Si gioca contro... Il Bari

Scritto da  Francesco Calvano Ott 29, 2021
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Bari – Catanzaro: bastano i nomi delle due società che sabato si affrontano per capire tutto.

Il nostro pezzo di presentazione potrebbe finire qua se si aggiunge che si gioca al “San Nicola”, che la partita è tra la prima contro la seconda, che la tv di stato la seguirà in diretta. Bari – Catanzaro: che dire di più?

CON MATARRESE MAI MATERASSO
In realtà da dire c’è molto, moltissimo. Perché i galletti pugliesi, al pari del Catanzaro, hanno una storia lunga – 113 anni – e importante. Anzi importantissima: la cosiddetta squadra ascensore, per la frequenza di promozioni e retrocessioni, è la prima squadra della Puglia e la terza del Sud per numero di presenze nel massimo campionato italiano di calcio. Insomma una squadra che ha scritto pagine importanti nel calcio, specialmente a cavallo tra gli anni del secolo quando sotto la presidenza Matarrese, la Bari, come viene chiamata dai suoi tifosi, ha vissuto i suoi momenti più alti, ottenendo risultati importanti e assurgendo agli onori della cronaca anche per il gioco spettacolare espresso. Ma i successi più importanti sono precedenti: nel palmares biancorosso spicca infatti una Mitropa Cup nel 1990 e uno scudetto di Quarta serie.

DALLA PIETRA E LA DOPPIETTA DEL “CARNEADE”
Un trofeo quest’ultimo che accomuna il Bari al Catanzaro. Ma non è certo l’unico punto in comune tra le due società. A riprova di questo il numero di precedenti: diciotto in Puglia. Ma, stranamente, nessuno in serie A. Eppure il precedente più famoso è proprio quello che valse la serie A nel 1971. La trasferta di Napoli, il gol di Mammì e tutto il resto, bellissimo, che tutti sui tre colli conoscono. Altri incontri invece magari sono passati un più in sordina o sono troppo vecchi per essere ricordati. Di sicuro a Bari ricordano il successo dello scorso anno quando Antenucci siglò l’1-0 definitivo. Un punteggio molto meno corposo rispetto al primo confronto tra giallorossi e biancorossi in Puglia che risale al 1935 quando i padroni di casa si impongono 3-1. Sedici anni dopo la vittoria più larga del Bari nei confronti diretti: un secco 3-0. È il secondo dei 10 successi con cui i pugliesi comandano i precedenti. Ci sono poi 5 pareggi e 3 vittorie giallorosse. Segni “x” nel 1964, 1967, 1978, 1989, 2005: tutte gare dove non si è andato mai oltre l’1-1. Dei 3 successi giallorossi invece grande protagonista, neanche a dirlo, è Massimo Palanca che con la sua doppietta fa al blitz al “San Nicola” nel 1987. Prima di lui nel 1973 l’eroe giallorosso era stato Petrini. Petrini, Palanca, nomi storici per l’Us a differenza di Mario Dalla Pietra: due stagioni in giallorosso e tre gol, di cui due al Bari nel successo in trasferta per 2-3 del 9 marzo 1969 (primo gol giallorosso di Benvenuto).

LA “GUERRA” DI PIETRO
Dalla Pietra magari a Bari (e forse anche a Catanzaro) non se lo ricorda nessuno, a differenza dell’ex di turno, con la e maiuscola. Perché Bari – Catanzaro è la partita di Pietro Cianci: lui barese di nascita e che l’anno scorso ha coronato il sogno di giocare e segnare con la maglia della sua città torna al San Nicola dove ha promesso di segnare ma non esultare. E ai tifosi del Catanzaro andrebbe benissimo così. Meno bene sarebbe presa la legge dei gol dell’ex se a rispettarla fossero anche i galletti che hanno vestito il giallorosso. Da Di Cesare a Celiento da Maita a De Risio, una sfilza di calciatori che hanno fatto le alterne fortune del Catanzaro in anni recenti. Così come ha fatto Gabriele Rolando che oggi veste giallorosso dopo una breve esperienza in Puglia.

I GALLETTI VOGLIONO RIALZARE LA CRESTA
Tanti ex in rosa ma pochi in campo, almeno alla vigilia, quando gli unici dubbi riguardano la condizione fisica dei calciatori, non certo quella mentale per una gara che si prepara da sola. Prima contro seconda, quattro punti di distanza, una sola sconfitta, miglior attacco in casa contro miglior difesa esterna. Ingredienti per una partita che già da inizio campionato si pronosticava potesse essere importante – non ancora fondamentale – tra due squadre costruite per il vertice. Soprattutto il Bari che ci prova da anni, che ha una delle proprietà più importanti della serie C, uno stadio mondiale e una città passionale. Finora le aspettative ci sono tutte, tabella di marcia buona anche se non ottima. Eppure l’assenza di vittorie da due turni, il solo punti fatto nei derby contro Foggia e Francavilla, hanno creato i primi scricchiolii in una squadra che aveva cominciato alla grande ma che sta segnando un calo con le inevitabili polemiche su alcune scelte tecniche che, specie nel match col Foggia, hanno riguardato i top della squadra. Una rosa importante d’altronde è sempre un’arma a doppio taglio: lo sa bene mister Michele Mignani che, per mantenere gli equilibri anche contro il Catanzaro dovrà tenere fuori uno tra Simeri e Paponi e dovrà valutare Scavone, al rientro dall’infortunio. Chi sicuro non ci sarà è Valerio Di Cesare, che potrebbe essere sostituito da un altro ex, Celiento. A parte questi cambi il resto della formazione sembra già nella testa del mister che non si discosterà dal suo 4-3-1-2 che dovrebbe essere il seguente: Frattali, Belli, Celiento, Terranova, Mazzotta; Mallamo, Maita, D'Errico; Botta; Antenucci, Marras.

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