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Como fatale andata e ritorno, ma quanto pesano gli episodi | Il Punto

Scritto da  Giuseppe Mangialavori Apr 10, 2024
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All'andata un rigore inventato costa tre punti, al ritorno una decisione cervellotica annulla un pareggio sacrosanto!!

Sei punti persi contro una corazzata di "ricchezza", non scalfiscono il campionato di un Catanzaro che, con la forza dell'aquila ma con il lavoro di una formica, acquista ancor più consapevolezza nei suoi mezzi dopo questa sconfitta. Robert Budi e Michael Bambang Hartono, oltre a vantare posizioni da Champions nella top ten mondiale degli uomini più ricchi del mondo, costituiscono la proprietà lariana che ha dimostrato di godere di tanta considerazione nei palazzi pallonari del Bel Paese. Inutile parlare di fuorigioco o meno nell'azione del pareggio, a prescindere dai millimetri e dalle discussioni che ancora oggi divagano negli addetti ai lavori e non: parliamo di un gol regolare e meritato al 96' della gara, questa è l'unica cosa giusta da dire e ribadire. La ciliegina sulla torta dopo una serie di decisioni altrettanto dubbie partorite dopo la rete di Vandeputte, del direttore di gara Marco Di Bello. Pazienza, c’est l’Italie direbbero i cugini d’oltralpe ma è anche vero che, al di là dei soliti 15 minuti diffiiclii della ripresa, Vivarini ha dato lezione di calcio al duo Roberts-Fabregas: un primo tempo nel quale le Aquile hanno avuto l’unica pecca di non arrotondare ulteriormente il risultato.

Certo, l'approccio al secondo tempo da un punto di vista mentale e della concentrazione va corretto, perché ci si fa cogliere impreparati in occasioni che vanno oltre i meriti altrui consentendo il ribaltone, ma rimane una prestazione, quella giallorossa, che anche grazie alle forze fresche messe in campo, non è stata inferiore alla qualità lariana, esattamente come all'andata quando un rigore inesistente fischiato su Katseris ha deciso i tre punti per il Como. E così, l'impresa all’ultimo respiro proposta come in un film da un Fulignati assist-man, viene cancellata: un colpo di testa dell’onnipresente Antonini ha fatto esplodere il "Ceravolo" salvo poi trasformare le urla di giubilo in rabbia e delusione. 

Ma di epilogo non si tratta, anzi, così come asserisce il Mago di Ari, gli errori commessi devono servire a migliorarsi e il suo Catanzaro esce dal campo con una certezza: di essere una seria pretendente dei playoff promozione. La bontà del progetto giallorosso è evidente, una squadra che gioca a calcio con una forza d’urto temutissima e stimata all’esterno più di quanto noi possiamo immaginare. Prendere consapevolezza di questo, rendersi conto che si è in grado di competere con tutti, vale molto più di una vittoria. Le variabili, gli episodi e le decisioni arbitrali ci sono sempre state e ci saranno sempre, basta solo nominare il salernitano D’Elia oppure il sig. Luigi Agnolin, ora è il turno di Di Bella. Ma nessuno ha la voglia di rivivere brutte esperienze quindi... attrezziamoci bene per questi playoff e proviamo a fare il nostro meglio, ovvero a giocare da Catanzaro in quel Militare "Fossa dei Leoni" che la Curva Capraro ha celebrato con uno striscione significativo sabato scorso (foto).

Avanti tutta Catanzaro, uniti contro tutto e contro tutti!

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