Il Punto | Decimo posto: parla la classifica

Scritto da  Giuseppe Mangialavori Ott 01, 2021
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Già sei punti di distacco dal primo posto e crisi in attacco: così non va!

Il decimo posto in graduatoria, l’ultimo utile per la disputa dei playoff, accoglie le due grandi delusioni di inizio campionato: la “corazzata” giallorossa di Calabro, così definita dai colleghi irpini (e non solo) e l’Avellino di Piero Braglia. La patologia che affligge ed accomuna le due squadre è la cronica incapacità realizzativa che relega i sogni di gloria ed impone agli addetti ai lavori estremo realismo.

La nuova divisa delle Aquile sfoggiata al Partenio non basta per la conquista dei tre punti e neanche l’inserimento di Verna a supporto di un attacco giallorosso inesistente, è sufficiente a gonfiare la rete difesa da Forte. L’inserimento delle due punte per la prima volta presenti dall’inizio della gara non ha prodotto i risultati voluti. Nessuno dei due ha avuto un solo pallone giocabile a propria disposizione. Il volenteroso Cianci è testimone dell’assenza di una strategia precisa dei giallorossi, volta a facilitare il compito alla punta di Bari Vecchia e del compagno di reparto Vazquez. Il primo seppur motivatissimo, in assenza di geometrie, ha vagato in ogni dove, anche nel reparto arretrato, il secondo si è visto ben poco. La novità assoluta è stata la presenza in panchina di Carlini. Il “Conte Max” poche volte aveva frequentato la location al fianco del suo mister che forse avrà gradito poco l’input pubblicamente rivolto dal suo pupillo in occasione della gara casalinga contro il Catania che, evidenziamolo, nel turno odierno ne ha prese quattro dalla Turris.

Insomma delusione a 360 gradi tra blasonate della serie C. Sono lontani i tempi in cui le due formazioni che si sono affrontate al “Partenio”, unitamente all’Ascoli conquistavano la massima serie. In molti asseriscono che è deleterio rispolverare un po’ di storia, ma chi la possiede non se ne può certo fare una colpa o ancora peggio un problema. Dovrebbe ricalcarne le vie per ambire a rivivere quei momenti oramai lontani, fin troppo lontani. Ma torniamo alla gara. Una gara incolore come le due formazioni in campo, che si sono confrontate innanzi al chiassoso pubblico irpino. Pochi gli affezionati giallorossi, ma il turno infrasettimanale è stato ostativo ad una presenza ben più importante degli appassionati delle Aquile. Nel piattume di una gara giocata a specchio dai due tecnici, due bagliori, uno per parte. Come anticipato, di Verna la prima occasione della gara nel primo tempo, frutto di un improvviso inserimento in fase di attacco da parte del centrocampista di Calabro. Nel secondo tempo sono stati i padroni di casa ad essere pericolosissimi con D’Angelo che a colpo sicuro, ha colto in pieno l’interno della traversa con Branduani battuto. Il pallone per fortuna dei giallorossi  ha finito il suo viaggio sul manto erboso, lontano dalla linea di porta. Da segnalare nel corso del primo tempo, il gol di Vandeputte annullato per posizione irregolare dello stesso giocatore belga.

Nessuna svolta, dunque, per gli uomini di Calabro soprattutto nel gioco ancora dipendente da iniziative dei singoli. Il gioco corale e la costruzione dello stesso, volto a proporre palloni giocabili e soprattutto finalizzabili dagli attaccanti, è ancora lontano. Considerata la posizione in classifica e le sei lunghezze dalla testa della graduatoria occupata da un non trascendentale Bari, si impone una decisa inversione di rotta e la lettura di uno spartito che dovrà essere declinato diversamente dal direttore d’orchestra e dai suoi uomini. La prossima occasione martedì al cospetto della Fidelis Andria dell’ex Di Piazza che farà visita al Nicola Ceravolo. La vittoria sarà d’obbligo per non vedere aggravarsi una situazione che se sottostimata, potrebbe portare al definitivo abbandono dei sogni di gloria da parte dei tifosi e soprattutto della proprietà che tante risorse economiche ha profuso per allestire una formazione di prim’ordine. Avanti tutta Catanzaro!

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