Il Punto Primo Piano

Presidente Cosentino cosa ne vuol fare del Catanzaro?

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Partiamo proprio dal titolo di questo articolo: Presidente Cosentino, cosa ne vuole fare del Catanzaro? Lo spettro della Serie D è ormai concretezza, se si guarda in faccia la realtà. Una realtà amara per un’intera città, che si sente presa in giro da una società incapace. Purtroppo ci troviamo costretti a tirare le somme e ad esprimerci in questi termini. I fatti dicono questo.

Si sperava che dopo la prima stagione targata Cozza, Mister Gicos avesse capito gli errori compiuti ed infatti, l’anno successivo, con Brevi in panchina, si era costruita una buonissima squadra, arrivata a disputare i playoff. Allora perché non proseguire su quella strada? Dall’autunno 2014 sui Tre Colli regna sovrana l’insoddisfazione. L’entusiasmo del “periodo Kamara”, per intenderci, è durato pochissimo, fino all’1-3 del derby perso in Coppa Italia. Da allora un’agonia per il popolo giallorosso.

Una caduta libera. Si è passati dal campionato anonimo del 2014-2015, a quello in cui ci si è salvati per miracolo, senza passare dai playout, l’anno successivo, giungendo a questo torneo di Lega Pro, che ha gettato nello sconforto la città. A quattro giornate dal termine, l’US sembra rassegnato a disputare gli spareggi retrocessione. Solo un intervento Divino può evitare che la squadra del Presidente Cosentino si salvi dalla porta principale. Occorrerebbe ottenere dai dieci ai dodici punti e la missione risulta essere quasi impossibile. La rosa, inutile girarci attorno, sembra non all’altezza di un tale fardello, visti i tantissimi limiti tecnici. Si salvano pochi elementi. La difesa regge, ma il gol, prima o poi, lo prende; l’attacco vede la porta col contagocce, mancando una prima punta autentica. Non si pretende un calciatore come Giorgio Corona, che sapeva fare reparto da solo o segnando praticamente in tutti i modi, ma quantomeno avere un uomo che finalizzi il gioco (qualora ce ne fosse uno) prodotto. Non vogliamo gettare la croce su Sarao, intendiamoci, ma di certo non spicca per le sue doti realizzative. Giovinco, i suoi nove gol li ha realizzati, ma tutti in casa, risultando di fatto nullo in trasferta.

Tuttavia, la squadra ha poche colpe. Le maggiori responsabilità – e siamo in disaccordo con quanto espresso dal DS Preiti in quella pseudo-“conferenza stampa”– sono della società. Una società che ha navigato a vista dall’inizio di questa stagione. Sarebbe stato opportuno pianificare già da maggio, dal gol salvezza di Razzitti contro il Melfi, progettando un calciomercato in grado di offrire una rosa competitiva al tecnico Erra. Invece, a metà agosto, il mister ha evidenziato l’inadeguatezza dell’organico.

Il risultato? Fuori Erra e squadra all’allenatore in seconda. Il calendario propone Catanzaro-Cosenza alla prima giornata ed è già una “sentenza”. Il verdetto del campo è inequivocabile: 0-3 per i Lupi che vincono dopo sessantasei anni al “Ceravolo”. La società punta sul “pluriesonerato” Somma. Perché? Appena un mese e l’opinionista RAI torna a fare il suo mestiere di commentatore televisivo.

Ora la questione è molto semplice. Stando a quanto ammesso da Preiti, pare siano bastati trenta secondi per convincere Erra a tornare: perché non richiamarlo prima, invece di chiamare Zavettieri, artefice di due vittorie in sedici gare?

Capitolo mercato invernale, con gli acclarati problemi in zona gol del Catanzaro. Cosa ha spinto il club ad attendere gli ultimi giorni della campagna acquisti, per portare alla fin fine un calciatore che non aveva un grande score? Piuttosto, sarebbe stato intelligente un esborso più oneroso in estate, che avrebbe portato un attaccante più forte. Di fatto il Catanzaro che sta scendendo in campo, è ormai lo stesso della prima parte del campionato, con Sirri al posto di Di Bari e Mancosu esterno, con Cunzi in panchina. Gomez riscalda la panchina e sin qui non ha segnato nessun gol. Peccato, semmai, per Zanini, fermo ai box non si sa fino a quando, che aveva trovato la via della rete a Pagani.

Dal 2014 Cosentino cambia tecnici, direttori sportivi, oltre ad una marea di calciatori, con progetti di breve, brevissima durata. Ora basta però. Catanzaro merita rispetto. Per non parlare del silenzio di un presidente, che non si sente da più di un anno. Dalla società sono giunti messaggi che invitavano a restare uniti, a remare verso la stessa direzione… ma se il massimo esponente resta defilato in un angolo senza esporsi, come si può compiere il bene del Catanzaro? Se il Presidente si sottrae al confronto in un momento così delicato, dove finiremo?

In verità, una fetta di responsabilità è da attribuire all’imprenditoria catanzarese, sorda ai problemi di un sodalizio che è un bene per l’intera città.

Per ora, purtroppo, non ci resta che chiedere al Presidente Cosentino cosa voglia fare del Catanzaro, consci che probabilmente non giungerà nessuna risposta. Una considerazione, però, crediamo di poterla formulare: Presidente, si schiarisca le idee, il Catanzaro non è un giocattolo da buttare via, una volta annoiato. Magari, un bel modo per ammettere d’aver sbagliato, sarebbe riportare gente sugli spalti, abbattendo il prezzo dei biglietti, perché sinceramente assistere a questo “spettacolo” con costo da massima serie ci sembra veramente assurdo.

Ferdinando Capicotto

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