Il Punto Primo Piano

Playoff: il frutto proibito – Il Punto

banner

E’ veramente difficile scrivere di calcio dopo la tragedia planetaria iniziata solo quattro mesi or sono, che ci si sforza di rimuovere forti di una non meglio identificata “fase 2”, con la mente che si dimena tra le varie teorie e le prospettive di un mondo che ha fatto vedere la vera faccia di un’umanità che ancora non ha compreso il veri valori della vita. Purtroppo non si tratta di demagogia spicciola, ma di amara e pura realtà.

Lo stand by imposto dalla situazione non ha distolto gli amanti del mondo pallonaro giallorosso anche se ne ha comprensibilmente smorzato gli entusiasmi così com’è avvenuto in tutte le altre piazze. Ma i playoff restano pur sempre playoff. Frutto proibito di un paradiso che non ne vuole sapere di palesarsi agli occhi di una tifoseria che meriterebbe ben altri palcoscenici. Andatelo a dire a chi da anni è costretto a recitare l’antipatica formuletta che risponde alle parole ”il prossimo anno”. Andatelo a dire a chi, pur avendo una società economicamente forte, si ritrova a dover temere l’alternativa Teramo – Avellino.

Frutto proibito o no, al primo turno casalingo e senza pubblico, sul manto erboso del Ceravolo si sfideranno il Catanzaro di Auteri ed il Teramo di Di Mascio. La formula post Covid-19 imposta dalla situazione particolare, potrebbe avvantaggiare la squadra di Auteri proprio in relazione al gioco praticato dal tecnico giallorosso, ma i playoff sono un’eterna lotteria e quindi è giusto non sbilanciarsi ma nello stesso tempo non lasciare nulla di intentato. I fattori motivazionali non mancano di certo e partire a fari spenti e senza i favori del pronostico nell’appendice di questa strana estate, potrebbe giovare alla serenità di una squadra che nel mercato invernale è stata rinforzata in ogni reparto.

Nella gara di addio alla regular season contro il Bari (sempre a porte chiuse) il Catanzaro aveva impressionato bene e quel gol del pareggio di Kanoute potrebbe rappresentare un punto di partenza importante per la crescita caratteriale dell’intero team. Una crescita avvalorata dal fatto che il patrimonio esperienziale del tecnico giallorosso in materia di playoff dovrebbe oramai essere arrivato al top! Il maledetto pareggio casalingo che lo scorso campionato decretò il passaggio del turno della Feralpisalò con quel calcio d’angolo nei secondi finali e una gestione quantomeno opinabile dei cambi effettuati, sono ancora impressi nella mente di addetti ai lavori e non e siamo certi che l’ex Tulli e compagni saranno adeguatamente catechizzati da mister Auteri, perché il Teramo è squadra ben attrezzata che vede tra le proprie fila professionisti di tutto rispetto.

Iniziare il percorso playoff dal primo step aiuta certamente ad entrare in forma rispetto ai competitor che si sono piazzati meglio in classifica e la promozione in serie B ottenuta quest’anno avrebbe un valore doppio anche perché permetterebbe alle Aquile di raggiungere in cadetteria i cugini reggini unitamente al proprio presidente Gallo che anziché esternare una serena felicità per la promozione ottenuta in B, nel corso della conferenza stampa che ha visto quale palcoscenico il Granillo, ha fatto di tutto per inviare battute sarcastiche a destinatari che non gli hanno concesso il lusso di una benché minima replica. Benfatto! Se vai in B ed in più “te rode” (si dice così a Roma) allora vuol dire che c’è proprio qualcosa che non va!

Ciò detto, al di là di esserci tediati di andare a “raccogliere patate” (così direbbe qualcuno), nei vari campi di serie “C” – ma pare che sui rettangoli di gioco di Palermo, Bari oppure Terni o Avellino non se ne coltivino – il Catanzaro avrà l’obbligo di fare bene sia in questi playoff, che successivamente; sia che si rimanga in C, che si vada in B. Quest’obbligo trova le proprie radici nel brand sportivo che ha battezzato la Regione in A. E’ vero che la storia attiene al passato e che le cose sono cambiate, ma urge riavvicinarla alle giovani generazioni, urge organizzarsi per gonfiare il petto di sostanza e candidarsi ufficialmente quale pretendente al primo posto, perché non ti chiami vattelappesca, ti chiami Catanzaro.

Basta con gli occhi incollati su filmati visti e rivisti su YouTube, basta con i “se” ed i “ma” e le contingenze che sarebbero ostative al raggiungimento di questa serie B. Decidiamo una volta per tutte cosa vogliamo fare da grandi, perché il tempo non ci aspetta.

Giuseppe Mangialavori

Related posts

Viareggio-Catanzaro: chi sostituirà capitan Ferraro?

admin

Slittamento di quindici giorni sulla chiusura del mercato?

admin

Tra poco il derby: avanti col 4-4-2

admin