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“Prepariamoci a otto finali”: Aquile verso Andria, parla Marin

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Tecnica, visione di gioco, buone geometrie, personalità e grandi prospettive: il 90% delle caratteristiche di Marius Marin, giunto in prestito dalla Primavera di una società di A, per “farsi le ossa” nel purgatorio della Serie C, alla sua prima esperienza tra i professionisti. Non è andata proprio così, non si è trattato del tipico “garzone di bottega” arrivato per ricevere il “battesimo” del calcio del Sud, sfruttando sporadiche occasioni per mettersi in mostra: Marin ha colto al volo l’opportunità ad inizio stagione, divenendo elemento imprescindibile del centrocampo del Catanzaro, pupillo di Dionigi e ora, tra i riferimenti di Pancaro.

Tuttavia, se la maturità tecnico-tattica del giovane rumeno ha avuto un incremento esponenziale nel corso dei mesi, da rivedere resta la condotta del ragazzo, spesso “succube” di un carattere focoso, con reazioni sopra le righe, che ne hanno causato svariate ammonizioni (un paradosso per un calciatore di impostazione e non contenimento, quindi esposto a fare fallo) ed un’espulsione, a Castellammare. Ecco, questo è il “10%” che servirebbe per renderlo un calciatore pronto per altri palcoscenici, alla soglia dei vent’anni. No, il ragazzo di Timsoara deve ancora sudare, faticare e mangiare pane duro, prima di superare questo limite personale, raggiungere la piena consapevolezza, restando umile.

Intanto, il Marin visto all’opera contro il Trapani – così come la squadra – ha fornito una buona prestazione, sebbene, ancora una volta, la vittoria non sia arrivata: <<Secondo me abbiamo giocato bene, ma dobbiamo essere più furbi – rivela-. Collezionando cinque occasioni senza segnare, mentre gli avversari fanno un tiro e un gol, nessuno ricorda della tua buona prestazione, ma resta impressa la sconfitta>> ironizza, rammaricato di ciò che si sarebbe dovuto fare e non si è messo in pratica, nel tempo, al di là delle conduzioni tecniche che si sono avvicendate. Adesso, l’arrivo di Pancaro potrà forse dare il “quid” in più, senza promettere “faville”, a poche settimane dalla chiusura del torneo: <<Tutti avremmo dovuto dare di più. Peccato, abbiamo iniziato un buon campionato, fino ad arrivare al sesto posto. Da lì, un calo che non so spiegarmi, perché non siamo riusciti ad avere continuità>>

Al “Ceravolo” sono arrivate delle risposte edificanti, domenica scorsa, ma non basta assolutamente: servono punti pesanti per porsi in una situazione di tranquillità e salvare questo finale di campionato. <<Abbiamo fatto una grande partita, si è visto buon gioco. Mister Pancaro ci chiede di giocare di più con la palla, dandoci quindi la possibilità di divertirci>>, ammette Marin che, proiettandosi alla difficile trasferta di Andria ed alla chiusura di stagione, conclude: <<Dobbiamo dare più del massimo… saranno otto finali>>.

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