in altrettante gare c’è grande entusiasmo sui Tre Colli. Dalla vittoria alla sesta giornata contro il Sora (vendicando la finale persa ai play-off) firmata Alfieri con un colpo di testa, i giallorossi iniziano a macinare risultati positivi, tra cui spicca la vittoria nel derby al “Ceravolo” contro il Crotone per 3-2 con doppietta di Corona e punizione magistrale di Alfieri. Alla nona giornata le aquile sono seconde dietro la Viterbese. Piero Braglia, dall’alto della sua esperienza predica calma. “Non abbiamo fatto niente”. È questa la frase che lo contraddistingueva dopo ogni vittoria durante le interviste post partita. Una vera prova di forza, però, le aquile dimostrano nel posticipo della decima trasmesso in tv a Giulianova. Lo 0-2 finale siglato Corona e Biancone su rigore mette in evidenza sia la compattezza della squadra di Braglia, sia la classe di Corona. I giallorossi sono un rullo compressore. Al “Ceravolo” riesce solo per virtù della fortuna il Taranto a strappare un punto, mentre in trasferta l’US riesce sempre a portare risultati positivi a casa. Al termine del girone d’andata in testa c’è l’Acireale a quota 36 ed i giallorossi sono secondi con tre lunghezze di ritardo. Ormai nemmeno Braglia si nasconde dietro l’obiettivo della salvezza. Il Catanzaro vuole giocarsi almeno i play-off per una storica promozione per tornare in B dopo 14 anni. È dal 1990 che l’US manca dalla serie cadetta. Il mese di gennaio è complicato sotto il punto di vista dei risultati con la sconfitta inaspettata di Pesaro con l’assenza di Corona per squalifica e  la vittoria sofferta con il Lanciano con il ritorno al gol del Re. Il mercato di riparazione porta in Calabria il difensore Zattarin, il centrocampista Mimmo De Simone che deve sostituire l’infortunato Alfieri, il mediano Andrisani e l’attaccante esperto Pasquale Luiso. È una campagna acquisti importante, degna di una squadra con obiettivi importanti. L’inizio del girone di ritorno, però, non è semplice. Il Catanzaro complice la sconfitta di Sora, i pareggi con Viterbese in casa ed in trasferta con l’abbordabile Fermana e nel derby con il Crotone con i rossoblu che pareggiarono il gol di Morello allo scadere con Tarantino. In questi momenti c’è bisogno della mano dell’allenatore. Braglia abbandona il 3-4-3 e si affida ad un 4-2-3-1. La formazione che dal 28 marzo 2004 comincia a macinare solo vittorie è composta da Lafuenti tra i pali; Dei e Ascoli terzini con “the wall” Zappella e Pastore in mezzo; Briano e De Simone rappresentano una diga insormontabile in grado anche di costruire gioco; Toledo a destra, Ferrigno a sinistra sono devastanti e Morello è un valido supporto al terminale Corona. Il 10 aprile la capolista Crotone cade al “Vigorito” a Benevento, l’Acireale esce con cinque reti sul groppone da Chieti ed i giallorossi liquidano 2-0 la Sambenedettese al “Ceravolo” con il gol di Ferrigno da centrocampo. Dagli spalti si innalza il coro “Serie B, Serie B”. A Catanzaro si respira un’aria nuova, l’entusiasmo è alle stelle e si inizia realmente a sognare. Mister Braglia rimane però sempre concentrato sull’obiettivo e non lascia trasparire nessuna emozione. Due settimane dopo sui Tre Colli arriva l’Acireale. Vendetta è l’imperativo che rimbomba durante tutta la settimana. Quell’Acireale che eliminò Braglia dai play-off con il Foggia, che fece fuori il Brindisi di Corona e che sconfisse il Catanzaro in finale la stagione precedente. Successe di tutto tra guardalinee infortunato ed un recupero finale di un quarto d’ora, gol annullato all’Acireale allo scadere, rete non convalidata nemmeno a Corona sullo 0-0. Al ’34 del primo tempo però il “Ceravolo” esplose. Azione che si sviluppa sulla sinistra con Ferrigno che serve di tacco Ascoli; il terzino crossa in area di rigore ed un difensore siciliano alza un campanile sul quale si coordina Corona che con la specialità della casa – il tiro a volo- batte Polito. Un boato. I giallorossi nella ripresa si difendono a denti stretti ed alla fine portano a casa la vittoria. Il Crotone ha perso a Viterbo e con lo scontro diretto a favore dell’US, agli uomini di Braglia basterà ottenere 6 punti in 3 partite. A Martina i giallorossi incappano in una brutta sconfitta per 2-0, ma si riprendono alla grande contro il Teramo alla penultima. Il “Ceravolo” è tinto a festa e la “Capraro” espone una coreografia con tante B. Sembra di giocare in una bolgia da Serie A. Ferrigno e Ascoli stendono i biancorossi e grazie al pari tra Foggia e Crotone, a Chieti l’US potrà permettersi il lusso di pareggiare per ottenere la promozione in B.

Si gioca sul neutro di Ascoli con quindicimila tifosi provenienti da tutte le parti d’Italia per tifare Catanzaro. La Canna fa scorrere un brivido lungo la schiena di tutti i supporters presenti allo stadio e che seguono la gara da casa siglando l’1-0 per i neroverdi. Un minuto dopo pareggia Toledo e nella ripresa, Corona firma l’1-2 definitivo che porta il Catanzaro di Braglia dritto in serie cadetta. Il mister verrà ricordato sui Tre Colli per questo campionato da favola condotto magistralmente. Certo, la cronaca impone anche di raccontare l’esonero alla quinta dopo il pari nel derby contro il Crotone per 2-2 con i giallorossi sopra di due reti all’intervallo, ma quel Catanzaro non era più la sua squadra ed infatti le aquile anche con nuovi “allenatori” disputò due tornei cadetti tragici che culminarono con il fallimento dell’US. Braglia è invece andato avanti conquistando promozioni in B con Pisa e Juve Stabia. Il tecnico maremmano manca proprio dal “Ceravolo” da quel Catanzaro-Crotone 2-2 e sarà strano, ma anche molto nostalgico vederlo sulla panchina degli avversari, lui che da quella in cui siederà Mister Erra ha fatto sognare un’intera città. Ma quello era tutto un altro Catanzaro, anzi probabilmente quello di Braglia era IL CATANZARO. Bentornato Mister.

Ferdinando Capicotto

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